LXXVI.

Molto era la città di Cartaggine forte in quello tempo e fornita

di buona gente provata e molto vigorosa, ma d'armadure per loro

difendare avevano la maggiore parte grande mancamento. Li consoli

di Roma, che grande numaro di gente avevano appiè e a cavallo,

fecero la città assalire per mare e per terra, e tanto fecero che

per forza gittaro co' loro ingegni alle mura di verso terra ferma,

delle quali mura abbattero una grande parte, e quelli della città si

difendevano vigorosamente con archi e con saette e con altri ingegni,

ch'elli avevano fatti per loro difendare; ma tanto gli assalsero e

Romani in diverse parti, che Lucio Censorino e gran parte di sua

gente si missero per la città per le rotture ch'eglino avevano fatte

nelle mura; ma li Cartagginesi se lo' fecero alla rincontra, che li

ricevettero arditamente coll'aiuto di coloro ch'erano in sulle mura,

che lo' gittavano grandi pietre, sicchè li rimissero per forza fuore

della città; e molto v'arebbero allora li Romani riceuto danno, se

non fusse Publio Scipio, che suo corpo solamente ritenne la forza de'

Cartagginesi, e sì li rimisse a malgrado loro dentro alle mura per sua

grande prodezza.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 106 / 117 题