«L'impresa di Monterotondo è certamente una delle più gloriose per
questi poveri prodi volontari.
«In tutte le campagne in cui ebbi l'onore di comandarli non li vidi mai
sì travagliati dai disagi, dalla nudità e dalla fame.
«Eppure questi valorosi giovani, stanchi ed affamati, hanno compito in
questa notte un sanguinoso e difficile assalto, come non avrebbero fatto
meglio i primi soldati del mondo. Sono le 4 e siamo padroni di
Monterotondo, meno il palazzo in cui si sono rifugiati i zuavi,
antiboini e svizzeri.
«Abbiamo in mano molti trofei della vittoria, cavalli, armi e
prigionieri.
«Monterotondo, 26 ottobre 4 ant.
_G. Garibaldi_».