Il modo col quale si dee osservare la forma ed il numero nell'oro e
nell'argento che si ridurranno in monete, accioché ogni persona abbia
il suo.
Essendosi di sopra narrato che cosa sia forma, peso e numero, rimane a
sapere il modo col quale ciascun di loro osservar si debba; e ciò sará
cosa facile da fare, osservando questi ordini: cioè, se escludendo
tanti rotti che si usano nel fare le monete, cosí nelli pesi come
nelle finezze e loro valori, tutte si facciano di oro e di argento
puri, over accompagnati secondo le determinazioni nelle seguenti
tariffe descritte; e che su le monete siano segnati con numeri
aritmetici i loro valori, le finezze o leghe, e quante ne vadino alla
libra di ciascuna sorte, come nel capitolo XXII.
Sará ben necessario che per ciò siano fatti nuovi campioni, che stiano
presso il publico ed anco presso i privati, accioché ciascuno possa
minutamente vedere il fatto suo; come si dice nel capitolo XLVI, nella
terza parte ch'appartiene al publico.
Non resterò anco di avvertire che sarebbe bene porre ordine nell'arte
degli orefici; cioè che sopra i loro lavori, come vasi, bacini, piatti
ed altre simili opere di oro o d'argento, nelle quali però non obsti
la picciolezza, fossero segnate le loro finezze, nette da saldature,
col nome o marchio del maestro ch'avesse fatto tali opere e col nome o
segno della cittá ove fossero state lavorate, accioché si potesse per
sempre conoscere il giusto fino che in esse fosse e non si avesse poi
causa di farne altri saggi per chi non le volesse guastare per allora,
ed anco accioché ciascuno le potesse poi sicuramente contrattare.