LXXXII.

Così morì l'ultima reina di Cartaggine, che s'uccise per sua grande

follìa così come la primaia. Là guadagnaro li Romani grande tesoro,

ch'e Cartagginesi avevano assembrato di più contrade di Italia, di

Cicilia e di Spagna e di molte altre contrade e città, ch'egli avevano

robbate e distrutte; e quando tutto l'avere fu tratto fuore della

città, Scipio lo fece rendare a coloro, a cui era stato tolto delle

contrade e città, ch'io v'ô nominate. Intanto arse la città, che

bene diecisette dì pugnò ad ardare, e allora fu Cartaggine al tutto

distrutta e tutte le mura abbattute infino alle fondamenta, e non vi

rimase nè torre, nè casa, nè magione, che non fusse a terra abbattuta

e in cénare e in polvare tornata; e tutti i prigioni che vi furo presi,

venderono e missero in servaggio, fuori che Asdrubal e certi alti

prencipi di Cartaggine, e quagli furono menati a Roma. E sappiate che

in capo di settecento anni che Cartaggine era stata primamente fondata,

sì fu ella distrutta e disfatta, siccome Macrobio e più altri savi

dicono. Quattro anni stettero e sopradetti consoli in Affrica innanzi

che la distruggessero. Scipio per sua prodezza e per suo senno e per

sua larghezza acquistò il sopranome di suo zio, e sì fu poi chiamato

Scipio Affricano tutti e dì di sua vita.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 112 / 117 题