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_Lettera di Francesco Vettori al Machiavelli._ _Roma, 8 marzo
1524/25_.[601]
Compare mio caro. Io non vi saprei consiglare, se voi dovete venire
col libro o no, perchè e' tempi sono contrarii a leggere et donare;
et da altra parte el papa, la prima sera giunsi, poi che io li hebbi
parlato di qualchosa mi achadeva, mi domandò, per sè medesimo, di voi,
et dixemi se havevi finito la _Historia_, e se l'havevo veduto. Et
dicendo io, haverne veduto parte, et che havevi facto insino alla morte
di Lorenzo, et che era choxa da satisfare, et che voi volevi venire a
portargnene, ma io, rispecto a' tempi, ve n'havevo dissuaso; mi dixe:
— E' doveva venire, et credo certo ch'e' libri suoi habbino a piacere
et essere lecti volentieri. — Queste sono le proprie parole m'ha
decto: in su le quali non vorrei pigiassi fiducia al venire, et poi vi
trovassi con le mani vote, il che per le mostre d'animo nelle quali si
truova il papa, vi potrebbe intervenire. Pure non ho voluto manchare di
scrivervi quanto mi ha decto. Rachomandatemi a Francesco del Nero, et
diteli che vo[rrei] scrivessi al suo Berlinghieri qui, che non solo mi
pagassi denari per suo ordine, ma mi facessi piacere d'ogni altra choxa
lo ricercassi. Et choxì mi rachomandate a Donato del Corno. Iddio vi
guardi.
In Roma, a' dì 8 di marzo 1524.