I NICELLI.

Quindi si dileguarono tutti, lasciando sul luogo le due torce accese a

rischiarare il teatro della loro carneficina.

Mentr’essi pigliavano a settentrione, Stefanaccio il navichiere, che —

accovacciato su la riva del Barbarone, aveva assistito alla strage ed

alla crudele agonia del suo sàntolo e signore — prese pel lato opposto

e si ridusse fremendo a cercare un po’ di calma e di riposo nel fondo

di uno de’ suoi burchielli.

Poco stette a sovraggiungere Terremoto.

La leggenda infitta a piè della croce che il chiarore delle torce gli

permise di decifrare, gli cacciò nell’animo uno spaventoso sospetto.

Che anche Bianca fosse così minacciata?

Laonde non indugiò guari a retrocedere ed a restituirsi alla sua

capanna.

Sospirando, singhiozzando e senza quei riguardosi preamboli che la

situazione della sventurata giovinetta avrebbe richiesto, ma che la

scarsa retorica non gli consentiva; le annunziò il miserando fine

dell’avolo suo e quali pericoli sovrastassero a lei stessa.

Nella piena del proprio dolore, Bianca dichiarava esser pronta a

sfidarli, ad affrontarli.

Ma Neruccio, con le sue vive ed amorevoli istanze, i due Rinolfo, coi

rispettosi consigli, giunsero a rimuoverla dal disperato proponimento.

Terremoto si proponeva di guidarla in salvo.

Da due giorni ed ormai quasi due notti, e’ non s’era preso un attimo di

sonno o di requie. Ma era di ferro.

Egli l’avrebbe menata presso i signori di Santafiora, amici dell’avolo

suo e suoi naturali difensori.

Bianca esitò ancora un poco; volle opporre qualche altra obiezione;

ma finì per lasciarsi persuadere ed accondiscendere. E, nella istessa

notte, con la scorta del suo fido vassallo, lasciando Neruccio affidato

alle cure del vecchio Rinolfo, partì pedestre dal casolare della

Chiappa per alla volta di Castell’Arquato.

Terremoto · 第 28 / 98 题