Il decimo anno che lo re Anibal era venuto in Italia, allora erano
consoli di Roma Gaio Fulvio e Pubblio Supplizio[33], grandi signori
e molto valenti, e bene sappiate ch'e' dottavano poco lo re Anibal
e tutto suo potere; ed in quello tempo mosse lo re Anibal tutta sua
oste di Campagnia, ov'elli avea molto soggiornato, e venne presso a
Roma ad una lega e mezzo, e là s'attendò con tutta sua gente, che
molto era grande e bella, e alloggioro in sulla riviera del Tevare,
e allora corsero li scorridori infino alla città, ove le genti erano
molto spaventate, che alla fine credevano essere tutti morti o presi.
Li senatori e li alti baroni di Roma e tutto l'altro popolo, che là
entro erano, stavano in molta gran sospezione della città guardare e
difendare, e di procacciare dardi e saette e altre armi difendevoli;
e spezialmente l'alte donne di Roma erano duramente spaventate e
sbigottite, che per la gran paura ch'aveano, parea che fussero fuore
di loro sentimento; ed appresso sì corrivano suso per le mura e per
le bertesche di Roma, ch'erano cariche di pietre e di lancie e di
balestre, d'onde primamente volevano difendare la città, s'ella fusse
assalita.