[377] ROSELL, cit., p. 138.
MARCANTONIO COLONNA, _Relazione_ cit.
Item, Lettera al Cardinal di Como, dal Cerigo 5 agosto 1572. Ap.
THEINER cit., p 476, col. 2 in princip.: «_Avendo inteso Luccialì che
io venivo con 140 galere, et che il Signor don Giovanni era in rotta
co’ Veneziani (dico così per dire appunto ciò che il cristiano fuggito
dalle mani dei Turchi ne dice) veniva a combatterci, ma che vedendoci
accompagnati dalle navi se ne era tornato indietro. Se Dio ci mandasse
Sua Altezza, tutta l’armata turca sarebbe presa; e per conseguenza
quasi tutta la Morea, perchè i Cristiani stanno in arme, et aspettano
il fine di questo negozio. Questo cane di Luccialì veniva a tagliar
molte teste nella Morea et bruciar tutte le isole dei Veneziani et
giungere a Lepanto. Ringrazio Dio che finora il nostro venire avanti
non è stato in darno: dica chi vuole_.»
[378] VINCENZO CORONELLI, _Atlante veneto in gran folio_, Venezia, 1691.
GIAN GIACOPO DE’ ROSSI, _Mercurio geografico_, in-fol., Roma, 1689.
TOMMASO PORCACCHI, _Le Isole_, in-fol., Ven., 1604.
L. S. BAUDIN, _Manuel du Pilote_, in-8. Tolone, 1838, t. II, p. 141 e
439.
[379] MARCANTONIO COLONNA, Lettera al Cardinal di Como, dal Cerigo 5
agosto 1572. Ap. THEINER cit., p. 476, col. 1.
[380] VIRGILIO, _Æned_., lib V, ver. 193:
«_Jonioque mari, Maleæque sequacibus undis_.»
[381] MARCANTONIO COLONNA, _Relazione_ citata in med. Sono sue proprie
parole.
Item, _Narrattiva dei fatti del sette e del dieci agosto_.
ARCH. SECRET. VAT., _Armata et diversi d’Italia_, nel 1572, p. 290.
[382] MARCANT. COLONNA, _Relaz_. cit.
GRAZIANO cit., p. 264 e 265.
SERENO cit., p. 285.
CARACCIOLO cit., p. 73.
PARUTA cit., p.
THEINER cit., Lettere di M. A., di Pompeo Colonna, e di Domenico
Grimaldi, p. 476, 478.
ARCH. COL., t. II, p. 390, 417.
[383] GRAZIANO cit., p. 266: «_Idque præfectis triremium earum impune
fuit, Columna Gildoque animadvertere non ausis, quia in eis nobiles
aliquot Hispani fuerant_.»
[384] CARACCIOLO cit., p. 71.
[385] GRAZIANO cit., p. 267: «_Sed illa magis Venetos movebat cura, ne
Austrio Hispanisque qui cum eo erant cupientibus, locus tergiversandi
frustrandique rursus eius anni spes præberetur_.»
[386] IL COMMISSARIO GRIMALDI, Lettera al Card. di Como, dal Cerigo 12
agosto 1572 Ap. THEINER cit., p. 478.
«_Il Signor Marcantonio a mio giuditio si è dimostrato in questi dua
giorni tanto valoroso et prudente, che se bene io lo riputava tale, mi
è stato molto caro veder questa confirmacione per maggior soa gloria_.»
[387] SERENO cit., p. 290.
CARACCIOLO cit., p. 75.
LONGO cit., p. 37.
PARUTA cit., p. 324.
GRAZIANO cit., p. 269.
[388] SERENO cit., p. 291 in princ.
CARACCIOLO cit., p. 75 in fine.
[389] MARCANTONIO COLONNA al Cardinal di Como, da Corfù 1 settembre
1572.
THEINER cit., p. 481, col. 2, lin. 5: «_Sappia Vostra Signoria
Illustrissima che in corte di Spagna, sebbene Sua Altezza pigliò l’anno
passato l’armata nemica, lo cacciorno_.»
SERENO cit., p. 253.
Vedi a pag. 175, 177, 318, 323.
[390] PARUTA cit., p. 282.
[391] TUANO cit., p. 201.
[392] MARCANTONIO COLONNA al Card. di Como, da Corfù, 1 settembre
1572, Ap. THEINER, p. 481: «_Questo signor don Giovanni lo tengono
tanto soggetto ed ha tanto consiglio che è cosa dannosissima in una
guerra che le determinazioni vanno ad ore; che certo sono venti li
suoi consiglieri: et poi bisogna far quello consiglio della Lega. Che
io prometto a Vostra Signoria illustrissima che da che si comincia a
consultare può un’armata nemica, prima che noi abbiamo risoluto, far
ducento miglia.... Domattina don Giovanni farà la sua Sinodo_....»
LAFUENTE cit., t. XIII, p. 532: «_El consejo desaprobaba la idea de don
Juan, y el disgustado y cansado de ver el poco acuerdo.... atado ademas
por el Rey su hermano, y sujeto al voto de los otros capitanes, i no
pudiendo obrar por su cuenta, determinò dar la vuelta a Italia_.»
CABRERA cit., p. 708: «_Los Venecianos despacharon a España a Antonio
Tiepolo a saber si el Rey tenia gusto e proseguir la confederacion;
porque les parecia aspero estorbar los efectos, i no los gastos_.»
[393] GRAZIANO cit., p. 243: «_Inter Venetos Hispanosque cum palam
amicitia esset secreto acrioribus quam cum hoste odiis certabatur_.» Si
vedano le note precedenti.
[394] TUANO cit., p. 201: «_Hispanorum id consilium esse ut Venetos
insanis et inutilibus sumptibus absumant eorumque ditionem bello
attritam inde Turcis exponant, hinc propriæ ambitioni_.»
GRATIANUS cit., p. 245: «_Hispani veteri consilio atteri et debilitari
rem venetam præoptabant, satis habentes Turcas sustineri_.»
[395] PARUTA cit., p. 282: «_La cagione è cosa occultissima, tenendo
gli Spagnoli i pensieri et i disegni suoi celati.... coll’animo alieno
dal fare unire l’armate et imprender le imprese di Levante affirmavano
continuamente il contrario.... et non iscoprendo l’intrinseco de suoi
pensieri, ma quando l’una quando l’altra causa di dilazione ritrovando
portavano il tempo innanzi senza far nulla_.»
I fatti però parlano più verità che le parole: e di quelli se n’è già
veduti e se ne vedrà meglio tra poco.
[396] GRATIANUS cit., p. 258: «_Austrius expeditionem in Africam
paraverat sperans quod Pontifex et Veneti haud invisi paterentur....
Verum accepto decreto ut bellum in Turcas atque in Grecia fieret
Panormo Messanam cum tota classe transiit_.»
LORENZO VANDER HAMEN, _Vida de don Juan de Austria_, in-4. Madrid,
1627, p. 153.
[397] GRAZIANO cit., p. 259: «_Quod ille secreto Columnæ aperuerat, ac
petierat ab eo ut quod regis interesset Veneto verba daret_.»
SERENO, p. 270: «_L’ordine contrario del Re lo ritardava. Non restava
però egli_ (don Giovanni) _di mostrar d’affrettarsi per mantenere in
fede i Veneziani_.»
It., p. 272.
[398] CARACCIOLO cit., p. 62. «_Tutto il mondo mormorava del tardare
a Messina, dove consumati in queste pratiche intorno a venti giorni ai
ventisette giugno venne ordine del re che don Giovanni non si dovesse
muovere_.»
[399] GRATIANUS cit., p. 261: «_Nec omnem classem esse mittendam ne
victoriam darent; nec nullam, ne necessitatem deponendi belli Venetis
facerent_.»
[400] V. sopra al capo VII, la lettera di don Giovanni, le
considerazioni dei Veneziani, e la risposta di Marcantonio.
[401] MARCANTONIO COLONNA, _Relazione_ cit. in fine.
[402] CARACCIOLO, p. 80.
[403] SERENO, p. 287 in fine, 286, 288 e 295.
GRAZIANO cit., p. 274.
CARACCIOLO cit., p. 79.
[404] GRAZIANO cit., p. 269: «_Columna animo versabat Parem profecto
secundæ adversæque rei suam invidiam fore_.»
[405] ANTONIO DE HERRERA, _Historia general._ Valladolid, in-fol.,
1605, p. 64: «_Los Venecianos viendose muy cargados en tres años,
sin sacar fruto; y puestos en mayor peligro, que primero, dizian que
habiendo de ser las armadas per abril en Corfù, no fueron antes de
agosto: y que pudiendo don Juan yr a buscar al armada, quiso que se
bolviese por el a Corfù._»
[406] GRAZIANO cit., p. 272.
SERENO cit., p. 287.
[407] SERENO cit., p. 288.
CARACCIOLO, p. 70 e 71.
[408] SERENO cit., p. 293.
[409] CARACCIOLO cit., p. 77.
SERENO cit., p. 293.
[410] GRAZIANO, 273: «_Indignabantur Cytheris Zacynthum, inde
Cephaleniam, nunc Corcyram quoque evocari.... nec Columna dolorem
continebat in cuius contumeliam fieri id ab Austrio ferebatur_.»
[411] La lettera cavata dai codici Vaticani. ARCH. SECRET., Cod. 3439,
p. 353 con la firma autografa di don Giovanni, data di Corfù 26 agosto
1572: «_Sepan que conviene al beneficio comun de los collegados que
se vengan luego sin ninguna dilacion, y con la mayor brevedad a este
Puerto, donde los aguardo_.» Corfù! Beneficio comune!
[412] GRAZIANO, 274: «...._Cum Veneti stomachantes tam superbum
adolescentis imperium execrarentur_.»
[413] MARCANTONIO COLONNA al Cardinal di Como, dal Zante, 19 agosto
1572. Spedita per un servidore in posta, perchè lo spaccio andasse
sicuro senza essere intercetto.
THEINER cit., p. 479: «_Io fo molto mal giuditio di questo negotio, nel
quale a me è giovato tanto poco il servir così bene appresso i ministri
di Sua Maestà, che solo l’infinita affetione che porto al servitio
di nostro Signore.... mi fa passar questa croce.... Che potevo io far
più per gratia di Dio di quel che ho fatto?... Il giusto risentimento
mi trasporta.... Però bisogna aver patientia, e quietarsi della sua
coscientia, la quale tengo io tanto quieta quanto dir si possa_.»
Altra lettera del 1º settembre, ib.: «_Sicchè c’è troppo che fare a
conservare questo negotio et alle volte vorrei esser non solo qui, ma
in Venezia, in Spagna et per tutto; ch’è miserabil cosa veder perire
una congiuntione fatta, la quale non vi essendo, non si potria nè
dovria desiderar et procurare altro, a beneficio della Cristianità_.»
[414] FRANCESCO LONGO, _Successo della guerra fatta con Selim_. ARCH.
STOR. ITAL., Ap., t. IV, p. 40 e 41.
CARACCIOLO, p. 78.
[415] CARACCIOLO, 78.