Un mese dopo in una chiesa di Roma si celebrava con gran pompa il
matrimonio fra Antonietta e Roberto: ufficiava un arcivescovo
cattolico in tutto lo sfarzo de' suoi ricchi paramenti.
Due vecchi erano inginocchiati vicino agli sposi: Agatina ed Enrico.
Il sì fu pronunziato da Roberto e Antonietta con profonda commozione.
I loro cuori, che battevano concordi, amantissimi, non dovevano
disgiungersi mai nella vita: un amore immenso li esaltava, li faceva
palpitare; erano contenti della loro passione, dei grandi, terribili
ostacoli superati.
Era stato fortemente combattuto il loro amore ma, nella sua potenza,
usciva vincitore da tutti gli ostacoli.
Ormai la felicità li aspettava e quale felicità!
E sui primi dell'autunno fu celebrato con assai minor pompa, ma con
più clamore e con non minore allegrezza, il matrimonio fra Lina e
Lucertolo, matrimonio dal quale nacquero due figli, che sono oggi tra
i migliori agenti della polizia, e il cui nome è spesso citato con
elogii.
Intrepidi, ingegnosi, giungeranno essi ad occupare tra poco un grado
più elevato di quello a cui giunse, dopo tante fatiche, il loro strano
e bizzarro genitore Lucertolo?