A quattr’occhi il Coppa diede a Desiderio spiegazioni larghissime,
anche più larghe del necessario, del suo repentino mutamento; voleva,
come aveva già espresso, trovarsi accanto a Bambina quando Piero
Corruccini venisse a prendersela; voleva assestare il contratto di
nozze, voleva scrivere a Buenos Ayres, con la speranza che Domenico
Lauri, il vecchio _nonno_ di Bambina, vi fosse ancora e gli potesse
dire qualche cosa dei genitori, e consentire all’adozione della
ragazza. Tante altre cose voleva che Desiderio intese a volo,
approvando tutto.
Il rimanente di quel giorno il Coppa fu sereno, così sereno che,
venuta l’ora d’andare a letto, notando che Bambina dava la buona notte
a Desiderio senza porgergli la fronte perchè egli v’imprimesse il
solito bacio, la prese per mano e la tenne prigioniera dinanzi a sè.
E le disse: “dunque la nostra figliuola non ci vuol più bene; e che le
abbiamo fatto? Nulla? e allora non ci è bisogno di rinunciare al bacio
che ogni sera mi hai dato prima d’andare a letto; dammelo oggi pure, se
vuoi che i bei sogni scendano sul tuo capezzale.„
Bambina si fece rossa, diede il bacio voluto e rise forte; poi tornò
davanti a Desiderio.
— A lei non l’ho dato; sono proprio una distratta... lo vuole?
Altro che volerlo!
Anzi Desiderio, appena la ragazza se ne fu andato in camera sua, si
accostò al Coppa e se lo strinse al petto.
— Sono proprio contento, disse poi sottovoce.
La mattina successiva il Coppa si mostrò un po’ nervoso, soltanto fino
all’ora del pasto. Egli aveva creduto possibile, e l’aveva detto a
Desiderio, che il signor Piero, appena avuta la lettera di Bambina,
ne avesse subito scritta un’altra a lui per annunziargli che dopo il
mezzodì sarebbe venuto a fargli visita; ma non avendo la posta del
mattino portato nulla di nulla, egli poteva correggere i suoi calcoli
così: “Corruccini non ha scritto, e non scriverà; verrà in persona
verso l’una.„ E anche questa predizione volle affidare a Desiderio, il
quale non vi trovando nulla di improbabile, aggiunse:
— Bambina deve aver pensato la stessa cosa, perchè mi sembra inquieta;
ha cominciato tre volte: _Una voce poco fa_... ed ha troncato subito.
Sicuramente essa pure aspetta il signor Piero dopo il mezzodì.
Ma il signor Piero all’ora della cena non era ancor venuto. Tutto il
pomeriggio il Coppa lo aveva aspettato inutilmente; era andato su e giù
un gran pezzo per il salotto, poi, sentendo venire un po’ di pazienza,
si era accomodato in una poltrona a sdraio, e la pazienza essendogli
cresciuta, si era perfino fatto bello dinanzi allo specchio, così,
per fare qualche cosa. Il vecchio Desiderio — quello sì era vecchio!
— il vecchio Desiderio aveva passato il suo tempo interrogando alla
muta ora l’amico, suo, ora Bambina, la quale per verità non gli pareva
afflittissima come avrebbe pensato.
Senza rammaricarsi troppo, che sarebbe stato un ipocrita, e nemmeno
compiacersi, dimostrandosi un fatuo ed un egoista, il Coppa a cena non
fiatò di Fiero come se si chiamasse Paolo, come se non avesse lui le
chiavi del cuore di Bambina.
Lo aspettò in buona coscienza fino alle nove, alimentando lui solo la
conversazione con molte peripezie della sua vita, scegliendo però bene,
per non danneggiarsi troppo agli occhi dei suoi ascoltatori; e infine,
prima che la ragazza scendesse nella sua camera, le disse a fior di
labbro: _verrà domani_. Bambina rise forte e se n’andò canticchiando:
_Una voce poco fa, Qui, nel cor, mi risonò_...
Ma anche il domani, il signor Piero non si lasciò vedere, e nemmeno
il giorno dipoi, nè l’altro. I vecchi Desiderii erano tutti e due
d’accordo nel dire che era una cosa strana, perchè i viaggiatori di
commercio, per abito di professione, sono puntuali alle poste date,
non si dimenticano mai di visitare la casa d’un cliente buono il
giorno stabilito, fosse anche alla distanza d’una stagione intera,
fosse anche alla distanza di tutto un anno; e tanto più poi quando
hanno un incendio acceso in qualche parte del corpo. E il Coppa,
facendosi la barba tutti i giorni dacchè aveva corso rischio di farsi
una guancia per aver lasciato crescere troppo il pelo rossigno, finì
con l’enunziare una sua sentenza: “i giovani d’oggi sono di poco
peso; vuoi scommettere qualche cosa che il signor Piero ha piantato la
_nostra_ Bambina per un’andalusa; pianterà più tardi l’andalusa per una
parigina.„
Desiderio, senza arrivare fino a questo punto, non scommetteva nulla.
— Io invece, ci sono arrivato subito.
E scommetteva volontieri, perchè conosceva il mondo, povero Coppa!
Lo sgomento dei due Desiderii fu che la ragazza non ridesse abbastanza,
perchè il pensiero del viaggiatore tardivo le occupasse il cuore, o
che canterellasse troppo, per stordirsi e non pensarci. Ma Bambina non
tenne lungamente in angustie i vecchi, che le volevano tanto bene, e
appena si fu accorta della loro inquietudine li rasserenò con poche
parole: “se viene bene; se non viene...„
— Se non viene? insistè Desiderio.
— Se non viene, meglio.
E sembrava quasi sincera.
Il Coppa non fiatò, ma sentì martellare qualche cosa dentro, un
desiderio forse, o una speranza.
Lungamente i due vecchi aspettarono Corruccini, quando Bambina non
ci pensava più. Sapendo che la ragazza aveva scritto una lettera per
dare il recapito al pretendente, il Coppa andò a sincerare la cosa
alla posta, e trovò la lettera che aspettava Piero da quindici giorni.
L’impiegato gli domandò se fosse lui veramente Piero Corruccini, ed
il Coppa confessò che egli non era quello, ma che era stato lui a
scrivere, e voleva sapere quanto tempo ancora la lettera aspetterebbe
il destinatario.
L’impiegato postale ebbe la bontà di fare il conto sulle dita, e dirgli
che quel giorno medesimo doveva mettere la lettera nelle caselle delle
arretrate....
Allora il Coppa, avvedendosi che aveva da fare con un impiegato umano;
(chè qualche volta accade anche questo), pregò che la lettera rimanesse
ancora qualche giorno nella casella solita.
— Fin che qui sono io, lo prometto; ma quando viene un altro
distributore, farà quello che dice il regolamento... però se lei mi
dice di dove viene la lettera... io posso consegnargliela, e lei la
imbucherà un’altra volta mettendo un nuovo francobollo, così rimarrà
altri quindici giorni nella casella.
— La lettera è scritta da Milano, dà un recapito; niente altro; se
vuole la imbuco alla sua presenza... lì c’è una buca, che sembra fatta
a posta.
— È fatta a posta... ma si vede bene che lei è una persona come si
deve... concluse il distributore consegnando la lettera.
— Grazie mille; la prego di stare attento che ora la imbuco...
— S’immagini, disse l’altro, e il Coppa insistè, mentre appiccicava un
francobollo nuovo: No, mi faccia il piacere di guardare...
Il distributore guardò sorridendo per contentare il buon vecchio, il
quale dopo aver imbucato la lettera si rivolse a salutare l’amabile
distributore dicendo: è passata.
Invece no, non era passata. Al momento di imbucare la lettera gli era
venuto l’idea tentatrice di trattenerla; come fu in via Rastrelli la
guardò lungamente per dar tempo alla monelleria che gli aveva parlato
all’orecchio di dire tutto il suo pensiero.
Perchè aveva egli fatto quel giochetto? Non già per la soddisfazione di
corbellare un distributore di buona fede e distratto; e dunque perchè?
Forse perchè Bambina aveva detto così: _se non viene, meglio_.
“Ecco, ora quella lettera che dà il recapito a Piero Corruccini è in
mani mie, ed io posso distruggerla; venga Piero e non troverà nulla; il
distributore, se anche è lo stesso di questa mattina, non si ricorderà
più di niente, o crederà che la lettera sia già stata consegnata da
un suo collega — allora Piero si ricorderà di scrivere a me, fermo
in posta, come gli avevo detto, ma io non vado mai alla posta, perchè
le lettere mi vengono recapitate a casa. Piero Corruccini si stanca,
rinunzia al suo scopo, se non vi ha rinunziato ancora, e se ne va a
fare altre piazze„.
Il Coppa ripetè parecchie volte a se stesso queste ed altre parole,
mentre andava di buon passo al portico di piazza del Duomo; giunto
colà si arrestò un momento; poi tornò indietro a passi lenti fino alla
posta, ed imbucò la lettera, la quale diceva a Piero Corruccini di
venire pure subito in casa di Bambina, e di chiedere la sua mano che
non gli sarebbe rifiutata.
Tornando a casa, il Coppa per consolarsi si ripetè mentalmente più
volte, come se qualcuno le andasse scrivendo nel vuoto: “se non viene,
meglio.„