DOCUMENTO XXI.[919]

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_Lettera dei Dieci ai Commissarî nel Campo presso Pisa._

_Commissariis in Castris. Die 27 maij 1503._ — Questo giorno occorre

fare risposta alla vostra di hiarsera, data ad 2-1/2 di notte, per la

quale restiamo advisati della cagione perchè hieri non passasti Arno,

et come hoggi disegnavate ad ogni modo passarlo, et noi crediamo lo

habbiate facto. Et quanto a' fanti da pagarsi di nuovo, vi si mandorno

hieri e' danari, et con lo adviso come havessi ad soldare et pagarli,

et così come e' danari dovettono arrivare hiarsera di buona hora,

così questa sera debbono essere arrivati Lazzero di Scaramuccia et il

Guicciardino, perchè così ci promissono. Et perchè voi ci dite circha

el capo da darsi ad quelli cento fanti da farsi costì, non vi parere

ad proposito Bernardo di messere Criacho, rispecto alla emulatione, ci

conformiamo facilmente nell'opinione vostra; et se per la nostra vi se

ne scripse, fu più per ricordo che perchè ne fussimo al tucto resoluti;

et però ve ne governerete come vi parrà, et noi tucto approvreremo.

El discorso che voi ci fate del passare in val di Serchio, et la

prontepza dello animo vostro, non ci potrebbe più satisfare, il che

tanto più vi si adcrescerà, quanto voi vi vedrete provisti di quella

forza più per li fanti 200 nuovamente ordinati. Nè vi potremo più

confortare ad procedere animosamente et tirare la 'mpresa avanti;

perchè veggiamo el tempo fuggirsi fra le mani, et essere in preiuditio

nostro et in favore de' nemici, e' quali si vede che non pensono ad

altro, se non come e' possessino temporeggiarci. Voliamo nondimancho

ricordarvi più per el debito dello ofitio nostro, che per credere che

bisogni farlo, che noi equalmente desideriamo et stimiamo la salute di

cotesto exercito quanto il danno dell'inimici, et però vi confortiamo

ad adoperare in questa parte animo, et in quella prudentia, et ad

pensare bene ogni accidente che potessi nascere, non perchè vi facci

stòrre dalla impresa, nè dal procedere avanti; ma per farvi entrare

ne' periculi con maggiore securtà et più cautamente. Le cose che noi

vi havemo ad ricordare in questa parte sarebbono molte; ma non ci pare

da dirle per giudicarlo superfluo, sapiendo voi el paese come egli è

facto, le fiumare come le stanno, quello possete temere da Pisa per la

disperatione loro, quello da Lucha per la invidia et odio naturale di

ogni nostro bene. Et havendo innanzi ad gli ochi tucte queste cose,

potrete facilmente pensare ad li rimedii, e' quali noi giudichiamo

facili, stando voi ordinati sempre, et ciascuno sotto le bandiere sua,

non permettendo ad alchuno che esca dell'ordine, o per cupidità di

preda, o per altra insolentia che suole disordinare e' campi, et fare

spesso ruine grandissime: di che stiamo di buona voglia per conoscere

e' capi, et sapere che tenete bene el segno nostro, et vi fate

obbidire.

Noi, perchè la desperatione de' Pisani non ci offenda, haviamo

provedute quelle tante forze havete con voi; ma perchè l'odio de'

Luchesi non vi nuoca oltre alle forze vi trovate, come più dì fa vi

si dètte notitia, si mandò Andrea Adimari in montagna di Pistoia, Lº.

Spinelli in Val di Nievole, et prima si era mandato Girolamo de' Pilli

in Lunigiana, con ordine tenessi parati tucti gli huomini delle loro

provincie et in su quella frontiera di Lucha, per assaltare e' Luchesi

da quella banda, quando e' movessino contro a di voi in su la factione

del Val di Serchio. Commissesi loro s'intendessino con voi, et colli

cenni, ordini et consigli vostri si governassino. Non si sono dipoi

altrimenti sollecitati, per volerli lasciare disporre ad voi, e' quali

scriverrete quanto sia necessario, componendovi con quelli del modo,

acciò che altri stia a' termini, et che disordine non segua sanza

bisogno.

Et perchè voi ci dite, che non potendo condurre con voi in una volta

tante vectovaglie in Val di Serchio, che voi potessi fare quella

factione, et che, bisognandovi ritornare per esse, è bene pensare

di farne una canova o ad Bientina o ad Monte Carlo, vi si risponde

che questa cura ha ad essere vostra, et di quello di voi che ha ad

rimanere ad Cascina, dove è bene rimanghi tu, Pierfrancesco, ad ogni

modo, perchè una volta havete la Comunità obbligata ad portare el pane,

havete costì la farina, havete e' ministri che ne hanno carico, a'

quali potrete ordinare dove le habbino ad volgere et ad farne canova,

per rinfrescarne lo exercito, anchora che ad noi paressi che fussi più

ad proposito fare capo con quelle a Bientina che ad Monte Carlo, per

potervi servire del lago, et condurvele co' navicelli incontro.

Noi crediamo che vi sia venuto in consideratione in questa passata

d'Arno, ch'e' Pisani non possono havere altro expediente ad molestarvi,

che assaltare Cascina o qualchuno di cotesti luoghi nostri; et siamo

certi, havendovi pensato, vi harete anchora proveduto. Et noi, stimando

questa cosa, disegnavamo mandare ad Cascina gli huomini d'arme di

Luca Savello, e' quali questa sera in parte debbono essere comparsi ad

Poggibonzi. Ma non volendo noi _etiam_ abbandonare in tucto le cose di

sopra, per esservi pure qualche cavallo del Duca, c'è parso fermarle

ad Poggibonzi, per potercene servire ad un tracto, et ad Cascina et

di sopra. Haviamovi voluto scrivere la verità, et voi darete nome che

decte genti habbino ad venire subito costì ad Cascina, per tenere e'

nemici addreto, et valervi di questa reputatione....

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 88 / 116 题