Non furono fiorentini i legislatori che statuirono la _pena del
battesimo_:--_debeat aqua baptizari_--che consisteva nel tradurre il
colpevole sopra uno dei ponti della città, e legato con una fune
tuffarlo, una o più volte, nell'Arno? Era considerata come infamante e
in molti statuti ordinata contro i bestemmiatori e le meretrici...
--(Vien fatto di domandare, dato che si amministrassero oggi tali
castighi ai bestemmiatori, se le acque d'Arno sarebbero sufficienti)!
A un certo punto della gogna, un birro prendeva i cappelli dei
condannati e li buttava in terra arrovesciati dinanzi al cancello.
Se il condannato ispirava qualche simpatia, se si trattava di un
omicidio in rissa, di un delitto per cui il popolo avesse circostanze
attenuanti, i quattrini, i soldi, le crazie, piovevano nei cappelli.
Ma se i delinquenti erano invisi, ben pochi davano loro anche quel
lievissimo obolo.
Infatti in tal mattina appena cinque o sei persone avevano gettato
pochi miseri quattrini nei cappelli.
Una donna, tutta velata di nero, traversò a stento la folla, si
accostò al cancelletto, e gettò nel cappello di Nello un pugno di
monete d'argento.
Poi si allontanò, vacillando, quasi barcollando, fino a che giunta
alla cantonata di Via de' Librai si sentì ghermire per una spalla da
una mano, forte, come acciaio.
La donna era Lina Carminati.
Si voltò indietro raccapricciata: e si trovò dinanzi Lucertolo!