V. Il non permettere che si cavino le fatture dal corpo delle monete.

VI. Il porre o imprimere su le monete di qualunque sorte, cosí d'oro

come d'argento, che di nuovo si faranno, le note del loro valore,

sotto titolo d'«imperiale» della lega o finezza e del numero di quante

ne vadino alla libra; e con tal ordine, che da tutti possano esser

conosciute e facilmente intese.

VII. L'osservar un sol ordine tanto nel tassare quanto nel far le

monete e d'oro e d'argento, dal qual ne succederá che i danari

resteranno per sempre regolati.

Economisti del cinque e seicento · 第 61 / 180 题