Così s'arrendero e Cartagginesi a Scipio, che più non si potevano
difendare contra alla forza de' Romani che l'avevano assediata; e
allora vennero le donne e le donzelle della città, che grande dolore
facevano dinanzi a Scipio, a cui erano menate dinanzi. Appresso
vennero le compagne de' cavalieri e de' pedoni e d'altri uomini della
città, de' quali v'erano più di trenta milia, tutti sanguinosi per lo
combattare ch'avevano fatto per loro difendare, e delle femmine ve
n'erano più di venticinque milia, molto triste e molto dolorose, però
che Asdrubal loro signore si rendè a Scipio di sua volontà; e tantosto
Scipio fece mettare fuoco per tutta la città nelle torri e nelle case e
nelle magioni. Coloro che s'erano fuggiti ne' templi, si gittavano ne'
fuochi di loro volontà per ardarsi. Quando la città fu tutta arsa, la
donna d'Asdrubal con due suoi figliuogli ch'ell'aveva, si lassò cadere
per disperata nella maggiore fiamma del fuoco ch'ella vidde, e subito
arse.