LX.

Per questa novella, che tosto fu saputa e sparta per tutta Italia,

lassò Anibal tutte le città e castella della contrada, e trassene fuore

sue guardie e suoi uomini. In questo tanto ebbero quelli di Cartaggine

sì grande paura di Scipio, che conquistava il regno d'Affrica per

forza, che mandaro allo re Anibal imbasciata che tornasse il più presto

che potesse in Cartaggine per soccorrire la città e tutto lo reame,

ch'e Romani distruggevano per loro potenzia. Quando lo re Anibal udì

così parlare li messaggi, e seppe certamente che li conveniva tornare

addietro, elli cominciò a piangiare, perciò che lassava il regno di

Italia e Roma, innanzi che l'avesse conquistato, e tantosto fece suo

navilio apparecchiare; e quando fu tempo d'entrare in mare, elli fece

torre suo avere e mettarlo nelle navi, e tutti li cavalieri della

contrada rimasero, che di loro grado nol volevano seguitare; e sì

tosto come sua gente fu entrata in mare, fece l'àncora levare e andò

via. E così fu deliberata Italia dallo re Anibal, che v'era stato

dieciotto anni, e alle genti d'Italia aveva fatto sofferire molta pena

e molto travaglio, siccome voi avete udito e inteso; e sì tosto come

quelli delle fortezze viddero e intesero che Anibal s'era partito, sì

si ritornare alla divozione del popolo romano.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 90 / 117 题