DOCUMENTO III.[788]

(Pag. 299)

_Traduzione assai libera, fatta dal Machiavelli, d'un brano

dell'_Historia persecutionis vandalicae_ di Vittore Vitense._

_Libro delle persecutione d'Africa per Henrico re dei Vandali, l'anno

di Cristo 500, et composto per San Victore vescovo d'Utica._ — Già sono

sexanta anni da questo tempo, che quello crudele popolo de' Vandali

entrò ne' confini d'Affrica, passando per lo stretto del mare, quale

è intra l'Africa et la Spagna. Venendo adunque questa generatione

di huomini, che erano fra piccoli et grandi, giovani et vecchi, più

che octocento mila, secondo che loro medesimi affermavano, acciò che

li huomini sbigottiti da tale numero pensassino meno a difendersi;

et trovando l'Affrica pacifica et quieta, piena di richeze et d'ogni

bene abbundante, non mancorno di alcuna ragione d'iniuria, così contro

alli huomini come contro al paese, perchè questo arsono et ruinorno

dovunche passavano, et li huomini rubavano, ammazavano, pigliavano ad

prigioni, et li facevono morire in carcere, con ogni ragione suplitio.

Nè perdonò la loro crudeltà alli arbori et ad le piante, et, che è

peggio, non lasciorno indreto le chiese, nè le sepulture de' sancti,

che tucte le arsono et disfeciono. Nè valeva ad li huomini nascondere

loro et loro cose per le valli o selve o caverne, perchè in ogni loco

erano ritrovati, et dipoi rubati et morti, et con maggiori odii et

maggiori persecutioni guastavano e' templi di Dio che le case de'

privati, et trovandole serrate, con le scure le assaltavono, come si

fa le querce ne' boschi, acciò che si potesse dire quel verso della

Scriptura: _Quasi in silva lignorum, securibus conscinderunt ianuas

eius; in securi et ascia deiecerunt eam, incenderunt igni sanctuarium

tuum._[789]

Quanti preclari[790] vescovi et prelati et nobili sacerdoti furono

morti con diversa ragione di suplicio, acciò che palesassino[791]

s'egli havevono o oro o ariento apresso di loro. Et non bastava che

dessino loro quello ch'egli havevono, perchè semple (_sic_) estimando

che ne potessino dare più, quanta maggior somma ne davono, tanto più li

tormentavano, mettendo ad alcuno del fango puzolente giù per la gola,

ad alcuni facevono bere acqua di mare, ad alcuni aceto, ad alcuno altro

sterco o feccia di vino, o qualunque altra cosa liquida et puzolente,

et di quelle li riempievono come otri, senza havere di loro alcuna

misericordia: nè perdonavano anchora alle donne o alle fanciulle.

Quivi non era consideratione di nobiltà nè di doctrina, non reverentia

di sacerdotio; ma queste cose facevano li animi loro più efferati;

et dove era più nobiltà et più grado, quivi si vedeva il loro furore

più esercitarsi. Quanti sacerdoti egregii, quanti huomini inllustri

(_sic_) si vedevono con pesi adosso, ad uso di cammegli et d'asini, e'

quali erano da loro con certi pungenti, come e' buoi, punzechiati, ad

ciò ch'eglino accelerassino el passo, de' quali molti socto la graveza

di detti pesi morivano. Non gli moveva ad misericordia la vechiaia,

non la pueritia; et infiniti fanciulli erano da' pecti delle madri

divelti o[792] mandati in captività, o presi per li piedi et bactuti

in el conspecto delle madri in terra, o veramente presi per le gambe,

et divisi infino al capo in due parti. Et potevasi in ogni loco dire

questo verso: _Dixit inimicus incendere se fines meos, interficere

infantes meos, et parvulos meos se elisurum ad terram_.[793]

Quelli edifitii che per lo splendore et grandeza loro non potevono

essere offesi dal fuoco, li distruggevono con la ruina, in modo che

l'antiqua belleza di molte città non apparisce niente come la era

già; et molte terre o da nessuno o da pochi sono habitate, et in

Cartagine si vede come e' teatri, le chiese, la via che si chiamava

celeste, et molti altri belli edifitii essere ruinati. Oltra di questo,

molte chiese che non destruxono, come la basilica dove sono e' corpi

di Sancta Perpetua et di Sancta Felicita, li accomodorno ad templi

della loro religione; et dove e' trovavano qualche ròcca o sito forte

che loro non potessino expugnare, e' vi ammazavono intorno di molti

huomini,[794] et conducevonvi di molti huomini morti, acciò che quelli

di drento fussin constrecti per il puzo o morire o arrendersi.

Quanti sancti sacerdoti fussino da costoro cruciati et morti non

si potrebbe explicare, infra e' quali el venerabile Pampinia[795]

(_sic_), vescovo della nostra città, con lame di ferro ardenti fu

tucto dibruciato, et similmente Mansueto fu arso in su la porta decta

Fornitana. Et in quel medesimo tempo la città di Ippona era assediata,

della quale era vescovo sancto Agostino, huomo degno di ogni laude,

perchè el fiume della sua eloquentia correva per tucti e' campi della

Chiesa; ma in quel tempo adverso si veniva ad sechare, et la dolceza

del suo parlare era convertita in amaro absentio, et verificavasi quel

detto di Davit: _Dum consisteret peccator adversum me, obmutui_.[796]

Infino a quel tempo lui haveva scripto dugento trentadue libri,

oltre alle innumerabili Epistole ch'egli haveva facte, insieme con la

expositione di tucto el Saltero et de' Vangelii,[797] le quali sono

decte ordinariamente Omelìe; el numero delle quali non si potrebbe

appena comprendere.

Che bisogna dire tante cose? Dopo molte crudeli impietà, Gisserico

expugnò et obtenue la bella et grande città di Cartagine, et quella

antiqua, ingenua et nobile libertà riduxe in servitù, perchè fece servi

tucti e' Senatori d'essa, et propose uno decreto, che ciascuno dovessi

portagli tucto l'oro, pietre pretiose et vestimenti richi ch'egli

havessi: et così in breve tempo li huomini si privorno delle robe che

'l padre et l'avolo havieno loro lasciate; perchè e' divise infra sua

soldati tucte le provincie, riservandosi ad sè le principali, anchora

che Valentiniano imperadore ne difendessi alcuna, le quali poi furno

medesimamente occupate da Gisserico dopo la sua morte. Nel quale tempo

egli occupò tucta l'Affrica insieme con l'isole che sono tra quella

et l'Italia, come la Sicilia, la Sardigna, Maiorca et Minorica, le

quali occupò et difese con la sua consueta superbia; nondimanco poi la

Sicilia a Clodoacro re d'Italia, con reservo di certo tributo.[798]

Facta che Gisserico hebbe questa distributione, comandò ad tucti e'

Vandali, che cacciassino tucti e' vescovi e tucti e' nobili de' luoghi

et terre loro, il che fu facto in dimolti lati: et noi conoscemo et

vedemo essere servi de' Vandali molti nobili vescovi et honorati et

clarissimi huomini.

In quel medesimo tempo el vescovo della detta cictà di Cartagine,

chiamato _Quodvultdeus_, insieme con una gran turba di cherici furono

spogliati et posti sopra certi navilii, et cacciati d'Affrica, e' quali

per miseratione di Dio si conduxono ad Napoli in Italia, e' quali,

cacciati di facto, la chiesa loro nominata Restituta, nella quale

sempre facevono residenza e' vescovi, la consacrò alla sua religione.

Et tucte l'altre chiese, così drento alla città come fuori, spogliò,

et in particulare due grandi et belle chiese, di San Cipriano martire,

l'una, dove lui sparse el sangue, l'altra dove fu sepolto, el quale

luogo si chiama Mappalia. Chi potrebbe sanza lacrime ricordarsi, come

questo crudele tiranno comandava, ch'e' corpi de' nostri sancti, sanza

solennità di salmi o altre cerimonie ecclesiastiche, fussino sepelliti?

Et mentre che queste cose si facevano, quelli sacerdoti delle decte

provincie che lui haveva divise, e' quali ancora non erano iti in

exilio, deliberorno d'andare ad trovare il Re, et suplicare che dovessi

havere compassione di loro. Et così, sendo tucti convenuti, andorno ad

Re, che era questo al lito Maxilitano, suplicandolo che per consolare

el popolo di Dio, e' dovessi essere loro dato solamente facilità di

potere habitare in Affrica, et mendicare la vita loro. A' quali dixe el

Re: — Io ho deliberato del nome et generatione vostra non ne lasciare

alcuno, et voi havete ardire di domandarmi gratia? — Et voleva farli in

quel medesimo punto gittarli tucti in mare, se non fussi suto da' suoi

baroni lungamente pregato, che non volessi fare questo male. Fattisi

loro maninconosi et afflicti, cominciorno, come potevano et dove

potevano, administrare e' divini misterii.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 50 / 116 题