PRESCOTT, III, 299.

[331] GRAZIANO, p. 258 e 285.

SERENO, p. 270.

PARUTA, p. 289.

[332] ARCH. SECRET. VAT., _Armata e diversi d’Italia_, Cod. nº 3439,

p. 8, Lettera di M. A. Colonna al Cardinal di Como, da Napoli 26 maggio

1572.

ARCH. COL., t. I, p. 210 a 219.

[333] GRATIANUS, p. 274: «_Austrius alienatum a Columna animum non

dissimulavit_.»

Id., p. 269: «_Constat Columnam apud regem invidia, criminantibus

hispanis, deflagrasse_.»

[334] ARCH. SECRET. VATIC., _Armata e diversi d’Italia_, Cod. 3439,

p. 17, Lettera di M. A. Colonna al Card. di Como, da Napoli 28 maggio

1572: «_Sebbene si mostra da alcun dei Ministri regii stimar la

conservazione della Lega conforme alla volontà di S. Maestà, con gli

effetti poi mostrano il contrario.... Volesse Iddio che chi mette

il signor Don Giovanni in questo negozio avesse buon animo nella

conservazione della Lega, dalla quale al fine dipende la grandezza di

detto signore in particolare_.» E p. 30: «_Ho ben dispiacere che questo

signore non venga aiutato dai Ministri di Sua Maestà con altro che con

parole_.»

ARCH. COL., t. I, p. 212.

[335] ARCH. COL., t. I, p. 231. ROSELL qui appresso.

[336] ARCH. SECRET. VATIC. ut supra, p. 63 e 90, Lettere di Messina

del 16 e 17 giugno: «_Della volontà buona del signor don Giovanni io

ne sono certo ma della sua jurisdizione io non posso aver l’istessa

sicurtà.... Dio ispiri Nostro Signore al rimedio, che qui dubito non ci

è giurisdizione: sebbene credo sia bene mandare un corriero e scrivere

gagliardamente in Spagna. Il tempo è quello che mi smarrisce. Con i

ministri piaccia a Dio che giovi, et poco ajuto mi pare che questo

signore don Giovanni riceva da loro nella impresa; oltre che si crede

che questi ministri siano di parere interessato che queste forze vadino

ad altra impresa che a questa dove sono destinate e pronte. Et Dio

voglia ancora che detti loro pareri non vadino in corte_.» Figuratevi

più bella maniera per dire che venivano di là.

ROSELL, cit., p. 133, nota 13: «_La inaccion de don Juan era efecto

de los ordenes de la Corte_:» E l’istesso ROSELL a p. 154: «_Don Juan

enmudecia, en secreto se lamentaba de su situacion; no era dueño ni aun

del titulo que se le daba; su voluntad su mismo ser dependian del Rey,

a quien amaba como hijo y obedecia como vassallo._»

[337] ARCH. COL. cit., t. I, p. 233: «_D. Giovanni ci domandava in

gratia che per cinque o sei giorni non gli parlassimo della partita_.»

GRAZIANO, p 258: «_Ille nunc studium ingens eundi præseferre, nunc res

nondum paratas ad profectionem causari._»

Vedi sopra p. 299, nota 8, e p. 172.

[338] PARUTA cit., p. 282: «_Ma quale si fosse la più vera cagione è

cosa occultissima, tenendo gli Spagnoli i pensieri e disegni suoi in

modo celati che senza dimostrare che per timore dei Francesi o per

qual sia altro rispetto avessero l’animo alieno dal far unir l’armata

et imprendere le imprese di Levante affermavano continuamente il

contrario, temendo in continua speranza di passar presto a Corfù.... In

tal modo li Spagnoli non scoprendo l’intrinseco de’ suoi pensieri, ma

quando l’una quando l’altra causa di dilazione ritrovando, portavano il

tempo innanzi senta far nulla_.»

Però don Giovanni che ben sapeva come e perchè tutto questo venisse;

non per altro che per disegni e fini particolari della corte di

Spagna, ne scriveva ai 24 d’agosto di quest’anno ne’ termini seguenti

al duca di Sessa, gran confidente del re: «_Yo gracias a Dios tengo

salud: aunque mayor desgusto del que sabria encarecer en esta de haber

visto perder tan grande occasion como hemos perdido este año presente

de romper l’armada del Turco segunda vez, por designios y fines

particulares_.» ROSELL cit., p. 236.

[339] MATTHÆI, cap VIII, vº 10: «_Igitur ex fructibus eorum cognoscetis

eos_.»

[340] ARCH. COL., t. I, p. 234: «_Il signor don Giovanni, ci aveva

chiesto in grazia che per sei giorni non li dessimo molestia per conto

della partita_.»

[341] ARCH. COL., t. II, p. 118: «_Si è scritto oggi in cifra al

signor don Giovanni che si è inteso per lettera del Balio di Venezia

de’ quindici di giugno, che già il Turco aveva saputo che Sua Altezza

non veniva in Levante quest’anno coll’armata di Sua Maestà, et che

di questo pigliava occasione l’ambasciador di Francia per tornare a

trattare il negozio della pace_.»

[342] ARCH. SECRET. VATIC., _Armata_, Cod. 3439. Lettera di M. A. al

Card. di Como, da Messina 24 giugno 1572.

[343] DON GIOVANNI D’AUSTRIA, Lettera al duca di Terranova. Messina,

5 luglio 1572, ap. ROSSELL., 250: «_El Papa da voces y scrive breves

de fuego: Venecianos exclaman y dicen lastimas verdaderas, que

enternecerian las piedras._»

ARCH. COL., t. I, p. 226 a 241. Quivi è tutto il filo di questa matassa.

GRAZIANO cit., p. 259 e 260: «_Hispani literas Regis ad ipsum scriptas

Gregorium XIII proferunt.... His lectis concidere omnibus animi,

fremere homines in regem hispanosque._»

[344] GRAZIANO, p. 361: «_Gregorius XIII inique ferebat sui

pontificatus initio aperte falli fœderis leges._»

PRESCOTT, III, p. 310: «_Philip was not inclined to furnish the costly

armament to which he was pledged as his contingent._»

[345] GRAZIANO, p. 241, 261: «_Philippus diligentiam pollicitus,

rem omisit.... Erat in summa invidia apud omnes non Italiæ modo

sed reliquarum quoque gentium populos Philippi Hispanorumque nomen,

quod nullo fidei pudore contra fœderum pacta non tam Venetos quam

publicam christianæ reipublicæ causam, tempore tam indigno, deseruisse

viderentur._»

PARUTA, p. 294: «_Dicevano avere il re di Spagna in questa Lega avuto

innanzi i suoi propri interessi._»

[346] GRAZIANO, 260: «_Veneti cuncta querelis miscebant non juvare sed

prodere hostibus rem christianam esse clamitantes. Confictos Gallicos

metus; ut, dato Turcis spatio, victoriæ navalis fructum Veneti nullum

perciperent_.»

THUANO cit., lib. LIV, nº 2t, p. 201: «_Hispanorum id consilium esse

ut Venetos insanis et inutilibus sumptibus absumant; eorumque ditionem

bello attritam inde Turcis exponant hinc propriæ ambitioni_.»

LONGO cit., p. 36: «_Pareva agli Spagnoli che s’avesse fatto troppo

male al Turco con la rotta della sua armata, e troppo servigio alla

republica_.»

LEOPOLD RANKE, _Ottoman ad Spanish empire_, London in-4. 1843, p. 45:

«_Don John of Austria was forced to admit the conviction that there

was no hope of a well concerted erterprise on the part of Spain alone

against the Turcks, nor yet of a League. It has always been a prominent

tendency of European policy to preserve the Turks_.»

[347] GRAZIANO, 260: «_Idem testabantur Galli qui Romæ erant, Legatus

regis et cardinalis Lotharingius; hinc calumniam hispanorum acerrimis

confutare dictis, hinc eos egregios artifices occulendæ in aliena culpa

fraudis qua Venetos circumvenire studerent_.»

[348] MARCANTONIO COLONNA al Cardinal di Como, di Messina 20 giugno

1572, ap. THEINER, t. I, p. 466.

[349] PARUTA, p. 282: «_Nè mancavano di quelli che dicessero essere dai

grandi di Spagna invidiata la gloria di don Giovanni, e però aver posto

questi davanti al re la troppa grandezza di lui come cosa di travaglio

e pericolo_.»

LAFUENTE cit., t. XIII, p. 529: «_Que era que movia a Phelipe II a

obrar d’esta manera?... Eran solo las difficultades de Francia?....

O eran tambien timores de su hermano?... Para nosotros es cierto

que Philipe no queria permitir que su hermano don Juan remontase mas

arriba.... Receloso del dictado de Alteza que daban a su hermano es

evidente que hacia lo posible porque no llegara a decorarse con el de

Majestad_.»

ROSELL cit., p. 134 e 135.

[350] GRAZIANO, 260: «_Fuere qui non metum a Gallis, sed tentationem

eam patientiæ Pontificis fuisse crederent: ausuro majora Philippo si

his non succensuisset_.»

PARUTA cit., p. 283: «_Fu questa elettione di Gregorio XIII molto

favorita dagli Spagnuoli e dal card. Granuela, perchè stimavanlo uomo

di così moderati pensieri da riuscir principe quale tornava comodo al

Re cattolico_.»

[351] M. A. COLONNA al Card. di Como, da Messina 20 giugno 1572, ap.

THEINER, t. I, p. 466, col. 1, lin. 36, col. 2, lin. 6.

[352] M. A. COLONNA al Cardinal di Como, Messina 6 luglio 1572, ap.

THEINER, t. I, p. 471.

[353] PAOLO ODESCALCHI al Cardinal di Como, da Messina 24 giugno 1572,

ap. THEINER, t. I, p. 467.

ROSSELL., Lettera di don Giovanni ai vicerè di Napoli e di Sicilia, p.

229 e 230.

[354] SERENO cit., p. 253.

[355] IL NUNZIO ODESCALCHI al Card. di Como, Messina, 28 giugno 1572,

ap. THEINER, 469.

Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto · 第 59 / 99 题