Vi ringrazio di essere venuta. Permettetemi di vedere in ciò una prova

di stima e d'affetto per me. Avevo una gran paura che non verreste.

PAOLINA

Glielo avevo promesso...

DARIO

E se aveste mancato non avrei avuto mezzo di vedervi oggi, e,

credetemi, è ormai una gran pena per me il rimanere un giorno senza

vedervi... (_Continuano a parlare tra loro_)

DELFINA (_a Vittorio, col quale à fatto un giro per la sala, tornando

alla ribalta_)

Deve pagar molto di quest'alloggio!

NINÌ (_al fondo mentre osserva i ninnoli, ecc._)

«De madame Angot, je suis la fille, je suis la fille...»

CANTONI (_che si è messo a parlar con Selene_)

E come va la pittura?

SELENE

Così, così...

CANTONI

O ditemi: poichè Vittorio dipinge così bene, è un vero artista, perchè

non prendete lezione da lui?

SELENE

Vi pare? Sarebbe un maestro troppo giovane, compromettente...

CANTONI

Ah!

VITTORIO

Non manca più che il marchese... Ma non sono che le sei...

DELFINA (_piano a Vittorio trascinandolo in un angolo_)

A proposito: volevo chiederle una cosa.

VITTORIO

Dica.

DELFINA

Che persona è il signor Marchese?

VITTORIO

Oh, un'aurea persona...

DELFINA

Molto ricco, nevvero?

VITTORIO

Ricchissimo: un antico viveur...

DELFINA

Perchè, le dirò, io ne ò fatta la conoscenza in una maniera un po'

strana. Per una quindicina di giorni di seguito, ogni mattina, mi

arrivò in casa un mazzo di fiori, diretto alla Selene.

VITTORIO

Lo mandava lui!

DELFINA

Già: aveva veduta Selene in teatro, credo, e...

VITTORIO

E gli aveva fatto colpo. À buon gusto...

DELFINA

Bontà sua, signor Olgiati. Poi, due giorni fa, accanto al mazzo di

fiori ò trovato la carta da visita, e un anellino di brillanti.

VITTORIO

Oh!

DELFINA

Questo signore si sbaglia, ò pensato io; nevvero?

VITTORIO

Naturalmente!

DELFINA

E ò rimandato subito l'anello.

VITTORIO

Benone!

DELFINA

Le pare? Dei fiori, passi, ma dei brillanti?! E allora, lo stesso

giorno, me lo vedo arrivare in casa. Veniva a farmi un milione di

scuse... che non aveva avuto intenzione di offendere, ecc. ecc. Capirà,

a chi fa delle scuse!... Non c'era una ragione di maltrattarlo. E così

abbiam fatto amicizia.

VITTORIO

È un buon acquisto!

DELFINA

Cioè: abbiam fatto conoscenza. Ma pare che proprio abbia una gran

simpatia per la Selene... Veramente è un po' innanzi in età, ma alla

fin fine sarebbe un buon partito, nevvero? Lei che ne dice?

VITTORIO

A me pare di sì...

DELFINA

Soltanto, a me preme che si spieghi presto... perchè... Bisognerebbe

forse che gli parlassi io...

VITTORIO

Provi...

DELFINA

Si presenterebbe una buona occasione, oggi.... Perchè verrà qui,

nevvero?

VITTORIO

Io l'ò invitato....

DELFINA

Ma temo mi mancherà il coraggio.... È una persona di riguardo....

DOMENICO (_annunciando_)

Il marchese Zoppi....

SCENA V.

DELFINA, PAOLINA, SELENE, NINÌ, DARIO, VITTORIO, MARCHESE, CANTONI.

VITTORIO

Marchese, buona sera....

MARCHESE

Buona sera mio simpatico anfitrione.... (_À in mano quattro mazzolini

di fiori. Cerca cogli occhi Delfina, le va incontro e le porge uno dei

mazzolini_) Signora, i miei omaggi....

DELFINA (_s'inchina goffamente, poi a parte_)

(Che persona compita!)

MARCHESE (_si dirige a Paolina e le porge un altro mazzolino_)

Signorina....

PAOLINA (_prende il mazzolino, e saluta il Marchese_)

CANTONI (_a Vittorio, piano_)

(È un amore!)

VITTORIO (_piano al Cantoni_)

(Proprio un cavaliere antiquo!)

MARCHESE (_porgendo il terzo mazzolino alla Ninì_)

Piccina bella....

NINÌ

Oh marchese, come sta? (_Gli stringe fortemente la mano dandogli una

scossa, e si pone il fiore nei capelli_).

MARCHESE (_si dirige a Selene che è in disparte e le porge, con un

sorriso, l'ultimo mazzetto_)

SELENE

(Ah, per me l'ultimo!)

MARCHESE

(Ma con esso è il mio cuore!)

SELENE

(Davvero?)

MARCHESE

(Ah sì... ma senza speranza!)

SELENE

(Perchè? Bisogna sempre sperare).

MARCHESE (_le sorride con grande amore, comicamente, poi si volge agli

altri_)

Dunque, dunque, giovinotti, ci ripromettiamo una allegra serata!

NINÌ

Altrochè! (_Piano a Vittorio_) (Dobbiamo cercare di farlo ubbriacare

quel vecchio scimunito.)

VITTORIO (_piano alla Ninì_)

(Oh! oh! non ditene male. È il fidanzato di vostra sorella!)

(_Ninì dà in una risata_)

DELFINA (_a Vittorio_)

(Sarebbe proprio il momento buono! E, dica, scusi... a tavola lo metta

vicino alla Selene il marchese...)

VITTORIO (_a Delfina_)

(Non dubiti). (_Delfina si allontana_).

CANTONI (_a Vittorio piano_)

(Dimmi: pensavo adesso che l'unico che ci fa una figura barbina sono

io, qui: tu ti dedichi alla Ninì: Dario alla Paolina: il marchese alla

Selene. Ed io?)

VITTORIO

(Bravo! tu piglia la vecchia!) (_Cantoni fa una smorfia e si

allontana_).

MARCHESE (_a Vittorio, piano_)

(Sa, ò riflettuto su quello che mi à detto jersera).

VITTORIO (_piano al marchese_)

(Ah sì? E allora?)

MARCHESE (_c. s._)

(Le dirò: un matrimonio alla mia età...)

VITTORIO (_c. s._)

(Non è mai troppo tardi per acquistare la felicità...)

MARCHESE (_c. s._)

(Sì sì, ma se si potesse evitarlo!... Decisamente, bisogna che studi la

madre!)

VITTORIO (_c. s._)

(La studï, la studï!)

DELFINA (_dall'altro lato della scena, vicino alla Paolina, piano_)

(Infine, neppur oggi non sei allegra: ma che cos'ài sempre, sempre,

santo cielo?)

PAOLINA

Ma nulla, mamma....

DELFINA

(Come, nulla? Sei sempre così seria, così malinconica! Mi metti persin

soggezione!)

VITTORIO

Signori e signore: se vogliono onorare d'una visita il mio

appartamento....

NINÌ

Sì, sì, sì, andiamo a vedere....

VITTORIO

Ecco, qua, la biblioteca.... (_si avvia verso la destra_).

MARCHESE (_a parte, trattenendosi_)

(Se la vecchia rimanesse... io comincerei i miei studï....)

DELFINA (_a parte, indugiandosi_)

(Sarebbe il momento di tastar terreno...)

(_tutti escono salvo Delfina, e il Marchese_).

SCENA VI.

DELFINA, MARCHESE.

MARCHESE (_si versa da bere da una fiala di cognac ch'è sul tavolino,

e siede, fingendo di non veder Delfina_)

DELFINA

Signor Marchese, anche lei, come me, preferisce una buona poltrona...

MARCHESE (_s'è alzato subito_)

Oh pardon! non l'avevo veduta. Già, una buona poltrona...

DELFINA

I giovinotti, si sa, non starebbero mai fermi...

MARCHESE

Come sono carine quelle sue figliole; simpaticissime, proprio,

allegre...

DELFINA

Fuorchè la Paolina. Quella è sempre taciturna, quieta, tranquilla....

Ma Selene e Ninì ànno un carattere vivace...

MARCHESE

Eh, lo vedo, lo vedo.... E studiano?

DELFINA

La Selene studia un pò la pittura...

MARCHESE

Ah! vuol farne un'artista...

DELFINA

Ma riesce poco...

MARCHESE

Peccato!

DELFINA

E la Ninì studia il canto.

MARCHESE

Ah, il canto!

DELFINA

À la passione! Che cosa vuol che le dica? À la passione! Io non volevo,

sa? Perchè se riescirà bene vorrà andare sul teatro e quell'idea lì mi

spaventa...

MARCHESE

Le dirò: è più pericoloso il ballo...

DELFINA (_con orrore_)

Oh, il ballo poi non l'avrei permesso mai. Le pare, una signorina per

bene non può far la ballerina!

MARCHESE

(Ne capisco sempre meno!) Appunto, è quello che dicevo. E prendono le

loro lezioni in casa?

DELFINA

No: vanno dal maestro.

MARCHESE (_con affettata indifferenza_)

Ce le accompagna lei, già....

DELFINA

Eh! no: che cosa vuole, signor Marchese, io non sono ricca, non ò

un domestico per farle accompagnare: quando posso vado io: ma, santo

cielo, come si fa? non tutti i momenti si può uscire, nevvero? L'una

va fuori a un'ora, l'altra va fuori a un'altra, magari due tre volte al

giorno. Ò dovuto decidermi a lasciarle andar sole. Oh! ma sono sicura.

Vanno, vengono, diritte per la loro strada, senza fermarsi, senza

guardarsi attorno.

MARCHESE

Allora!

DELFINA

Sì, sì, posso vivere tranquilla....

MARCHESE

E lei riceve spesso in casa? Perdoni, non domando per curiosità, ma

perchè spero vorrà onorarmi dei suoi inviti....

(_Intanto rientrano tutti gli altri dalla destra, passano

chiacchierando ed escono dal fondo. Vittorio sbircia Delfina, e il

marchese fa un gesto significativo_).

DELFINA

O santo cielo: inviti non ne faccio. Chi mi vuol onorare mi fa un

piacere, ecco. Io ricevo nel mio piccolo: una tazza di thè, quattro

salti qualche volta... Sa bene, noi mamme cerchiamo di aver qualcuno

per casa per farle vedere 'ste figliuole... altrimenti come si fa a

maritarle? Se sapesse che pensiero... Non le auguro d'essere mamma!

Così è quando accetto qualche invito; c'è forse chi me ne fa carico:

ma, santo cielo, quando si va in casa di persone ammodo, compite, come

giusto qui dal sig. Olgiati... le pare? È come se m'invitasse lei,

signor Marchese... dico bene? Quando si presenta l'occasione...

MARCHESE

Oh! ma fa benone.... (_Rientrano, cianciando e ridendo, tutti gli

altri_).

SCENA VII.

DELFINA, PAOLINA, SELENE, NINÌ, VITTORIO, DARIO, CANTONI, MARCHESE.

NINÌ

Mammà vieni sulla torre?

DELFINA

Sulla torre?!

NINÌ

Ma sicuro! Olgiati à anche una torre da cui si vede tutta Milano...

VITTORIO

O quasi...

DELFINA

Ma sei matta? Sulla torre, adesso che è già bujo!

NINÌ

Appunto! E nevica! Vedremo tutta Milano bianca, sotto la luna! Una

bellezza. Andiamo, andiamo tutti...

DELFINA (_piano alla Ninì_)

(Ma dico, e non si pranza?)

NINÌ

(Eh, diavolo! alle sei e mezzo!) Facciamo la salita dunque. In dieci

minuti si va e si torna...

DELFINA

Ma fa freddo...

NINÌ

No, no: ci imbacucchiamo bene... Vedrai che appetito, dopo...

DELFINA

O che pazzerella sei! (_Piano a Vittorio_) (Ò parlato col Marchese...

ma non si decide...)

VITTORIO (_piano a Delfina_)

(Un pò di pazienza, diamine!)

CANTONI

Dunque si va?

NINÌ

Sì, tutti. Anche il Marchese...

MARCHESE (_a parte_)

(Ah! la torre poi!)

SELENE (_piano al Marchese, con civetteria_)

(Anche lei, nevvero?)

MARCHESE

(Veramente...)

SELENE

(Vorrebbe fare l'invalido?)

MARCHESE

Ah! l'invalido no... Avanti, avanti! (_Piano a Vittorio_) (Ò parlato

colla madre... non ne capisco niente!)

VITTORIO (_piano al Marchese_)

(Ma creda a me, si decida: la sposi!...)

MARCHESE (_c. s._)

(La madre?!)

VITTORIO (_c. s._)

(Ah! no, la ragazza, diavolo!)

SELENE

Per dove si sale, dunque?

VITTORIO

Con me, con me: vi faccio da guida.

(_Intanto la Ninì à avvoltolata Delfina in un pajo di mantelli. Tutti

si coprono ed escono, fuorchè Paolina e Dario_).

SCENA VIII.

DARIO, PAOLINA poi NINÌ.

PAOLINA (_si lascia cadere su una sedia, come disgustata, stanca_)

DARIO (_in fondo alla scena, si ferma la osserva, poi viene a lei_)

Paolina....

PAOLINA (_si alza, stupita_)

Come, è rimasto?

DARIO

Sì... poichè siete rimasta voi... (_La fissa_) Siete triste? (_Con

interesse_) Non state bene?...

PAOLINA

No... sto bene... Ma ò fatto male di venir qui...

DARIO

Mi rimproverate di avervi pregata di venirci?

PAOLINA

Oh! no...

DARIO

Dovreste considerarvi come in casa mia... E in questo pensiero... io

mi lusingavo doveste acquietare la vostra coscienza... Mi sono dunque

ingannato... Io sono proprio un estraneo per voi? Mi considerate come

tutti gli altri...

PAOLINA

Oh! no, signor Dario... Anzi cercherò di essere allegra... Tanto...

(_commovendosi_) potrebbe crederla una finzione questa mia tristezza.

DARIO

E potete supporlo! Vi ò dato ragione di supporlo, dopo un mese che vi

dimostro tutto il mio rispetto, e che oso parlarvi d'amore come solo

permetterei se ne parlasse ad una mia sorella? Mi avevate data una gran

consolazione, jersera: quando accennai ad un mio disegno... mi parve

di essere stato compreso finalmente... Mi sembravate così allegra, così

contenta: mi pareva, lasciandovi, che desideraste di rivedermi presto,

e di ripigliare il nostro discorso interrotto...

PAOLINA (_dominandosi a stento_)

No, no, signor Dario, ò capito poi che questo è impossibile...

DARIO

Impossibile?... Ma... via, venite qui. (_Siedono_) Credete che io

voglia scherzare, Paolina? Vi pare che questo sia del mio carattere?

Ebbene, voglio essere franco. Quando mi sono sentito nascere in cuore

dell'affetto per voi, ò cercato di vincerlo: non perchè io vi temessi,

ma perchè la mia natura un po' selvaggia mi spingeva a fuggire ogni

legame. Non ci sono riuscito. Il mio affetto si è ingigantito, si è

mutato in passione. E allora ò pensato di soddisfare questa passione

nel modo più puro, più giusto, nell'unico modo che ò stimato degno di

voi e del mio amore: ò pensato che avrei potuto fare di voi, buona,

saggia creatura, la compagna di tutta la mia vita. E quando ò potuto

lusingarmi che il mio affetto fosse un po' corrisposto, vi ò parlato

subito, sinceramente, del mio disegno. E jersera....

PAOLINA

Oh jeri sera! Ero così commossa, così lusingata dalle sue parole! Era

la prima volta che mi sentivo parlare seriamente, che udivo pronunciare

delle parole buone per me... delle parole oneste... Non ò riflettuto lì

per lì, ò creduto di sognare... Ma ò riflettuto poi... ò capito che era

proprio un sogno!...

DARIO (_circondandola_)

Ma no, poichè io sono qui per realizzarlo questo sogno, se voi lo

vorrete...

PAOLINA

Non è possibile, non è possibile...

DARIO

Ma perchè?

PAOLINA (_imbarazzata, commossa, cercando allontanarsi da Dario_)

Io non sono più tanto giovane... sono povera... non ò nulla...

DARIO

Una quistione di denaro, Paolina?!

PAOLINA (_svincolandosi, alzandosi_)

E poi... tante altre cose... No... no...

DARIO (_alzandosi_)

Tante altre cose!... Ma che dunque?

PAOLINA (_con disgusto_)

Sì... la mia famiglia... mia madre... le mie sorelle... No, no, signor

Dario, la scongiuro... non me ne parli più... mi fa soffrire... mi

obbliga a dir cose di cui arrossisco...

DARIO

E credete che non abbia pensato a tutto questo? Credete che non

sappia, e che molti non si sieno dati la cura d'informarmi? Ebbene?

Vedete, io sono qui, ciò malgrado, accanto a voi, e ò fede in voi. Che

m'importa della vostra casa, di vostra madre? (_Con crescente passione,

circondandola_) Io sposo te, io amo te, mi basta che tu sii degna di

me e del mio amore... (_la trascina, siedono assieme sul divano, egli

l'abbraccia_) Noi lasceremo Milano, lasceremo l'Italia... Io ti dò

il mio nome, tutto il passato scomparisce, tu devi rivivere una vita

nuova, con me, solo con me che ti adoro... Ma vedi, vedi come è facile

tutto questo, se mi ami, se vuoi essere mia!...

PAOLINA (_trascinata, come in estasi_)

È possibile, è possibile, questo che mi dici Dario?... Non è un sogno,

dimmi, non è un sogno?...

DARIO (_con grande e crescente passione_)

Ma no, non mi vedi qui, vicino a te, non odi le mie parole?... Ti

adoro...

NINÌ (_di dentro_)

Presto, presto... io sono già abbasso! (_Si affaccia alla porta del

fondo e si ferma subito vedendo Dario e Paolina abbracciati_) Oh! ò

disturbato un idillio! Pardon! se avessi saputo! (_Dà una risata e

sparisce_).

PAOLINA (_indignata, alzandosi, con grande orgasmo_)

Lo vedete, lo vedete, Dario, è un sogno, è un sogno!

DARIO (_si alza un pò contrariato, ma rifacendosi subito_)

E se malgrado ciò io ti sposo, gli è che ti amo, gli è che senza di te

non posso più vivere...

PAOLINA

Ma è una catena questa, orribile, che non potrò mai spezzare!...

DARIO (_circondandola, con passione_)

Sì, sì, se tu mi ami.

PAOLINA (_involontariamente, trascinata_)

Se ti amo, Dario!...

DARIO

E allora dunque è deciso, sei mia, sei la mia sposa adorata... Non

sfuggirmi... non sfuggirmi... Dimmi che vuoi essere mia, e in questo

momento si decide della nostra vita... Dimmelo, dimmelo... (_Come

in estasi, egli posa le sue labbra sulle labbra di lei e la bacia,

lungamente, poi si scioglie raggiante_) Ah sì... sei mia. (_Voci

lontane_) E non dir nulla, adesso, è il nostro piccolo segreto... (_le

bacia le mani, quasi con rispetto, si dirige al fondo, ed esce_).

PAOLINA

(_rimane un momento come trasognata, tramortita: poi

si orizzonta, vorrebbe gridare, richiamarlo, ma appena riesce a

pronunciare con voce fioca:_) Dario, no... Dario!... (_e ricade

spossata sulla poltrona_).

(_Si ode un acuto grido di Delfina, poi un vociare di dentro_).

NINÌ (_dal fondo, correndo, ridendo a crepapelle_)

Oh povero Marchese, oh povero Marchese! (_Siede come spossata pel gran

ridere_) È ruzzolato dalla scala della torre! (_Continua a ridere. Cala

la tela_).

FINE DEL SECONDO ATTO.

ATTO TERZO

_La scena del 1.º Atto. Sulla tavola, sui divani, sulle sedie,

sparse alla rinfusa, varie vesti e trine e gale d'ogni

foggia._

SCENA I.

NINÌ, SELENE.

NINÌ (_seduta a destra cuce una gala_)

SELENE (_a sinistra legge_)

NINÌ

Non fai niente?

SELENE

Che vuoi che faccia? Lavorerò quando mi mariterò io...

NINÌ (_con una risata_)

Quando mi mari... (_torna ridere_).

SELENE

Perchè ridi?

NINÌ

Ma... di', mi canzoni? Nè io nè te... quanto a maritarci... A meno

che quel marchese si decida... Ma, alla lunga è più furbo di quel che

pare!... Selene, chi l'avrebbe detto che Paolina si sarebbe proprio

sposata? (_Mostrando il lavoro_) Guarda che gusto!

SELENE (_senza guardare, indifferente_)

Una bellezza...

NINÌ

Mi ci diverto, mi par di giocare alla bambola... (_Alzandosi_) Io

però dovrei uscire, adesso. (_A parte_) (_Ò da provare il costume di

Claretta!_)

SELENE

Sì, stai fresca! Da quindici giorni clausura completa: non si esce più,

non si riceve più... tutto per questa bella storia del matrimonio di

Paolina...

NINÌ

Già, perchè bisogna essere _ammodo_. Adesso la mamma ce l'à

coll'ammodo. E in parola d'onore si ammuffisce.

SELENE

Quando c'è un matrimonio in casa, anzi, ci dovrebbe essere

dell'allegria...

NINÌ

Sì! Paolina à una faccia che par che vada al patibolo. Si direbbe che

si sposa per forza... Oh! a proposito, sai, ò avuto un'idea, stamane.

Ti ricordi quella mia veste di seta cruda? Era antica, ancora colla

_polonaise_, non potevo più portarla. Stamattina c'era qui la cassa

colle vesti della Paolina da mandare alla sarta: ci ò ficcata dentro

anche la mia. La sarta la ridurrà come nuova, e la spesa andrà sul

conto degli sposi... Eh?...

(_Entra Delfina_).

SCENA II.

DELFINA, SELENE, NINÌ poi PAOLINA.

DELFINA

Dov'è la Paolina? (_À una lettera in mano_).

SELENE

Non si è vista ancora...

DELFINA

Bè, tanto fa. (_Alla Selene_) Senti, dà alla Teresa questo biglietto e

dille che cerchi un fattorino qui abbasso che lo porti a Vercellini.

SELENE

E i denari?

DELFINA (_cerca in tasca_)

Non ò moneta... Non ài una lira?

SELENE

Non credo.

DELFINA

E tu Ninì?

NINÌ

Io?!

SELENE (_estrae un borsellino e cerca_)

Non ne ò.

DELFINA

Aspetta un momento. (_Esce_).

NINÌ (_pronta, togliendo di mano alla Selene il borsellino_)

Oh bello! È nuovo? Chi te l'à dato?

SELENE (_confusa_)

Dellago.

NINÌ

Quando?

SELENE

L'ultima volta che è stato qui...

NINÌ

E te l'à dato con dentro niente?

DELFINA (_rientrando_)

Ecco. Vai.

(_Selene esce dalla comune_).

DELFINA (_chiamando_)

Paolina!

NINÌ (_a parte_)

(_Qui bisogna trovar modo d'uscire_).

PAOLINA (_dalla sinistra_)

Che vuoi?

DELFINA

Bisogna andar dalla sarta. Ti attende alle due.

PAOLINA

Non ne ò proprio voglia...

DELFINA

Eppure non c'è tempo da perdere. Dario vuole che il matrimonio si

faccia il più presto possibile; arriverà il giorno delle nozze e tu non

avrai le vesti pronte...

PAOLINA

Poco importa...

DELFINA

O caro cielo, ma che dici?

PAOLINA

Insomma non ò voglia d'uscire.

NINÌ

Andrò io.

DELFINA

Ma se deve provare!

NINÌ

Proverò io: abbiamo l'istessa statura...

SELENE (_dalla comune, in cappello_)

Esco...

DELFINA

Dove vai?

SELENE

Alla lezione... Sono otto giorni che manco, e il maestro...

DELFINA

Il maestro l'ò già avvertito io. Le lezioni le riprenderai dopo il

matrimonio di Paolina...

SELENE

E anche a passeggio dopo, a teatro dopo, tutto dopo.

(_Ninì ride a parte_).

DELFINA

O cielo! non mettetemi in croce! Adesso bisogna fare così: lo sapete

anche vojaltre... Dario à imposto...

SELENE

O che c'entriamo noi?

DELFINA

C'entrate che a maritar Paolina è interesse comune. Dopo tornerete a

divertirvi... ora bisogna fare così, per riuscire...

PAOLINA (_indignata_)

Mamma! Mamma! ti scongiuro, non farmi arrossire più, non farmi

vergognare più, di quello che dici, di quello che faccio... Voi

considerate un affare questo matrimonio.... Dio mio, Dio mio, che

vergogna! (_Delfina le vien vicino per calmarla. Paolina la respinge_)

Ma aspettate a rallegrarvi e a sperare delle grandi cose! Non sono

ancora maritata, grazie a Dio!

DELFINA

Paolina, Paolina!... per carità, che dici mai! Oh, ma tu scherzi

nevvero?

PAOLINA

Lasciami, lasciami!...

DELFINA

Oh, caro cielo! (_A Ninì e Selene_) Sentite, sentite, state buone,

usciamo assieme, ò da far delle spese, andiamo tutte tre. Mettiti il

cappello, Ninì.

NINÌ (_piano alla Selene_)

(Appena in istrada vi pianto!) (_Esce_).

SELENE (_alla Delfina_)

Ti aspetto, di là. (_Esce_).

DELFINA (_alla Paolina, affettuosa_)

Proprio non vuoi uscire?

PAOLINA

No.

DELFINA

Bene, andrò io dalla sarta a dirle di venir qui... Paolina? Dio mio,

perdonami... La Ninì e la Selene mi fanno perder la testa...

PAOLINA (_quasi parlando a sè stessa_)

Ma sì, sì... ma se è meglio, anzi! È da quindici giorni che cerco il

coraggio di... e non lo trovo... Voi mi ajutate a trovarlo...

DELFINA (_stupita, circondandola_)

Paolina, che dici?

NINÌ (_rientrando, in cappello_)

Andiamo?

DELFINA

Vengo... (_Alla Paolina, circondandola affettuosamente_) Paolina...

PAOLINA

Andate, andate... (_Entra Vittorio_).

SCENA III.

PAOLINA, DELFINA, NINÌ, VITTORIO.

VITTORIO

È permesso?

NINÌ

Avanti, avanti... (_Gli corre in contro; piano_) (_Avete pensato

all'abito del Boccaccio?_)

VITTORIO (_piano_)

(Sì...)

NINÌ (_c. s._)

(E alla parrucca bionda?)

VITTORIO (_c. s._)

(Sì, anche alla parrucca...) (_Forte_) Come va, come va? (_Stringe la

mano a Delfina e a Paolina_) Esce?

DELFINA

Sì, un momento. Rimanga lei a far compagnia alla Paolina. (_Piano_) (_È

sempre così triste... Me la tenga allegra_). Andiamo Ninì... (_Esce_).

NINÌ (_piano a Vittorio_)

(Tra mezz'ora siate dal sarto... troverò modo di lasciare la mamma...)

(_Esce_).

SCENA IV.

PAOLINA, VITTORIO.

VITTORIO

Dunque, Paolina, siamo quasi alla vigilia...

PAOLINA

Di che?

VITTORIO

Di che? Delle vostre nozze... Perbacco, si direbbe che vi premono assai

poco...

PAOLINA

No... (_Con un amaro sorriso_) Gli è che ancora non oso crederci...

VITTORIO

E perchè? Vedeste Dario! È attorno, affacendato in grandi compere...

Non l'ò mai veduto così allegro, così felice. Non parla che di voi,

non vede che coi vostri occhi, maledice la legge che impone dei termini

per lui assurdi, vorrebbe sposarvi oggi, vorrebbe avervi sposata jeri.

Come è innamorato!... Eh! ma anche voi la siete di lui... lo capisco

dal sorriso che è nei vostri occhi e con cui ascoltate quello che vi

dico... (_Paolina si turba_) Infine... sarete felici...

PAOLINA (_prendendogli le mani_)

Ditemi francamente, Olgiati: che ne pensate, voi?

VITTORIO

Di che?

PAOLINA

Di questo che fa vostro cugino?

VITTORIO

Che ne penso?... Oh Dio, trovo che poichè vi ama a tal punto ed è

corrisposto da voi, fa benone a sposarvi...

PAOLINA

No, no: vi ò pregato di dirmi francamente, sinceramente, quello che

ne pensate... Voi l'avevate sconsigliato con tutte le vostre forze

da questo passo... Perchè vorreste negarlo?... Non ve ne faccio

un rimprovero... capisco perfettamente che era il vostro dovere di

farlo...

VITTORIO (_serio, affettuoso_)

Paolina mia: voi sapete anche che, ad ogni modo, lo facevo non in

considerazione di voi... Ma poichè egli, sposandovi, à la ferma

intenzione di portarvi via da Milano, di stabilirsi all'estero forse

per sempre... e voi avete accettato quasi con gioia questo partito...

Vedete, vedete, ora vi turbate di nuovo, vi fate triste... perchè mi

obbligate a dirvi delle cose che vi rincrescono... e che vi debbono

causare un dolore... Parliamo di cose più allegre...

PAOLINA (_con insistenza_)

No, no! Ò bisogno di parlare di tutto ciò... e lo faccio con voi,

volentieri, perchè siete come un fratello per Dario. Da quindici giorni

il mio cuore e la mia mente sono continuamente in lotta tra di loro...

Io sono persino affranta, spossata... Mi pare d'aver smarrito il retto

giudizio delle cose... e Dario non contribuisce certamente a darmi la

calma di cui ò tanto bisogno... Ditemi, signor Vittorio... ditemi voi,

parlatemi col cuore... Che cosa debbo fare?... Forse posso ancora...

sono ancora in tempo...

VITTORIO

Le vergini: commedia in quattro atti · 第 2 / 4 段