10 _Lettera di Biagio Buonaccorsi al Machiavelli. 5 novembre 1502._[899]

Niccolò mio. Chi iudica le cose troppo presto, spesso si ha ad ridire,

come di presente adviene a me. «Il nuovo Gonfaloniere comincia ad

rassettare la Città dal volere scemare li salarii a' cancelieri,»

et ha facto di havere in nota tutti li ordinari, et il salario loro,

in modo che se questa cosa si desta, farà dua cattivi effecti: l'uno

della diminutione, l'altro che non obterrà nessuno. Et io vi havevo

scripto mirabilia, parendomi pure il principio buono: non errerò

più, perchè mi governerò dì per dì, et anche mi parrà lungo tempo, et

piutosto farò hora per hora. Voi medesimo conoscete l'importantia della

cosa, et quello faccino di malo effecto simili rumori, però non ve ne

scriverò altrimenti ad lungo. Io con ser Antonio Vespucci ho facto

una diligentia, ma ad dire meglio, ho voluto fare, che mi pareva ci

havessi ad giovare assai, et questo era, che in su la nota si mectessi

il salario risquotavamo ad punto il mese,[900] ad ciò si vedessi dove

battevano le centinaia, et che le non tornavano nulla: non credo si

facci anche questo. Et così omni uno s'arrovescia, «et il Gonfaloniere»

lo fa sanza saputa nostra: ma perchè io vi ho decto non volere iudicare

più sì presto, di questo anchora fo il simile, per non mi havere ad

ridire, perchè potrebbe essere che così come elli ha volsuto in nota et

tavolaccini et cavallari et omni altro, volessi questo, per il medesimo

effecto, cioè per vedere et sapere una volta quanti ministri habbi.

Harei caro fussi ad questo fine, benchè il rumore sia in contrario,

et parlisi di quello vi ho decto disopra. Stareno ad vedere, et

pregherreno Dio ci aiuti.

El tempo della rafferma ne viene forte, et io non piglierò già cura

per voi di andare ad dire dello albero et de' fructi, et della mula et

della..., perchè non lo farò per me, et anco non satisfarei. Pensate a

questo che importa.

Scrivendo ho ricevuto la vostra de' iij, et benchè io sia in faccende,

et perciò, Niccolò mio, disperato, sendomi facto forza ad ire in

Francia con questi oratori, che sono il vescovo de' Soderini et

Alexandro, come vi scripsi, pure ho lasciato stare, o ad dire meglio,

lascerò et farò quanto mi dite; et in Francia mi lascerò prima

impiccare che andare. El drappo l'acconcerò in modo non si guasterà, et

advertirò il cavallaro come advisate.

Dello accatto voi intendesti quello vi scripse il Salviato, et il

medesimo mi ha confermato dipoi, dicendomi vi servirà di suo, ma non

in su quello assegnamento, volendo, perchè non si può trarre la cosa

dell'ordinario: et di quello ve ne havete ad rimborsare hora, lo dirò

al Guidotto, et farò quello mi dirà.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 82 / 116 题