XVIII.

Lo re Anibal, che molto era sottile e malizioso e savio di guerra,

si misse per le campagne, ove l'acque erano state, ch'erano ristate

e tornate addietro, ma innanzi che n'escisse, ricevette molto grande

dannaggio di sua gente e di sue bestie, chè l'acque ch'escivano de'

fiumi e de' paludi e delle valli grandi, li molestavano sì duramente,

che non sapevano che si fare e dove andare o tornare. Allora là venne

molto gran dannaggio e mala ventura, che si imbattero ne' paludi, che

la riviera aveva ripieni, e sopra tutto ciò gli assalse la freddura,

e perdeano spesso l'uno l'altro, che per la nebbia non si potevano

vedere, e per ciò perde molta di sua gente lo re Anibal, e ciò non fu

niente maraviglia, tanto dolore avevano e tanta mala ventura, ed elli

medesimo appena scampò vivo in sur uno olifante, che gli era rimasto di

tutti quegli ch'egli aveva menati con lui di lontane contrade.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 36 / 117 题