VI. Il porre o imprimere su le monete di qualunque sorte, cosí d'oro
come d'argento, che di nuovo si faranno, le note del loro valore,
sotto titolo d'«imperiale» della lega o finezza e del numero di quante
ne vadino alla libra; e con tal ordine, che da tutti possano esser
conosciute e facilmente intese.
VII. L'osservar un sol ordine tanto nel tassare quanto nel far le
monete e d'oro e d'argento, dal qual ne succederá che i danari
resteranno per sempre regolati.