CAPITOLO VII

Il modo col quale si dee osservare la forma ed il numero nell'oro e

nell'argento che si ridurranno in monete, accioché ogni persona abbia

il suo.

Essendosi di sopra narrato che cosa sia forma, peso e numero, rimane a

sapere il modo col quale ciascun di loro osservar si debba; e ciò sará

cosa facile da fare, osservando questi ordini: cioè, se escludendo

tanti rotti che si usano nel fare le monete, cosí nelli pesi come

nelle finezze e loro valori, tutte si facciano di oro e di argento

puri, over accompagnati secondo le determinazioni nelle seguenti

tariffe descritte; e che su le monete siano segnati con numeri

aritmetici i loro valori, le finezze o leghe, e quante ne vadino alla

libra di ciascuna sorte, come nel capitolo XXII.

Sará ben necessario che per ciò siano fatti nuovi campioni, che stiano

presso il publico ed anco presso i privati, accioché ciascuno possa

minutamente vedere il fatto suo; come si dice nel capitolo XLVI, nella

terza parte ch'appartiene al publico.

Non resterò anco di avvertire che sarebbe bene porre ordine nell'arte

degli orefici; cioè che sopra i loro lavori, come vasi, bacini, piatti

ed altre simili opere di oro o d'argento, nelle quali però non obsti

la picciolezza, fossero segnate le loro finezze, nette da saldature,

col nome o marchio del maestro ch'avesse fatto tali opere e col nome o

segno della cittá ove fossero state lavorate, accioché si potesse per

sempre conoscere il giusto fino che in esse fosse e non si avesse poi

causa di farne altri saggi per chi non le volesse guastare per allora,

ed anco accioché ciascuno le potesse poi sicuramente contrattare.

Economisti del cinque e seicento · 第 23 / 180 题