XXVI.

Firenze continuava ad esser tutta risuonante di grida gioconde, di

lieti rumori, affollata di gente accorsa a godere, a partecipare delle

pubbliche allegrezze.

In quella sera, 30 giugno, la festa campestre delle Cascine lasciava

spopolate, quasi deserte, tutte le vie della città: la gente

facilmente usciva a diporto, come ad assistere ad un gaudio della

natura.

Serata incantevole!

Il cielo folgorava di una luce bianca, nel plenilunio.

Uno zeffiro, carico di profumi, portava nelle strade, dopo aver

asolato tra i fiori dei giardini, un'onda di fragranze, e temperava,

molceva deliziosamente il caldo della giornata.

--Ah! che splendida sera!--osservò il Brinda, quando ebbero fatto

alcuni passi fuori dell'Ospedale.--Antoniettina! tu devi contentarmi.

Tu hai bisogno di aria, di distrazione... Domani sarai di certo

consolata di tutto, ora ci vuole coraggio!... Promettimi che più tardi

verrai con noi alle Cascine. Prenderemo per uno de' viali più

solitarii... staremo da noi, in disparte... ma vedremo anche noi la

bellissima festa, e godremo di questa nottata di paradiso...

Il Brinda aveva tutt'altro che piacere di andare a quella festa, ma

voleva distrarre Antonietta, voleva tentare, se fosse possibile,

acquetare per poco in lei il tumulto de' tristissimi pensieri.

E la ragazza aveva pure ben altra inclinazione che di andare alla

festa; ma l'idea delicata che, rifiutando, essa avrebbe forse privato

il maestro, il suo grande amico Brinda, di una sodisfazione, a cui

forse il buon vecchio teneva, si lasciò sfuggire un sì, disposta a

rassegnarsi.

--Però--riprese--anderemo tardi...--certa che avrebbe potuto allora

persuader il vecchio a uscir solo.

--Quando vorrai.

In quell'ora migliaia di persone si sparpagliavano pei viali, nei

prati delle Cascine.

Nel 1833 le mura di Firenze sorgevano al Ponte alla Carraia. Tutto il

Lungarno, dal ponte alla Carraia sino a dove è oggi la così detta

barriera delle Cascine, non esisteva: vi erano le mura e il greto.

Si accedeva alle Cascine dalla così detta _Porticciuola_, oltre che

dalla Porta al Prato. La Porticciuola era dove è oggi la Piazza

Curtatone, allo sbocco di Via Borgognissanti, e di un'altra viuzza,

parallela, che si chiamava Via Gora, famoso raddotto di donnaccole, di

poverissime famiglie dell'infima plebe, che abitavano i luridi

tugurii, i quali avevano dietro a sè le mura della città, di costa

all'Arno.

Dalla Porticciuola e dalla Porta al Prato sino alla Real Villa, per lo

spazio di un miglio, centinaia di fiammelle, ricorrenti in molteplici

ordini tra le file degli alberi, delle strade, degli attigui viali,

gettavano torrenti di luce.

L'ingegnere comunale Paolo Veraci aveva fatto prodigii!

Splendevano altresì, in quest'intervallo, due grandi guglie e due

colonne, quelle con insolito chiarore poco fuori della Porta al Prato,

queste al bivio delle due strade dalla Porta al Prato e dall'altra

detta la _Porticciuola_; e la illuminazione continuava pel ponte del

_Fosso Bandito_, la Ghiacciaia, il Fonte di Narciso, ecc. Lumi sparsi

anche per entro ai boschetti tramandavano al di fuori un vago

chiarore, ed offrivano frappe allo sguardo di bell'effetto.

Fin oltre alla R. Villa si spiegava la maggior pompa

dell'illuminazione e dell'apparato. Ivi da prima, verso l'estremità

del Prato detto _della Tinaia_, scorgevasi un gran padiglione ottagono

destinato per sala da ballo agli invitati più ragguardevoli. Nè con

eleganza, nè con ricchezza maggiore poteva questo essere adorno e

illuminato. Al di dentro l'addobbo di drappi, di veli e di tappeti; le

belle suppellettili, lo splendor delle lumiere e dei candelabri

ardenti che il riverberar degli specchi ripeteva in varie guise. Anche

l'esterno del padiglione era illuminato con sfarzo corrispondente. Lì

vicino, da un lato, sovrastava un cerchio d'alberi; da altra parte si

era formato con vasi di fiori e piante ivi a tal uopo in giro raccolti

un vago giardinetto; un _attendamento_, in fine era stato a breve

distanza costrutto per la preparazione e distribuzione dei rinfreschi.

Questi annessi pure erano illuminati.

In faccia alla Real Villa attirava tutti gli sguardi una pagoda

chinese, che di leggiadra architettura e simmetricamente illuminata

s'innalzava in mezzo alle illuminazioni non solo del prossimo

_parterre_ e dei contigui viali, ma anche della periferia dei maestosi

alberi sorgenti all'intorno, ai rami dei quali essendosi appesi

fanaletti variamente colorati, e con industria compartiti, quasi ne

risultava il prodigio d'una vasta Iride notturna, quanto bella

altrettanto grandiosa.

Di là, si entrava nel Prato, detto del _Quercione_.

«Qui--scrive un cronista--la festa era stata specialmente

apparecchiata per l'effusione della gioia popolare. L'ampiezza della

superficie del Prato avea costretto a dividerla in due parti, una sola

e la più prossima alla Villa apparandone per la festa. Quello spazio

che rimaneva pur vasto, era sparso di varii padiglioni, ove ristorar

si potesse la moltitudine con cibi e rinfreschi; di palchi eretti per

varie bande musicali, e nel centro si elevava un tempietto della

Fortuna costrutto per l'estrazione a sorte dei cento premii, la

collazione dei quali era stata prenunziata.»

Circa la mezzanotte una coppia furtiva si avanzava per uno dei

vialetti, non illuminati.

I due innamorati godevano gli splendori di quella notte, soave come un

bel sogno, nell'armonia delle orchestre, nelle grida garrule della

folla, nello scintillìo di miriadi di lumi, come se la terra si fosse

cosparsa di stelle di fuoco.

Il venticello notturno alitava all'intorno, come per portar con sè le

promesse, i giuramenti, che si scambiavano in quelle ore incantevoli i

cuori appassionati.

--Mi amerai sempre?--diceva l'uomo sommessamente, accostando il labbro

all'orecchio della donna, a cui dava il braccio.

--Sempre! sempre!--rispondeva la donna.--Non ti pare che abbiamo

abbastanza sofferto per meritare ciascuno di noi il nostro amore?...

Ma... torniamo indietro.

Erano Roberto e Antonietta che, appena arrivati, lasciavano la festa.

Il processo Bartelloni · 第 46 / 55 题