la mia vocazione...
VITTORIO (_per togliere Paolina al suo supplizio_)
Su, su, piccine, andiamo... è tardi...
NINÌ
Sì, andiamo... (_Piano a Vittorio_) (Badate che Zamperoni non mi à
ancora consegnato lo spadino. Occupatevene, e fate che lo mandi non più
tardi di sabato...) Addio Paolina...
SELENE (_baciando Paolina_)
Addio, tanti auguri.
DELFINA
Avete tutto? Non dimenticate nulla?
NINÌ
No, no, andiamo. Addio, addio...
(_Tutti si avviano_).
VITTORIO (_piano a Paolina_)
(Coraggio).
(_Tutti escono. Paolina li accompagna sino all'uscita_).
SCENA V.
PAOLINA, poi DARIO.
PAOLINA (_rimane un momento immobile sulla soglia, cogli occhi fissi,
imbambolati, a guardare quelli che se ne vanno. Poi si volge: si guarda
attorno. Sulle sedie sono ancora le vesti da sposa come nell'atto
terzo. Le osserva, ne prende qualcuna, poi, come ripetesse le parole di
Dario_)
Tutte scure, tutte scure... non pajono neppur vesti da sposa... (_Le
vesti le cadono dalle mani: fa qualche passo, come in uno stato di
sonnambulismo, poi, vinta dall'emozione, dà in un angoscioso scoppio di
pianto e cade spossata su di una sedia. Pausa_).
DARIO (_appare sulla soglia della comune, impacciato, quasi vergognoso,
e sta un momento ad osservare_)
PAOLINA (_che non si è accorta della presenza di Dario, si alza, si
volge, lo vede, e dà un piccolo grido, poi rimane a fissarlo, stupita,
dubbiosa_)
DARIO (_commosso, a voce bassa_)
Perdonatemi Paolina, se ò ardito di venir qui... ancora... Ci siamo
lasciati, jeri, in un modo così doloroso... e siamo... o siamo stati
troppo qualcosa l'uno per l'altro, per non scambiarci almeno una parola
ancora, prima di... lasciarci... per sempre... (_Pausa: fa due passi
innanzi_) Volete stringermi la mano?
PAOLINA (_con effusione, va incontro a Dario e gli porge la mano, che
egli afferra e tiene nella sua, lungamente. Paolina abbassa gli occhi,
non osando di guardarlo_)
DARIO
Ò molto da farmi perdonare da voi!
PAOLINA (_sollevando gli occhi_)
Perdonare?
DARIO
Sì. Jeri io sono fuggito, come un vile. Ma era la rovina di tutta la
mia vita, della mia felicità... e come mi veniva da voi... mi parve
persino che non dovessi neppur ribellarmici... Ora io partirò, andrò
lontano... Mi attendono lunghe ore d'angoscia...
PAOLINA
Lei parte?... Oggi?
DARIO
Forse... oggi stesso...
PAOLINA
Non ci vedremo più... À fatto male di venir qui... di rivedermi
ancora...
DARIO (_à un impeto di passione, le afferra le mani, poi la circonda
alla vita, e appassionatamente le susurra_)
Paolina... mi vuoi bene, ancora?... Mi ami?... Dimmelo!...
PAOLINA (_dimentica, quasi in estasi_)
Oh Dario!...
DARIO (_c. s._)
E allora no che non ci lasciamo... Non capisci che l'amore, che la
passione mi ànno condotto qui... Se mi ami non ci dobbiamo, non ci
possiamo dividere... c'è una forza sovrumana che ci unisce!... Io parto
stasera, sì... e tu parti con me...
PAOLINA (_colpita, svincolandosi, fissandolo_)
No!...
DARIO (_si guarda attorno rapidamente come se temesse d'esser veduto,
poi circonda di nuovo Paolina, vincendo la riluttanza di lei_)
Perchè no?... All'insaputa di tutti... noi fuggiamo, lontano, dove
nessuno ci conosce... dove vivremo noi due soli, amandoci, adorandoci
per tutta la vita...
PAOLINA (_riuscendo a svincolarsi, commossa, senza astio o durezza di
voce_)
No! E non dire una parola di più, perchè mi offendi...
DARIO
Ti offendo?
PAOLINA
Sì, mi offendi: e oggi, oggi, ò il diritto di essere rispettata...
(_Colle lagrime nella voce_) Sino a jeri che t'ingannavo, per amore,
sia pure, ma t'ingannavo, se tu avessi saputo da altri che da me il
mio passato, avresti avuto il diritto di propormi quello che ora mi
proponi... (_con un fil di voce_) e l'avrei accettato, forse... Oggi
no! Ti vergogni tu, di propormelo, perchè vuoi fuggire, all'insaputa di
tutti, ti vergogni di amarmi... e vuoi che io accetti questo amore?!...
DARIO
Ma ti amo!
PAOLINA
No, no che non mi ami!... Se tu mi amassi apprezzeresti quel poco di
buono che è in me, capiresti che la mia sventura non è una colpa, e non
saresti venuto qui ad avvilirmi, confessandomi che arrossisci di quello
che fai... Domani mi disprezzeresti, mi scacceresti forse lontano da
te... Ne morirei di vergogna.
DARIO
Ah Paolina, dopo avermi innamorato ài forse creduto che una confessione
terribile come quella che tu mi ài fatta non potesse mutare più le mie
intenzioni a tuo riguardo... e per questo l'ài fatta!
PAOLINA (_con un gesto disperato_)
Oh Dio, che orrore! (_Poi, a mani giunte, quasi supplichevole_) Dario,
Dario, e sei tu che mi parli così, tu, tu che avevi tanta fede in
me, sino a jeri... Oggi, che ti ò aperto il mio cuore, a tal punto tu
dubiti e mi disistimi?... Ma è possibile? E vorresti che fossi la tua
amante! Ah no! Dario, mai, mai!
DARIO
E perchè non ài confessato subito?
PAOLINA
Perchè ti amavo... perchè avevo vergogna di confessarmi qual'ero al
primo uomo che mi mostrava della stima e del rispetto sincero!... Oh,
Dario tutto è finito, per sempre.... Tu lo vedi.... nessun legame,
di nessuna natura, è più possibile tra di noi... Ebbene, in questo
momento ti giuro che la mia confessione fu sincera, che fu un impulso
dell'anima, che l'ò fatta senza calcolo alcuno... Ma dopo quella
confessione io mi sento superiore a te. Non ti debbo più nulla... Non
puoi rimproverarmi di nulla... E non ti ò cercato, non avrei tentato
di rivederti... Sei tornato, tu, per offendermi. Addio!... (_Si avvia
verso la porta a sinistra_).
DARIO (_combattuto_)
Paolina!...
PAOLINA (_quasi sulla soglia, si ferma, si volge_)
DARIO (_accorre a lei, l'abbraccia_)
Paolina!...
PAOLINA (_dimentica_)
Ti amo... ti amo!
DARIO (_le susurra nei capelli_)
Sì... a stasera...
PAOLINA (_con impeto, come prima, svincolandosi_)
No! Addio! (_E fugge nella sua stanza_)
DARIO
(_à un impulso per rattenerla, ma si frena. Sta per chiamarla, ma
soffoca le parole mettendosi il fazzoletto sulla bocca. Lotta ancora
un momento, poi si risolve, prende il cappello che aveva posato sul
tavolino, ed esce dalla comune_). (_Cala la tela_).
FINE.
NOTA.
Questa commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro
Alessandro Manzoni di Milano la sera del 16 Dicembre 1889, dalla
Compagnia diretta dalla Signora Virginia Marini.
Le parti erano così distribuite:
_Dario_ Sig. Cav. Enrico Reinach.
_Vittorio Olgiati_ » Cav. Claudio Leigheb.
_Corrado Cantoni_ » Angelo Gattinelli.
_Vercellini_ » Ettore Mazzi.
_Il Marchese Zoppi_ » Ugo Leigheb.
_Cozzi_ » Paolo Cantinelli.
_Merati_ » Ettore Berti.
_Dellàgo_ » Stanislao Ciarli.
_Delfina_ Sig.ª Angela Beseghi.
_Paolina_ » Italia Vitaliani.
_Ninì_ » Edvige Guglielmetti.
_Selene_ » Elisa Berti.
* * * TEATRO * * *
_Marco Praga_, L'AMICO L. 1 —
— — ALLELUJA » 2 —
— — L'INNAMORATA » 2 —
— — LA MOGLIE IDEALE » 2 —
— — LE VERGINI » 2 —
_E. A. Butti_, IL VORTICE » 1 50
_F. Mariani_, UNA COSCIENZA » 2 50
_Turguenieff_, IL PANE ALTRUI » 2 50
Dirigere vaglia alla Libreria Editrice
L. OMODEI ZORINI — Milano.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.