_Armata nemica._
Prima della battaglia.
---------+----------
GALERE. | GALEOTTE.
---------+----------
222 | 60
Dopo la battaglia.
Fuggite | 25 | 20 |
Arse o sommerse | 80 | 27 |
+-------+-------|
Totale perdute | 105 | 47 |
+-------+-------|
Totale prese | 117 | 13 | Da dividersi.
+-------+-------|
| GALERE.
| | GALEOTTE.
| | | CANNONI.
| | | | PETRIERI.
| | | | | SAGRI.
| | | | | | PRIGIONI.
+-----+----+-----+----+-----+----------
Al Papa, un sesto | 19 | 2 | 19 | 3 | 42 | 1200
Ai Veneziani, due | 38 | 4 | 38 | 6 | 84 | 2400
Al Re, tre | 57 | 6 | 57 | 9 | 126 | 3600
A don Giovanni | 3 | 1 | 2 | — | — | —
+-----+----+-----+----+-----+----------
| 117 | 13 | 116 | 18 | 252 | 7200
[254] CARACCIOLO cit., p. 48.
SERENO cit., p. 220.
[255] Vedi sopra, p. 87, e 184.
[256] SERENO cit., p. 223.
ROSELL, cit., p. 99.
[257] CARACCIOLO cit., p. 48.
ADRIANI cit., p. 892 E.
POMPEO LITTA, _Famiglie celebri d’Italia_, Casa Colonna, Pompeo, tav.
XIII.
[258] SERENO cit., p. 227. Vedi appresso a p. 302.
Vedi sopra la lettera di Vitale Casolo, e i bottini degli altri soldati
alla nota 133.
[259] ARCH. CAETANI cit., Lettera del signor Onorato al Magnifico
Gian Francesco Peranda, da Corfù 26 ottobre 1571. Il Caetano sin di là
scriveva a Roma per avere almeno un paio di quelle galere, e di cuore
si raccomandava al Peranda che le chiedesse per lui.
[260] SERENO cit., p. 208 e 211.
[261] AVVISI DI ROMA, codice Urbinate alla Vaticana nº 1043, data del
23 febbraio, 5 e 15 marzo 1572.
ARCH. COL. cit., t. III, p. 4, Lettera di Marcantonio al Doge di
Venezia, ove parla di due galere che Pio V aveva sue proprie per
l’armata del 1572.
CARACCIOLO cit., p. 60, lin. 6, ne fa pur menzione.
[262] PII PAPÆ V, _Præceptum de notificandis et non relaxandis
captivis: sub die 22 decembris 1571_. BIBL. CASANAT., _Collezione di
Bolle, Editti_ ec.
[263] AUGUSTINUS THEINER, _Ann. Eccl. continuat._, in-fol. Roma, 1856,
t. I, p. 462. Quivi è tra i documenti la nota dei nomi, età, patria e
segni di ciascun dei quaranta.
[264] ARCH. COL., _Armata navale_, carte sciolte, nº 120. Lettera
di San Francesco Borgia a M. A. Colonna, data da Lisbona 10 decembre
1571. Firma autografa e sigillo del santo. Grazie al signor Simeoni,
archivista di Colonna.
[265] CANCELLIERI dei possessi de’ Romani Pontefici. Roma, in-4. 1802,
p. 119, e molti altri cronisti ricordano la singolare e maravigliosa
invernata che fu quella del 1571 quando oltre all’essere l’aria
temperatissima, si videro con stupore di tutti fiorire gli alberi nel
decembre.
[266] Sull’arco della porta:
«_M. Antonio. Columnae. Pontificiae. Classis. Præfecto. De.
Apostolica. Sede. Sociorumque. Salute. Ac. Populi. Romani. Dignitate.
Optime. Merito. S. P. Q. R._»
[267] FRANCESCO ALBERTONIO, L’entrata che fece l’Eccellentissimo Signor
Marc’Antonio Colonna in Roma alli 4 di decembre 1571, dove minutamente
si narra il viaggio, il numero delle genti, l’ordine, e le livree, et
altre cose simili che v’intervennero. Con l’avviso della solennità che
fu poi fatta in Santa Maria d’Aracœli il giorno di Santa Lucia, in-4.
Viterbo, senza data, ma certamente di quel tempo. BIBL. CASANATENSE,
Miscell. in-4. vol. 776, nº 14.
Item, la stessa Relazione con alcune varianti, e la giunta di
SEBASTIANO TORELLO, pubblicata dal tanto notissimo FRANCESCO
CANCELLIERI. _Storia dei solenni possessi dei Romani Pontefici_, in-4.
Roma, 1802, p 112.
Dopo di ciò, il 1837 nell’ALBUM, giornale letterario e di belle arti.
Roma, in-fol. 1837, anno III, vol. III, 14 gennaio 1857, p. 357, è
stata riprodotta, tal quale è nel CANCELLIERI, con la giunta di una
sola noterella che dice: «_Per la prima volta pubblicata_.»
[268] Un quadro in casa Colonna rappresenta al vivo, in sette
scompartimenti o gironi, tutto l’ordine, le persone, le vestimenta e
i luoghi del passaggio trionfale, dalla porta al Campidoglio. Pompeo
Litta, scrivendo di casa Colonna tra le famiglie celebri d’Italia, ne
ha pubblicata fedelissima copia, di che mi sono anche giovato nella mia
descrizione.
[269] Sull’arco di Druso:
«_Exultans . In . Domino . Clarissimum . Civem . Suum . Victorem .
Amplectitur . Roma._»
[270] Sull’arco di Costantino:
«_Cogita . Aditum . Iam . Patefieri . Ad . Costantini . Urbem . Juvante
. Deo . Recuperandam._»
[271] Sull’arco stesso a diritta:
«_Primus . Romanorum . Imperatorum . Costantinus . Crucis . Vexillo .
Usus . Cum . Acerrimis . Christiani . Nominis . Hostibus . Felicissime
. Certavit._»
[272] Ivi, a sinistra:
«_Primus . Romanorum . Pontificum . Pius . V . Cum . Rege . Catholico
. Et . Republica . Veneta . Societate . Inita . Eodem . Salutari .
Signo . Fultus . Victoriam . Contra . Maximam . Turcharum . Classem .
Consequutus . Est . Lætissimam_.»
[273] Sull’arco di Tito:
«_Lætare . Ierusalem . Quam . Olim . Titus . Vespasianus . Captivam .
Duxit . Pius . V . Liberare . Contendit._»
[274] Sulla fronte dell’arco di Settimio Severo:
«_Stat . Etiam . Nunc . Vetus . Parthicæ . Victoriæ . S. P. Q. R.
Monumentum . Ut . Novos . De . Parthis . Triumphos . Deo . Approbante .
Excipiat_.»
[275] Ivi, a diritta:
«_Prisci . Illi . Duces . Romanum . Imperium . Parthorum . Armis .
Vastatum . Fortiter . Pugnando . In Suam . Pristinam . Dignitatem .
Restituerant_.»
[276] Ivi a sinistra:
«_Nostri . Insigni . Atque . Inusitato . Prorsus . Navali . Prælio .
Parta . Victoria . Turcarum . Furorem . A . Christianorum . Cervicibus
. Repulerunt_.»
[277] Sulla porta maggiore del palazzo Senatorio in Campidoglio:
«_Adhuc . Viget . Virtus . Flagrat . Amor . Pollet . Pietas . — Romanus
. Adhuc . Viget . Amor . Romana . Virtus . Emicat._»
[278] Sulla porta maggiore della Chiesa Senatoria:
«_Quas . Olim . Gentiles . Ductores . Idolis . Pro . Re . Bene . Gesta
. In . Capitolio . Stulte . Agebant . Eas . Nunc . Ad . Cœli . Aram .
Christianus . Victor . Ascendens . Vero . Deo . Christo . Redemptori .
Ejusque . Gloriosissimæ . Matri . Pro . Gloriosa . Victoria . Religiose
. Et . Pie . Agit . Habetque . Gratias._»
[279] MARCI ANTONII MURETI, _Oratio in reditu ad Urbem Marci Antonii
Columnæ post Turcas navali prœlio victos habita. Idibus decembris, anno
MDLXXI_. — Pubblicata da PAOLO A. MAFFEI, _Vita di San Pio V_, in-4.
Roma, 1712, p. 360.
[280] Sulla base della colonna rostrata:
«_Christo . Victori . M . Antonius . Ascanii . F. Pontificiæ .
Classis . Praefectus . Post . Insignem . Contra . Turcas . Victoriam .
Beneficii . Testandi . Causa._»
[281] Oltre ai dipinti del Tintoretto e del Zuccari, oltre alle
orazioni di Silvio Antoniano e di Marco A. Mureto, oltre al gran
numero di tutti quelli storici che ho già addietro citati, può vedersi
la raccolta di cento poeti di cui si ha il nome, e quasi altrettanti
anonimi stampati da Pier Gherardi, e da lui dedicati al card. Sirleto
con questo titolo: «_In fœdus et victoriam contra Turcas juxta sinum
Corinthiacum, nonis octobris partam, Poemata varia_,» in-12. Venezia,
1572, Bibl. Casanat. YY, XII, 33.
AL. CHRYS. FERRUCCII, Enchiridion Hist. Pontif. Lugo, in-8. 1855, p. 75.
[282] CÆSAR BARONIUS, _Martyrologium romanum cum notationibus._ Ad
diem 7 octobris: «_Fidelium Classis victoriam reportavit, fractosque
nostrorum animos in spem erexit: posse inimicos nostros nullo negotio
profligari (modo in unum Christianorum animi viresque conveniant)_»
Con questa parentesi: alla notarella del Martirologio il cardinal
Cesare toccò il centro della piaga; che gli inimici si potevano
vincere, ma gli animi dei collegati non si potevano unire, come il
fatto comprovò.
PAOLO A. MAFFEI, _Vita di S. Pio_, in-4. Roma, 1712, p. 334.
[283] BONANNI cit., t. I, p. 297.
VENUTI cit., p 125.
[284] Si raffronti l’incisione di questa medaglia pubblicata dal
Bonanni, come alla nota precedente, e facile ad aversi in qualsivoglia
Biblioteca, per comprendere le annotazioni che ho fatto alla medesima.
[285] Ecco le epigrafi delle medaglie:
«_Pius V Pont. Max. — Dextera. Domini. fecit. virtutem._» (Psalm. 117,
v. 16)
«_Pius V Pont. Opt. Max. Ann. VI. — Dextera. tua. Domine. percussit.
inimicum._» (Exod, XV, v. 6.)
«_Pius V Pontifex Maximus Ann. VI — A. Domino. factum. est. istud._»
(Psalm. 117, v. 23.)
[286] Vedi sopra la nota 184.
[287] MARCANTONIO COLONNA, Lettera al cardinal di Como, da Corfù 1
settembre 1572, ext. ap. THEINER cit., t. I, p. 481.
Vedi i seguenti successi, e più la nota 45 del Lib. III.
[288] DON JUAN DE ZUÑIGA, Embajador del Rey en Roma, _Carta a D. Juan
de Austria, 29 de noviembre 1571_, Ap. ROSELL cit., p. 215.
[289] SERENO cit., p. 229: «_Ma come negli onori supremi rare volte
s’avverta che dall’atroce veneno dell’invidia non vengano contaminati;
con le lingue viperine della sua sferza fece ella asprissimamente
alcuni Spagnuoli mormorare: con dire che ad altri, che a don Giovanni,
il quale della Lega era principal generale, il trionfo non si doveva.
Onde quantunque desiderasse il Papa ogni onore ed ogni grandezza di
Marcantonio.... nondimeno moderò la pompa._»
CARACCIOLO cit., p. 54: «_Ma il Pontefice sotto colore di moderar la
spesa, moderò il trionfo per non isdegnare il Re e don Giovanni._»
MOTLEY JOH LOTHROP, _The Rise of the Dutch Republic_, in-8. New-York,
1857, t. III, p. 141: «_Had don John of Austria remained at Naples, the
issue of the battle of Lepanto might have easily been the same._»
[290] ANTONIUS M. GRATIANUS, Episcopus Amerinus, _De bello Cyprio_,
in-4. Roma, 1624, p. 231: «_Hispani derisi rejectique a Pio....
eo descenderunt invidis animis ut prohiberent ne quis hispanus
hispanorumque stipendiis obligatus. Columnæ aut occurreret venienti,
aut omnino spectatum prodiret ingressum ejus in Urbem._»
CAYETANO ROSELL, _Combate naval de Lepanto_, in-8. Madrid, 1853, p.
207. _Carta original del commendator mayor (Don Luigi de Requesens)
a d. Juan de Austria_, Roma, 14 diciembre 1571. «_Lleguè aqui a
los cinco de este, habiendo publicado que no llegaria hasta el dia
despues: por escusar un muy solemne y extraordinario recibimiento que
me tenian aparejado Paulo Jordan (Orsini) i todos los barones romanos
que no se quisieron hallar en el triunfo_.» Ecco come si manipolavano
le nostre discordie. E l’istesso scrive in altra lettera a p. 223:
«_El triunfador anda muy melancolico despues que llegò este corrèo
d’España: perque no tiene otra carta de allà, si no de su sulicidador;
teniendolas Paulo Jordan y otros del Rey, dandoles gracias per lo que
han servido. Dice que quiere dexar el cargo:... no sè que el lo haya
dicho al Papa, però halo dicho a algunos amigos suyos, que no lo son
tanto que le guarden secreto_.»
[291] LEOPOLD RANKC, _The ottoman and Spanish empire in the sixtheenth
and seventinth centuries_, in-4. Londra, 1843, p. 44: «_Victory so
glorious complete and dicisive, as had never before been achieved by
Christendom_.»
JOHN LOTHROP MOTLEY, _Rise of the Dutch Republic_, in-8. New-York,
1857, t. III, p. 141: «_The meagre result of the contest (of the battle
of Lepanto) is as notorious as the victory_.»
[292] GRAZIANI cit., p. 240.
SERENO cit., p. 218 e 270.
[293] GRAZIANO cit., p. 243: «_Inter Venetos hispanosque cum palam
amicitia societasque esset, secreto acrioribus quam cum hoste odiis
certabatur; irritaveratque iras ipsa victoria_.»
[294] GRAZIANO cit., p. 274: «_Monuisse secreto dicitur, ut rebus
suis veneti alia via consulerent, nec sibi præsidii aut spei quidquam
ponerent in Hispanis; quibus non victore sed attrito confectoque
turcicis armis Veneto opus esset_.»
Item, p. 245: «_Hispani veteri suo insistere consilio, et sustineri
Turcas satis habentes, atteri et debilitari rem venetam præoptabant._»
COLECCION DE DOCUMENTOS cit., t. III, p. 63, _Carta de D. Garcia de
Toledo a don Juan de Austria_. Pisa, 23 decembre 1571: «_Quanto a lo
que V. A. me manda que yo avise al Comendador mayor i al embajador D.
Juan de Zuñiga mi parecer cerca lo que se ha de tratar en Roma, digo
en substancia que yo tenia por cierto, como arriba digo, que con tan
gran victoria. S. M. haria facilmente nuevos disignios, i daria nuevas
ordenes; y que hasta saber la voluntad de S. M. se fuere alargando lo
mas possible la platica en Roma_.»
ROSELL cit., p. 217, _Carta del Comendator major i de don Juan de
Zuñiga a su Majestad: «Respondimosle por los mismos terminos, que
aunque nos otros teniamos el poder y orden de concluir sin esperar otra
consulta.... deseavamos tener carta de Vuestra Majestad antes de la
ultima conclusion...._»
ARCH. COL., t. II, p. 169, Lettera di M. A. a san Pio V: «_Non si può
sapere quello che il commendator maggiore può trattare con la Santità
Vostra, et così non si può dir precisamente quello che convenisse
per l’universal servigio. Tanto più che questa vittoria di necessità
bisogna che abbia mutato l’animo di Sua Maestà.... et non sarà difficil
cosa che il commendatore si vada intertenendo al venir qua per aver
altri ordini per questa novità detta di sopra_.»
[295] SERENO, 253 e 255.
[296] Vedi sopra, p. 264, nota 157.
[297] COLECCION DE DOCUMENTOS por la Historia de España, in-8. Madrid,
1845, t. III, p. 49 a 58. Quivi sono undici capi di difficoltà che la
parte spagnuola doveva proporre contro i Veneziani al congresso di Roma
nel 1572.
Si vegga similmente la nota 4.
GRAZIANO cit., p. 244: «_Veneti igitur regiique legati disceptabant,
nulla de re conventuri nisi apud utrosque interposita Pii auctoritas
voluisset_.»
Item, p. 249: «_Cum hæ contentiones ipsos sexaginta dies tenuissent,
et neutri sua sententia moverentur res ad Pium delata est, atque ex
auctoritate ejus ita conventum_.»
Item, p. 250: «_Multis auctoritate, et diligentia Pontificis victis
atque oppressis difficultatibus, redierant hominibus spes gerendi
prospere belli in barbaros._»
ADRIANI cit., p. 901.
[298] DON JUAN DE AUSTRIA, _Despacho enviado a Felipe II en la_
COLECCION DE DOCUMENTOS cit., t. III, p. 42. Quivi don Giovanni
istesso dimostra che si farebbe contro la capitolazione della Lega a
lasciar da parte la spedizione generale contro il Turco per rivolgersi
in Barberia: «_Aunque convenga lo que todos sabemos, veo una gran
difficultad; porque el Papa i Venecianos no han da venir en ello. Y
a la verdad parece que no seria observar la capitulacion de la Liga
cuando venecianos fuessen invadidos en sus estados, como se ha de tener
por sin duda que lo ha de ser el año que viene. — Demas que, habiendo
perdido ellos a Chipre tan poco tiempo ha, tambien podrian tratar de
recobrarla, a lo cual añadiran lo que todos dicen comunemente que si el
año que viene se goza de la occasion, por hallarse el Turco desarmado
por mar, se le podrà hacer gran daño, lo que no serà si se le dà
tiempo que se arme. Y a si cuanto a mi tengo par sin duda que el Papa
i venecianos se han de ofender mucho en solo que se trate de otra cosa
que de la expedicion general_.» Fino giudizio.
[299] ARCH. SECR. VATIC., _De fœdere et speditione classis Pii Papæ V
contra Turcas_, p. 62, Cod. segnato M., 172.
ARCH. COL., t. II, p. 36.