DUE SONETTI DI NICCOLÒ MACHIAVELLI.[597]

1

_Niccolò Machiavelli ad M. Bernardo suo padre._ _In uilla a Sº

Cascano._[598]

Costor uissuti sono vn mese o piue

a noce a fichi a faue a carne seccha,

tal ch'ella fia malitia et non cileccha

el far sì lunga stanza costá sue.

Come 'l bue fiesolano quarda a l'angúe

Arno, assetato, e' mocci se ne leccha;

così fanno ei de l'uoua che ha la treccha,

e col becchaio del castrone e del bue.

Ma, per non fare afamar le marmegge,

Noi farèn motto drieto a daniello,[599]

che forse già u'è qualcosa che legge;

Perchè, mangando sol pane et coltello,

fatti habián becchi che paion d'acegge,

et a pena tegnán gl'occhj a sportello.

Dite ad quel mio fratello

che uenga ad trïonfar con esso noj

l'ocha ch'havemo gouedí da uoi.

Al fin del guoco poj,

Messér Bernardo mio, uoi comperrete

Paperi et oche, et non ne mangerete.

2

_Nicolo Machiavellj a Mgº Guliano de' Medici,_ _quando esso Nicolo era

in prigone, nel xij, in sospeto_.[600]

Io ho, Guliano, in gamba, vn paio di geti

et sei tratti di fune in su le spalle;

l'antre fatighe mia ui uo contalle

poi che così si trattano e' poetj.

Menon pidochj questi parietj,

grossi et paffuti che paion farfalle;

né maj fu tanto puzo in Roncisualle,

né lá in Sardignia tra quegli arboretj,

Quanto è nel mio più delicato ostello;

con un romor che par proprio che 'n terra

fulmini Gove tutto Mongibello.

L'un si scatena et quell'altro si sferra,

Combattono uscj, toppe et chiauistelli;

Quel'altro grida: — Troppo alto da terra! —

Quel che mi fa più guerra

è che dormendo, presso alla aurora,

io cominca' a sentir: — _Pro eis ora!_

Hor uadino in buon'hora,

pur che la tua pietá uer me si uolga

che al padre et al bisauo el nome tolga.

_finis_

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. III · 第 49 / 77 题