5 _Lettera di Niccolò Valori al Machiavelli. 21 ottobre 1502._[886]

_Carissimo tamquam frater._ Noi habiamo dato per conto vostro a Biagio

ducati 40, che meglio non s'è possuto fare per dua cagione: l'una

per la scarsità et miseria in che ci troviamo; l'altra mi riserberò

nella penna. Se io ho manchato di satisfarvi con i detti, _Deus

testis_, ho sopperito et in publicho et in privato di fare cognioscere

le opere vostre; _quæ, nihilominus per se luceant_, non è fuora di

proposito scoprille, et in verità et con i Signori nuovi et Dieci ne ho

satisfatto ad me medesimo. Et veramente queste due ultime lettere ci

havete mandate v'è suto tanto nervo, et vi si mostra sì buono iudicio

vostro, che le non potrebbano essere sute più aprovate; et in spetie ne

parlai a lungho con Piero Soderini, che non iudicha si possa a nessuno

modo rimuovervi di costì. Et io non manchai fargli intendere quello

bisognava fare, et vedrete lo troverrete favorevolissimo alle domande

vostre. Confortovi a pacientia, et fare come solete, che doverranno

essere più cogniosciute le opere non sono sute qui. Et se io posso

nulla per voi, poi non ho fratelli, fo pensiero non vi havere et non mi

habbiate in altro luogho che di fratello. Et questa vi vaglia in luogho

di contratto. Cristo vi guardi.

Non entro in nuove, perchè _etiam_ non ne voglio da voi.

A dì 21 d'ottobre 1502.

_Vostro _N. V._ in Palagio._

_Prestantissimo Niccolò Machiauelli,_

_Segretario degnissimo._

_In Imola._

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 75 / 116 题