I freni sono di tre specie:

1º Il ricupero che rallenta ordinariamente la vettura senza arrestarla

totalmente;

2º Un freno elettrico istantaneo per messa in corto circuito dei motori;

3º Un freno ad avvolgimento agente sopra i mozzi delle ruote di dietro

della vettura di forte azione.

Tutti questi freni agiscono nei due sensi.

Gli accumulatori sono disposti in una o due casse di legno duro. La

capacità delle batterie è variabile secondo la natura della vettura;

essa permette ordinariamente di fare un percorso di 60 a 150 Km. senza

ricaricare.

Il vantaggio principale delle vetture Krieger risiede sulla disposizione

detta “avantreno motore a due motori„; questa disposizione annulla lo

strisciamento delle ruote e ogni movimento dannoso nel frenare la

vettura.

L'impiego di due motori è preferibile a quello di uno solo per la

soppressione del differenziale e perchè si possono ottenere più

variazioni di velocità pur mantenendo una marcia economica. Quando si

arresta casualmente un motore, si ferma anche l'altro e resta evitato

qualunque disquilibrio per effetto d'un apparecchio posto tra i due

motori.

[Illustrazione: Fig. 97. — _G_ Generatrice di corrente. — _A_ Leva

del freno ruote posteriori. — _B_ Leva del cambiamento di marcia e

di partenza. — _C_ Manetta per regolare la miscela. — _D_ Manetta

per il reostato di comando. — _P_ Pedale del freno elettrico ed

interruttore. — _Q_ Pedale del freno meccanico.]

_Vettura mista Krieger._ — In questa vettura i motori sono sospesi alla

sala posteriore: essi ingranano con due rocchetti direttamente con una

corona dentata fissa al mozzo. Il gruppo elettrogeno è formato da un

motore ad essenza, o ad alcool, verticale a 4 cilindri ben equilibrati;

valvole comandate, accensione con magnete. Esso dà una potenza di 20 HP

con 1200 giri. Questo motore è accoppiato con giunto elastico

direttamente all'indotto di una dinamo che gli serve di volante; questo

costituisce il gruppo elettrogeno (fig. 97 e 98).

La dinamo è fissata direttamente allo _châssis_: un _carter_ di

alluminio protegge dal fango il gruppo elettrogeno.

[Illustrazione: Fig. 98. — _V_ Combinatore. — _M_ Giunto elastico.

_E_ Silenziatore. — _S_ Resistenza per la carica delle batterie.]

La corrente prodotta dalla dinamo è inviata ai due motori che azionano

indipendentemente l'uno dall'altro le ruote motrici.

Il radiatore sul davanti della vettura presenta una grande superficie di

raffreddamento. La circolazione dell'acqua ha luogo per termosifone, ciò

che ha il vantaggio della soppressione della pompa. Un ventilatore posto

tra il motore e il radiatore attiva la circolazione dell'aria.

La leva comanda un freno differenziale potentissimo agente nell'interno

delle corone fisse sopra i mozzi delle ruote motrici tanto in un senso

che nell'altro.

La leva D può prendere cinque posizioni differenti sopra un settore al

quale corrisponde andando dal di dietro all'avanti: 1º La marcia

indietro; 2º L'avviamento del motore a essenza; 3º Il punto morto; 4º

L'accoppiamento dei motori in serie per le salite; 5º L'accoppiamento

dei motori in parallelo per la marcia normale. Queste due leve sono

sulla destra del conduttore.

Sul volante di direzione sono poste due manette:

C colla quale si comanda lo strozzamento dei gas nell'ammissione e che

permette di far variare la velocità della vettura da 10 a 75 chilometri

all'ora senza fare alcun'altra manovra;

D colla quale si comanda il regolatore della generatrice eccitata in

derivazione, la di cui manovra permette l'avviamento facile del gruppo

elettrogeno e la concordanza delle potenze tra il motore a essenza e la

generatrice variando l'autoregolazione del gruppo.

A sinistra un pedale P col quale si agisce sopra un secondo freno

elettrico, per la messa in corto circuito progressiva dei motori sopra

delle resistenze R. Inoltre questo pedale, al principio della sua corsa,

interrompe la corrente per mezzo di un disgiuntore speciale.

L'altro pedale Q di destra agisce sopra un freno meccanico equilibrato

posto in prolungamento dell'asse di ciascun motore. La manovra dei freni

meccanici non interrompe la corrente, ciò che permette il rallentamento

della vettura col minimo strisciamento.

Il combinatore V è fissato ad una traversa posta dietro alla

generatrice. Detto apparecchio serve per il cambiamento della marcia ed

ai due accoppiamenti in serie ed in derivazione dei due motori

corrispondenti alle due posizioni della leva B.

Dal combinatore partono i conduttori che vanno ai motori.

Una piccola batteria di accumulatori del peso di 25 Kg. circa, serve di

avviamento al gruppo elettrogeno ed evita l'impiego della manovella

d'avviamento del motore a essenza. Questa batteria si trova sotto al

sedile. La batteria serve anche per l'eccitazione indipendente della

generatrice; è continuamente ricaricata dalle dinamo sebbene essa non

consumi corrente e serva solamente a mantenere costante la eccitazione,

non c'è da occuparsi della carica della batteria.

_Avviamento della vettura._ — Al momento dell'avviamento, la leva B deve

essere nel punto morto; si introduce una spina di contatto in apposito

foro del quadro che si trova avanti e si fa avviare il motore a essenza

colla batteria tirando indietro la leva B; una volta avviato il motore

la batteria riceve corrente e si porta la leva B avanti.

Per avviare la vettura, si porta la leva B nella posizione 4 che è

quella corrispondente ai due motori in serie, poi nella posizione 5 che

è quella della marcia normale.

Al momento dell'avviamento del gruppo elettrogeno, la leva D deve essere

condotta completamente in avanti, poi una volta in marcia nella

posizione che corrisponde ad un più alto rendimento del motore a

essenza.

La lubrificazione è fatta servendosi dei gas di scappamento. Sopra il

quadro si ha il voltometro e l'amperometro per la generatrice, si può

avere la potenza elettrica ad ogni istante e si può regolare in

conseguenza il gas e il reostato della generatrice in modo da ottenere,

se si vuole, la potenza massima del motore. Un piccolo voltometro dà il

voltaggio della batteria.

Dalla descrizione fatta delle vetture miste Krieger si potrebbe

concludere che i vantaggi che esse presentano per potenze di 20 a 24 HP

sarebbero i seguenti: Avviamento automatico colla piccola batteria di

accumulatori. Possibilità di utilizzare il motore a benzina in ogni

istante, col suo massimo sviluppo di potenza e ciò senza pericolo di

arresto del motore anche con sforzi resistenti molto grandi (qualità

questa che rende il sistema pregevole negli spunti specialmente nei

trasporti pesanti). Soppressione della frizione, dei meccanismi pel

cambio di velocità, del differenziale, delle catene o del cardano. Freno

elettrico. Grande elasticità e dolcezza nel funzionamento della vettura.

[Illustrazione: Fig. 99.]

Circa il rendimento noi non possiamo asserire nulla di positivo, perchè

non abbiamo potuto assistere a prove di confronto. Se questo si potrà

dimostrare più elevato che nelle vetture con solo motore a scoppio, non

vi ha dubbio che le Krieger dovrebbero presto imporsi sul mercato

automobilistico, ad onta che esse siano alquanto più pesanti e più

costose a pari potenza delle vetture semplicemente a benzina.

Un'applicazione importante e conveniente di questo sistema potrebbe

aversi in quei casi nei quali, stando la vettura ferma, necessitasse

usufruire della corrente elettrica prodotta dalla dinamo. Così un carro

(fig. 99) con motore e dinamo per proiettori potrebbe servire al

trasporto del personale e accessori e una volta in stazione fornirebbe

la corrente per l'arco voltaico del proiettore.

La Vettura Automobile: sue parti - suo funzionamento · 第 32 / 68 题