Così morì l'ultima reina di Cartaggine, che s'uccise per sua grande
follìa così come la primaia. Là guadagnaro li Romani grande tesoro,
ch'e Cartagginesi avevano assembrato di più contrade di Italia, di
Cicilia e di Spagna e di molte altre contrade e città, ch'egli avevano
robbate e distrutte; e quando tutto l'avere fu tratto fuore della
città, Scipio lo fece rendare a coloro, a cui era stato tolto delle
contrade e città, ch'io v'ô nominate. Intanto arse la città, che
bene diecisette dì pugnò ad ardare, e allora fu Cartaggine al tutto
distrutta e tutte le mura abbattute infino alle fondamenta, e non vi
rimase nè torre, nè casa, nè magione, che non fusse a terra abbattuta
e in cénare e in polvare tornata; e tutti i prigioni che vi furo presi,
venderono e missero in servaggio, fuori che Asdrubal e certi alti
prencipi di Cartaggine, e quagli furono menati a Roma. E sappiate che
in capo di settecento anni che Cartaggine era stata primamente fondata,
sì fu ella distrutta e disfatta, siccome Macrobio e più altri savi
dicono. Quattro anni stettero e sopradetti consoli in Affrica innanzi
che la distruggessero. Scipio per sua prodezza e per suo senno e per
sua larghezza acquistò il sopranome di suo zio, e sì fu poi chiamato
Scipio Affricano tutti e dì di sua vita.