Così come voi avete udito, erano li Romani caricati in quattro parti
di gravi e crudeli battaglie: l'una contra lo re Anibal in Italia,
che troppo l'era presso, l'altra in Macedonia contra lo re Filippo,
l'altra in Ispagna contra Astrubal, la quarta in nella terra di
Sardegna; e bene sappiate che tutte queste genti, che in queste
quattro parti erano, se fossero tutte insieme contra lo re Anibal, si
credarebbero avere poca gente per loro soccorrare ed aitare, e ciò era
grande maraviglia come potevano tanto durare; ma sappiate che troppo
andò la cosa peggio che non credevano, che Manlio Torquato, che fu
mandato in Sardegna, sconfisse li Cartagginesi, ed uccise di loro genti
dodici migliaia d'uomini, e sì ne prese bene due milia, e mandolli a
Roma colla preda e collo acquisto ch'egli aveva fatto, e così vinse lo
consolo Junio li Macedoni, ch'erano molto forte gente e molto ardita,
e sì conquistò molta preda e molto avere; e Claudio Marcello, che
molto era nobile cavaliere e pro, sì prese a molta gran pena la città
di Serragozza e la terra di Sicilia, che molto era diviziosa terra e
piena di tutti beni, la quale aveva per altre volte assediata, ed alla
prima fiata che l'assediò, nolla potè prendare in nulla maniera, nè
per ingegno che sapesse fare o pensare, sì vigorosamente la difendeva
Archimede, ch'era cittadino della città, che per suo senno e per sua
forza distruggea tutti l'ingegni, ch'e Romani facevano per la città
prendare. Ma altri non die sua matera tralassare se non il meno che
può; perciò vi dirò dello re Anibal, per seguitare la storia che io v'ô
cominciata, e sappiate che mai in vita vostra non udirete parlare di
più vera storia, nè ove abbia meno falsità e bugie; e per meglio dire
la verità, ve la contio senza nulla rima, onde è più da credare e da
pregiare.