CAPITOLO V

La cagione perché si trova men oro che argento, e qual forma o

proporzione si trova tra loro.

Per cognizione delle cose in questo _Discorso_ contenute, dico che,

trovandosi molto men oro che argento, da altro non procede se non

perché piú raro il numero delle cose piú preciose che delle meno

sempre si trova. Quindi nasce che, considerata la real proporzione che

tra essi si trova, qual è ch'una parte d'oro puro a peso vaglia per

dodici di fino argento appunto (per ordine, come credo, cosí dato da

Dio ed osservato dalla natura, e come cosí anco è stato dichiarato dal

divin Platone nel suo dialogo intitolato _Ipparco_, overo «del

desiderio del guadagno», overo «dello studio di guadagnare», come nel

fine dí esso), fa di bisogno e si è sforzato con viva ragione e con

real fondamento apprezzare o valutare essi oro ed argento con prezzi

certi, a similitudine delli pesi, di uno per dodici e dodici per uno,

per poter fare le leghe corrispondenti in proporzione, per far monete

di varie sorti che restino per sempre nelli loro reali dati valori. E'

quali prezzi, ancorché non siano mai stati in uso a detti preciosi

metalli con ordine fermo, né in particolare né in universale, né meno

apertamente descritti e dimostrati da esso Platone né da' suoi

commentatori, è necessario però che si mettino in osservanza per

sempre, tanto per li non coniati quanto anco per quelli che saranno

posti in zeca, accioché da tutti li zechieri siano per l'avenire

compartiti in far monete che siano di giusti e proporzionati dati

valori, e di reale corrispondenza nel conteggiarle in ogni sorte di

pagamenti, e che non si possano mai piú fondere o guastare per rifarne

altre.

E perché si sa che 12 volte 6 fanno la somma di numero 72, ed il

numero 6 nel 72 vi entra 12 volte, però i prezzi o valori di essi

saranno questi: cioè che il prezzo dell'oro puro sia di lire 72 per

oncia, e quello dell'argento fino sia di lire 6 d'imperiali l'oncia,

giusti e fermi; i quali prezzi sono (forse cosí per voler di Dio)

quasi conformi e i piú accosti o vicini alli valori e prezzi dati ed

usati ad essi oro ed argento in questi nostri tempi. E, quando anco

non vi fossero stati, facea di bisogno ridurli in effetto sotto i

detti certi e terminati valori, ancorché tutto ciò fosse paruto cosa

di gran maraviglia alle genti per molte cagioni, e massimamente

perché, quando si fossero tassate le monete, le quali fossero giá

state fatte e compartite sotto maggiori o minori valori delli

suddetti, cioè dell'oncia dell'oro e dell'argento, esse sarebbono poi

riuscite di molti alterati o diminuiti valori, per conto del puro e

del fino loro, ed a similitudine di tutto quello che si tratta nel

capitolo VIII, sopra il peso di una libra piú greve o piú leggiera di

quella di Bologna. E' quai valori cosí proposti non dovranno mai piú,

per cagione alcuna, esser mossi ed alterati da questa terminata forma

e regola, per le ragioni annotate in molti luoghi del _Discorso_, ed

in particolare nel capitolo XXIX, se si vorrá ch'essi preciosi metalli

possano, com'ho detto, esser giustamente compartiti da tutti li

zechieri e contisti di zeche ed altri con i debiti mezi, cioè saggi,

bilance e conti loro, nel far monete di varie sorti; essendo detti

numeri e valori con ogni perfezione a ciò veramente proporzionati,

come si mostra nel capitolo XXXIII; col mezo de' quali da essi

contisti non si faranno mai intervenire rotti alcuni nelle leghe di

esse monete, e nel tassare anco tutte le monete finora fatte dovranno

servare l'ordine istesso, come nel capitolo XIV. Onde ne succederá che

tutti li conti, che poi si faranno tra essi oro ed argento, tanto i

giá coniati quanto quelli che per l'avenire saranno in monete ridotti,

si troveranno per sempre confronti e giusti, per causa del puro e del

fino che si troverá essere proporzionato, cosí in qualunque sorte di

monete come anco in ciascuna di esse monete. Oltre che, ciascuno in

tutti li pagamenti averá il fatto suo con oro ed argento realmente, e

non con i valori che alle volte sono dati con i sopranomi alle monete,

e sí come chiaramente tutto ciò si vederá nelli seguenti capitoli e

tariffe, che si descriveranno.

Economisti del cinque e seicento · 第 21 / 180 题