MOTORI POLICILINDRICI

I motori policilindrici si sono imposti da qualche tempo e si può dire

che negli automobili moderni il motore a un cilindro è un'eccezione.

Anche nelle migliori motociclette si fa uso di motori a due ed anche a

quattro cilindri. Le ragioni di questo fatto sono varie, le principali

però sono le seguenti: Avendosi in un solo cilindro una corsa motrice

ogni 4, si comprende che il moto è estremamente irregolare e per avere

una velocità dell'albero motore il più che possibile costante si rende

necessario l'uso di un volano; il peso del volano è minore se si fa uso

di motori policilindrici, perchè, ad esempio, con uno a quattro

cilindri, si possono disporre i varî gomiti dell'albero motore in

maniera da avere una esplosione ad ogni mezzo giro.

La ragione però più importante è quella relativa alle vibrazioni; nei

motori a quattro cilindri si ottiene l'effetto di equilibrare la

macchina e di ridurre di molto le trepidazioni che sono uno degli

inconvenienti principali dei motori a scoppio e specialmente dei

monocilindrici.

I cilindri possono essere opposti cogli assi coincidenti, oppure cogli

assi inclinati fra di loro, oppure anche cogli assi paralleli ed in

questo caso orizzontali, inclinati all'orizzonte o verticali. La

disposizione a V di due cilindri che, come abbiamo visto, fu una delle

prime adottate da Levassor, e ora del tutto abbandonata, eliminerebbe i

punti morti.

Le trepidazioni essendo in massima parte dovute all'azione preponderante

nella direzione del moto degli stantuffi, ne deriva che un motore con

cilindri orizzontali dovrebbe dare minori trepidazioni; se i cilindri

poi fossero anche opposti, le trepidazioni non dovrebbero esservi.

I motori orizzontali sono però poco impiegati, sia per una maggior

difficoltà nella lubrificazione, sia perchè, se esigono poco spazio in

altezza, ne pretendono molto in senso orizzontale; essi si prestano ad

essere posti sotto al sedile della vettura e non nel davanti come quelli

a cilindri verticali; il loro uso ormai è ristretto alle sole vetture

“Olsmobile„.

I motori verticali sono invece quelli ormai usati da tutti i costruttori

e trovano posto molto conveniente sul davanti della vettura.

Nelle fig. 50 e 51 è indicato un motore a quattro cilindri colle valvole

d'ammissione comandate e colla regolazione sistema Hautier.

[Illustrazione: Fig. 50.]

Nella fig. 52 abbiamo rappresentato una sezione del motore Richard

Brasier per la particolarità che esso presenta di avere l'asse del

cilindro spostato rispetto all'asse di rotazione del motore, allo scopo

di ottenere, con dimensioni abbastanza ridotte, un angolo d'attacco

molto acuto della biella coll'asse verticale (nel periodo di espansione)

e quindi un minor attrito dello stantuffo contro le pareti.

[Illustrazione: Fig. 51.]

Fino a poco tempo fa si usava raggruppare i quattro cilindri due a due

calettando le due bielle a due gomiti dell'albero motore a 180°.

Oggi molti tengono i quattro cilindri separati per avere maggior

facilità di riparazione e condizioni migliori di appoggio dell'albero

motore perchè si può portare il numero dei cuscinetti da 3 a 5[12].

[12] Sono cominciati ad apparire anche motori con 4 cilindri riuniti

in un sol pezzo. Con tale sistema si ha molta semplificazione negli

attacchi, minor volume e minor peso, ma alcuni temono che il

raffreddamento non sia uniforme nè sufficiente.

[Illustrazione: Fig. 52. — Motore Richard-Brasier.]

I motori con un numero di cilindri superiore a quattro sono in genere,

sebbene raramente, impiegati nelle vetture da corsa. La Casa Levassor ha

costruito ultimamente appunto una vettura con motore a 6 cilindri da 100

HP. La Napier costruisce motori da 40 HP a 6 cilindri. La _Darracq_ ha

costruito ultimamente una vettura con motore da 200 HP a 8 cilindri, non

pesante più di 1000 kg.

La Vettura Automobile: sue parti - suo funzionamento · 第 23 / 68 题