Quando lo re Anibal vidde la testa di suo fratello Astrubal, e seppe
il dannaggio e la grande sconfitta di sue genti, elli si trasse versa
Sicilia per temenzia d'alcuna sciagura e per lo dolore di suo fratello
e di sua gente, della quale lo re Anibal facea grande dimostranza;
poi passò uno anno, che tra e Romani e lo re Anibal non fu battaglia,
non perchè fusse nè pace nè triegua infra loro, ma perchè avevano
auto l'uno e l'altro tanta pistolenzia, oltre alle crudeli battaglie,
che non potevano arme prendare per andare a battaglia. Intanto Scipio
ebbesi la contrada conquistata da' monti di Pineos infino al mare
Oceano, cioè al mare che intornia tutto il mondo, nel quale tutte le
nazioni stranie di diverse maniere abitano, e tutti bracci di mare,
città e castella e ville e piani e montagne tutte sottomisse alla
signoria di Roma; e ciò che si metteva a fare, li veniva fatto in modo
che il più della gente credeva ch'egli operasse per volontà delli Dii,
e che in lui fusse alcuna cosa divina, perciò che in lui erano tutte le
bontà d'onore e di larghezza è di prodezza, come più potevano essare
in nullo uomo, che mai fusse nel mondo. Quando Scipio ebbe tutta Spagna
conquistata, come voi udite dire e contiare, elli tornò a Roma con sì
grande onore e gloria e con sì grandi ricchezze, che Roma fu tutta di
gioia piena.