3 _Lettera di Biagio Buonaccorsi al Machiavelli. 18 ottobre 1502_.[872]

_Niccolò mio_....[873] io non sono adirato, nè anchora fo iuditio dello

animo vostro verso di me da queste favole,[874] perchè in facto non mi

è se non briga, et io pure ho delle occupationi poi non ci sete, ma sì

bene da infinite altre cose, che mi costringnerebbono, ricordandomene,

ad non vi portare quella affectione che io fo, di che io non voglio mi

sappiate grado, perchè, volendo non amarvi et non esser tutto vostro,

non lo potrei fare, forzato, dico, sì dalla natura che mi constrigne

ad farlo, benchè in facto sia da tenerne poco conto, non vi potendo

io nuocere, et manco giovare. Et se io vedessi o havessi visto che

voi fussi il medesimo che siete meco con tutti li altri amici vostri,

non ne harei facto tale impressione in me medesimo; ma io veggo che

io mi ho ad dolere della mi' cattiva fortuna et non buona electione,

et non di voi, poichè io non truovo riscontro alcuno in quelli che io

amo tanto quanto me medesimo, et che io ho scelti per mia patroni et

signori; di che voi potete esser optimo iudice, prima da voi, dipoi da

qualcun altro che vi è così noto come a me. Ma di questo non si parli

più, che io non voglio se non quel che voi, et basti.

Le vostre lettere questa mattina ho mandate tutte ad posta et

fidatamente. Expecto il velluto da Lorenzo, et da mona Marietta il

farsetto, et subito havuto, vi manderò omni cosa; et se altro vi

accade, scrivete.

Scrivendo, Lorenzo mi ha mandato il velluto, et così per il presente

latore, che sarà Baccino, ve lo mando, et con epso il farsetto, che

pure siate uno gaglioffo, poichè, ad posta di uno braccio di domasco,

voi volete portare una cosa tutta uncta et stracciata: andate ad

recere, che voi ci farete un bello honore.

Mona Marietta mi ha mandato per il suo fratello ad domandare quando

tornerete, et dice che la non vuole scrivere, et fa mille pazìe, et

duolsi che voi li promectessi di stare 8 dì et non più; sichè tornate

in nome del Diavolo, che la matrice non si risentissi, chè saremo

impacciati insieme con frate Lanciolino.

Io vi harei da dire circa «la electione[875] di Bernardo dei Ricci per

in Francia molte cose più bella l'una che l'altra, et così molte favole

del nostro ser Antonio da Colle,[876] che secretamente andò ad Siena

con certi sua ghiribizzi che non è stato niente;» ma penso lo farò

meglio ad bocca, et più sicuramente. «Il Riccio» anchora non è ito, et

non so se si andrà, benchè habbi «havuto la commissione et ogni cosa,

da danari in fuora;» et perchè dubitava «chi lo mandava, che la letera

credentiale non si vincessi, per ire sicuramente lo indirizzava a lo

Oratore, et voleva che lui lo presentassi al Re, et dipoi exequissi la

commissione;» et in effecto «non portava nulla, ma era facto per farli

sgallinare» un cento ducati, poichè «cotesta proda era presa, et simile

quela di Milano. Non è ancora ito et non so se andrà,» perchè «li

parenti de lo Imbasciatore si sono risentiti, parendo non passi sanza

suo carico; et il vostro Lionardo non li vuole dare danari, se non si

stantiano, il che non si vincerebbon mai, sendo» maxime «scoperta la

cosa.»

Io vo omni dì 4 o 6 volte al nuovo Gonfaloniere, et è tutto nostro, et

Monsignor suo fratello mi domandò hoggi, sendo seco, di voi, et mostra

amarvi _unice_, et io anche feci seco lo officio dell'amico circa casi

vostri: così li facessi voi di me, chè non desidererei più da voi.

Se non vi incresce, scrivete uno verso al Guidotto in mio favore, che

poichè io ho lo stantiamento, mi cavi del generale.[877] Fatelo se vi

pare, o se vi viene bene....

Florentie, die 18 octobris M D I J.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 71 / 116 题