_Niccolò mio_....[873] io non sono adirato, nè anchora fo iuditio dello
animo vostro verso di me da queste favole,[874] perchè in facto non mi
è se non briga, et io pure ho delle occupationi poi non ci sete, ma sì
bene da infinite altre cose, che mi costringnerebbono, ricordandomene,
ad non vi portare quella affectione che io fo, di che io non voglio mi
sappiate grado, perchè, volendo non amarvi et non esser tutto vostro,
non lo potrei fare, forzato, dico, sì dalla natura che mi constrigne
ad farlo, benchè in facto sia da tenerne poco conto, non vi potendo
io nuocere, et manco giovare. Et se io vedessi o havessi visto che
voi fussi il medesimo che siete meco con tutti li altri amici vostri,
non ne harei facto tale impressione in me medesimo; ma io veggo che
io mi ho ad dolere della mi' cattiva fortuna et non buona electione,
et non di voi, poichè io non truovo riscontro alcuno in quelli che io
amo tanto quanto me medesimo, et che io ho scelti per mia patroni et
signori; di che voi potete esser optimo iudice, prima da voi, dipoi da
qualcun altro che vi è così noto come a me. Ma di questo non si parli
più, che io non voglio se non quel che voi, et basti.
Le vostre lettere questa mattina ho mandate tutte ad posta et
fidatamente. Expecto il velluto da Lorenzo, et da mona Marietta il
farsetto, et subito havuto, vi manderò omni cosa; et se altro vi
accade, scrivete.
Scrivendo, Lorenzo mi ha mandato il velluto, et così per il presente
latore, che sarà Baccino, ve lo mando, et con epso il farsetto, che
pure siate uno gaglioffo, poichè, ad posta di uno braccio di domasco,
voi volete portare una cosa tutta uncta et stracciata: andate ad
recere, che voi ci farete un bello honore.
Mona Marietta mi ha mandato per il suo fratello ad domandare quando
tornerete, et dice che la non vuole scrivere, et fa mille pazìe, et
duolsi che voi li promectessi di stare 8 dì et non più; sichè tornate
in nome del Diavolo, che la matrice non si risentissi, chè saremo
impacciati insieme con frate Lanciolino.
Io vi harei da dire circa «la electione[875] di Bernardo dei Ricci per
in Francia molte cose più bella l'una che l'altra, et così molte favole
del nostro ser Antonio da Colle,[876] che secretamente andò ad Siena
con certi sua ghiribizzi che non è stato niente;» ma penso lo farò
meglio ad bocca, et più sicuramente. «Il Riccio» anchora non è ito, et
non so se si andrà, benchè habbi «havuto la commissione et ogni cosa,
da danari in fuora;» et perchè dubitava «chi lo mandava, che la letera
credentiale non si vincessi, per ire sicuramente lo indirizzava a lo
Oratore, et voleva che lui lo presentassi al Re, et dipoi exequissi la
commissione;» et in effecto «non portava nulla, ma era facto per farli
sgallinare» un cento ducati, poichè «cotesta proda era presa, et simile
quela di Milano. Non è ancora ito et non so se andrà,» perchè «li
parenti de lo Imbasciatore si sono risentiti, parendo non passi sanza
suo carico; et il vostro Lionardo non li vuole dare danari, se non si
stantiano, il che non si vincerebbon mai, sendo» maxime «scoperta la
cosa.»
Io vo omni dì 4 o 6 volte al nuovo Gonfaloniere, et è tutto nostro, et
Monsignor suo fratello mi domandò hoggi, sendo seco, di voi, et mostra
amarvi _unice_, et io anche feci seco lo officio dell'amico circa casi
vostri: così li facessi voi di me, chè non desidererei più da voi.
Se non vi incresce, scrivete uno verso al Guidotto in mio favore, che
poichè io ho lo stantiamento, mi cavi del generale.[877] Fatelo se vi
pare, o se vi viene bene....
Florentie, die 18 octobris M D I J.