LXXXI.

Così s'arrendero e Cartagginesi a Scipio, che più non si potevano

difendare contra alla forza de' Romani che l'avevano assediata; e

allora vennero le donne e le donzelle della città, che grande dolore

facevano dinanzi a Scipio, a cui erano menate dinanzi. Appresso

vennero le compagne de' cavalieri e de' pedoni e d'altri uomini della

città, de' quali v'erano più di trenta milia, tutti sanguinosi per lo

combattare ch'avevano fatto per loro difendare, e delle femmine ve

n'erano più di venticinque milia, molto triste e molto dolorose, però

che Asdrubal loro signore si rendè a Scipio di sua volontà; e tantosto

Scipio fece mettare fuoco per tutta la città nelle torri e nelle case e

nelle magioni. Coloro che s'erano fuggiti ne' templi, si gittavano ne'

fuochi di loro volontà per ardarsi. Quando la città fu tutta arsa, la

donna d'Asdrubal con due suoi figliuogli ch'ell'aveva, si lassò cadere

per disperata nella maggiore fiamma del fuoco ch'ella vidde, e subito

arse.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 111 / 117 题