CAPITOLO XX

Discorso sopra le dette tariffe, nel quale anco si mostra l'ordine che

si dovrá tenere per fare i conti giusti delle monete d'oro giá fatte,

che si troveranno essere piú leggiere o piú grevi di peso delle

contenute in esse tariffe.

Col mezo delle suddette tariffe si vede l'ordine e la regola vera, con

la quale si hanno a fare in tutte le zeche le monete d'oro. E quanto a

quelle che sinora sono state fatte, dico che, quando i ducati si

troveranno essere alla finezza e peso in dette tariffe contenuto, non

occorrerá far altro; ma, quando si troveranno essere o piú leggieri o

piú grevi di quest'ordine, essi si dovran pagare e ricevere in questo

modo, cioè: che per ogni grano, tanto di calo quanto di crescimento,

si sconteranno o si faranno buoni soldi 2 e denari 6. E parimente per

ogni denaro a peso, lire tre, e per ogni oncia, lire settantadue

imperiali. Si potrá anco tolerare questa tassa di soldi 2 e denari 6

per grano negli scudi, che fossero piú leggieri o piú grevi di quelli

da 113-1/7 o da 99 overo da 132 alla libra, cioè sino alla somma di

grani 12; conciosiaché grani 12 sono solamente grani undeci di

pur'oro, e ciò è cosa di poco momento per farvi altra tassa, quanto

sia dalli detti 12 grani in giú. Ma, quando la quantitá della

leggerezza o grevezza ascendesse sino alla somma di grani 24, essi

sono solamente grani 22 di oro puro, e similmente denari 24 a peso

sono denari 22 di pur'oro; e cosí dei bisilachi, che grani 24 saranno

grani 16 di dett'oro, e denari 24 saranno solamente denari 16; e

parimente si potrá cosí fare d'ogni altro oro giá coniato d'altre

finezze. E con questa regola si potranno sempre fare i conti giusti

del dare e dell'avere in ogni sorte di monete d'oro, imperoché s'avrá

sempre riguardo al puro che in quelle si troverá essere o di piú o di

meno, e cosí nelle picciole somme come nelle gran quantitadi.

Economisti del cinque e seicento · 第 36 / 180 题