XIX.

Quella sera stessa arrivava in Pisa, tutto glorioso, tutto anfanato,

il birro Lucertolo, e anch'egli ne aveva scampata una bella!

Subito se ne andava al Ponte a Mare dove era il Bagno centrale.

Presentatosi al direttore del Bagno, munito di tutte le necessarie

autorizzazioni, domandò di vedere il galeotto Nello Bartelloni.

Il disgraziato dormiva.

Lucertolo si avvicinò al letto.

Nello era più pallido e più emaciato del solito.

Dormiva vestito della sua giacchetta di lana rossa, e tenendo in capo

il berrettino rosso.

Aveva al piede sinistro l'anello in cui ogni mattina prima di andare

al lavoro gli ribadivano la catena.

Lucertolo ripensò alla notte del 14 gennaio in cui tre anni prima egli

si era accostato al lettuccio di Nello nel tugurio in piazza Luna, con

ben altri pensieri.

Ah, se avesse allora potuto gridare, infondendo in tutti la sua

convinzione:--non l'arrestiamo... riflettiamo... noi perseguitiamo un

innocente!

Ma allora egli stesso era de' più accaniti, forse il più accanito

contro Nello: era stato così contento di entrare per il primo nella

sua tana, di strapparlo dal letto, di scuoprire gli oggetti nascosti

sotto il piccolo materasso!

--Su, alzati!--disse Lucertolo, scuotendolo.

Intorno al letto erano altri birri, i guardiani del Bagno, che

tenevano i lumi, il direttore, un magistrato.

Nello non voleva alzarsi.

Pareva che non comprendesse le parole del birro, come nella sera in

cui, tre anni prima, l'aveva arrestato.

Appena ebbe bene aperto gli occhi e ebbe visto Lucertolo, dette in un

urlo di spavento.

Quell'uomo era il suo persecutore. Era il primo, che gli avesse

rivolto la parola la sera del 14 gennaio; era egli che lo aveva tirato

giù dal suo letticello, che in prigione e durante il processo lo aveva

sempre subillato, aggirato.

Secondo Nello, Lucertolo era stato il principale strumento della sua

condanna!

--È questo il detenuto che voi cercate?--domandò per formalità il

magistrato a Lucertolo.

--Sì, signore!--rispose l'agente.

Lucertolo si chinò un'altra volta sul letto, guardò Nello di nuovo, e

gli posò una mano sulla fronte.

Poco dopo, Lucertolo si trovava in una stanza insieme col magistrato e

col direttore del Bagno centrale di Pisa.

Il magistrato, il direttore, erano seduti: il birro stava in piedi

dinanzi a loro.

--Raccontateci--chiese il direttore all'agente--come è stata

riconosciuta l'innocenza di questo condannato!

--Sono tre anni--cominciò Lucertolo--tre anni che io faccio quasi ogni

giorno ricerche continue a questo scopo... Dopo essermi tanto

adoperato la sera in cui fu scoperto il delitto a cercare ogni

traccia, che ci potesse aiutare a metter la mano sul colpevole, dopo

aver creduto di esser riuscito ad arrestarlo, mi cominciarono a

nascere fortissimi dubbi... Non ero persuaso che quel giovinastro

avesse commesso lui, e specialmente lui solo, l'assassinio... Prima

del processo, durante e dopo il processo, più volte mi parve di esser

vicino a scuoprire la verità... Ma, appunto quando credeva di averla

colta, mi sfuggiva... Appena mi pareva aver edificato qualche cosa con

molto stento e molta fatica... il mio edificio rovinava... Gl'indizii

che avevo accumulati, a uno a uno, erano distrutti da nuove e più

ingegnose ipotesi di persone gravissime con le quali io parlava delle

mie indagini... Un uomo, che io tenevo, se non per il solo autore, di

certo per l'autore principale dell'assassinio, è morto... o dirò

meglio, ha cercato di sottrarsi con la morte alle conseguenze delle

mie ricerche, che egli aveva già subodorate...

--E chi era costui?--chiese il magistrato, serio, e attirato da quel

racconto, che lo appassionava.

--Qui posso parlar chiaro--riprese l'agente con tuono di

circospezione--... Era un certo Bobi Carminati, stato già pompiere,

poi famiglio sotto gli ordini del capitan Bargello di Brozzi.

Il processo Bartelloni · 第 35 / 55 题