Lo re Anibal, che molto era sottile e malizioso e savio di guerra,
si misse per le campagne, ove l'acque erano state, ch'erano ristate
e tornate addietro, ma innanzi che n'escisse, ricevette molto grande
dannaggio di sua gente e di sue bestie, chè l'acque ch'escivano de'
fiumi e de' paludi e delle valli grandi, li molestavano sì duramente,
che non sapevano che si fare e dove andare o tornare. Allora là venne
molto gran dannaggio e mala ventura, che si imbattero ne' paludi, che
la riviera aveva ripieni, e sopra tutto ciò gli assalse la freddura,
e perdeano spesso l'uno l'altro, che per la nebbia non si potevano
vedere, e per ciò perde molta di sua gente lo re Anibal, e ciò non fu
niente maraviglia, tanto dolore avevano e tanta mala ventura, ed elli
medesimo appena scampò vivo in sur uno olifante, che gli era rimasto di
tutti quegli ch'egli aveva menati con lui di lontane contrade.