lavorìo della giornata precedente, e aveva maturato e rafforzato la
mia decisione.
Io non so qual uso voi farete della rivelazione che sto per farvi. Se
la vostra professione di dottore v'impone dei doveri, adempiteli senza
esitare. Ho preveduto questo caso. Qualunque cosa sia per accadere,
non potrà mai raggiungere quel che dovrei continuare a soffrire
tacendo....
Notate: ho la visione netta, evidentissima della terribile scena, come
se fosse accaduta poche ore fa. Ciò non ostante.... Oh! È
spaventevole, dottore!
Aveva ella qualche tristo presentimento? Non si sedette accanto a me
al solito posto, ma dietro al tavolino con la scusa di accendere una
sigaretta. Io rifiutai quella che mi era stata offerta, sottilissima,
troppo profumata pel mio gusto.
--Non dite nulla? Che guardate? Questo spillone?
--Sembra un pugnaletto.
--È un ornamento femminile di certe regioni del Caucaso.
--D'argento?
--Di acciaio, e ben temprato.
Tirò due o tre boccate di fumo, socchiudendo gli occhi deliziata, poi
soggiunse:
--Vi do una notizia che vi farà gran piacere.
--Finalmente!
--Non quella che voi imaginate. Parto.
Balzai in piedi, sbarrando gli occhi.
--Non è vero!--balbettai.
--Poichè ve lo dico!
--E io?....
Ogni possibilità mi era passata per la mente all'infuori di questa
ch'ella partisse, che si sottraesse così alla mia vendetta!...
Credetti che me lo annunziasse quasi ad irrisione, per sfida, mentre
io non avrei potuto mai levarmi di addosso il funesto dominio del suo
filtro, del suo misterioso potere, che forse avrebbe operato più
terribilmente da lontano.... Infatti, se ella mi avesse detto in quel
momento, invece di: Parto!--Domani non spunterà più il sole, tutto
rimarrà sepolto in tenebra eterna!...--anche credendole, ne sarei
stato assai meno atterrito.
--E io? Io?...--replicai.
--Che volete che ne sappia? Farete quel che vi piacerà.... Mi
dimenticherete, innanzi tutto.
--Fatemi prima dimenticare! Datemi qualche vostra magica bevanda di
oblìo!
--Si dimentica così facilmente!
--Non quando si ama come io vi amo! Neppure in questo momento mi
credete? E mi vedete agonizzare!
Parlavo a stento, ansavo; sentivo gorgogliarmi nel petto un rantolo di
morte; gli occhi mi si erano annebbiati, un lentore mi invadeva.
Dovetti appoggiarmi al tavolinetto per non cadere.
--Ho visto uno dei vostri grandi attori fare qualche cosa di simile.
Siete inarrivabili voialtri italiani nella espressione di certi stati
d'animo.
Era come dirmi: commediante!
Afferrai lo spillone, lo brandii minacciosamente.
--Bravo!--esclamò--Ferite!
E si rizzò e mi offerse il seno coperto di trine.
Ebbi la forza di sorridere, di rispondere con profonda dissimulazione:
--Sapete bene che non posso!.... Ah, Kitty!
--Non mi amate fino al delitto? Misero amore, il vostro!
Mi provocava, mi aizzava.... Era proprio sicura che non avrei potuto
colpirla? Con una mano si tolse la sigaretta di bocca, esalò
lentamente con voluttuosissimo godimento il fumo dalle labbra
ristrette e dalle rosee narici, e aperse le braccia, ripetendo:
--Ferite!
--Sì, è vero--dissi--Se vi amassi in modo estremo....
Mi accostai, scartai con una mano la trina, appuntai lo spillone in
direzione del cuore....
--... farei... così!
Lo spillone era penetrato senza nessuna resistenza fino alla
capocchia....
Non diè un grido.... Travolse gli occhi e mi si rovesciò addosso, con
un lieve sussulto per tutto il corpo.
Che cosa io abbia fatto dopo non so. Ricordo soltanto che passai la
nottata presso San Domenico su la strada di Fiesole, seduto su un
muricciolo, e che la luna inondava la campagna col suo pieno lume
sereno, e che i grilli zirlavano tra le erbe dei prati attorno e che
un cane abbaiava, a intervalli, lontano.
Ricordo che, a giorno alto, tornai a Firenze e che dovetti mettermi a
letto con la febbre....
Volli leggere i giornali.... E vidi con stupore che nessuno di essi
parlava dell'assassinio della bella signora russa in via _Enrico
Poggi_.
Tre giorni dopo, non interamente guarito, mi levai da letto, e mi feci
condurre colà da un fiacchere, senza dare indicazione precisa.... La
via era silenziosa, come al solito; tutti i portoncini chiusi; tutte
le persiane delle finestre o chiuse o socchiuse.... Nessun indizio che
in quella via, in quella nota casa fosse avvenuta qualche cosa di
straordinario.
Sapevo che gli assassini sentono una irresistibile attrazione verso i
luoghi dov'essi hanno commesso un delitto, e pensavo: È vero! È vero!
giacchè un vivo impulso mi dominava, un imperativo suggerimento mi
diceva:
--Scendi dal legno!... Domanda a qualcuno.... Saprai!
E il terrore che mi invadeva non era quello di ottenere la certezza
del mio delitto, ma l'opposto.
Suonai replicatamente al portoncino. Nessuno venne ad aprirmi.
Una donna che usciva dalla casa accanto si fermò a guardarmi esitante,
poi mi disse:
--Sa? Non c'è nessuno.
--Abitava qui... una signora....
--È partita, da un pezzo. L'appartamento è sfitto.
--Da un pezzo?--domandai stupito.
--Eh! Da tre settimane, almeno. Mi sentii dare un tuffo al sangue....
E da quell'istante ho questo cerchio, qui, attorno alla fronte, e
questi chiodi confitti nelle tempie....
Com'era possibile! Non l'avevo uccisa giorni addietro? Partita da tre
settimane!... O dunque? In che modo io sono vissuto questi ultimi due
mesi? In che modo tutto quel che vi ho narrato si è andato formando
nella mia mente con la suprema evidenza della realtà? Io la ho
vista... le ho parlato, ho udito la sua voce. È certo che ella abitava
colà, in quel villino di via _Enrico Poggi_. È certo che io sono stato
più volte in quel salottino azzurro....
Visitai la casa, col pretesto di prenderla in affitto.... Non c'erano
più i mobili, niente; le dure pareti.... E c'era tuttavia il suo
profumo, il profumo acutissimo di quelle sue sigarette.... Se non
fossi stato colà altre volte, avrei potuto riconoscerlo?
Il guasto è qui, nel mio cervello.... Dottore, liberatemi da questo
cerchio alla fronte!... Strappatemi questi chiodi dalle tempie!... Non
voglio impazzire!.... È orribile!... Se non è morta, se ha potuto
soppravvivere al colpo dello spillone conficcatole nel seno... è lei,
la maga, che continua a tormentarmi!... Non crollate la testa.... È
lei!... Che male le ho fatto? L'amavo!.... Oh! Immensamente!....
FINE.