MSS. CASANATENSI XX, I, 32.

LADERCHI JACOBUS, _Ann. Ecclesiast. continuat._, p. 404, 414, ann. 1571.

[115] LADERCHI cit., ad ann. 1571, p. 396.

FRANCESCO LONGO cit.; ARCH. STOR. ITAL., t. IV, app., p. 22.

ARCH. COL., t. II, p. 261.

SERENO cit., p. 89.

CORNELIUS FIRMANUS, _Magister Cæremoniarum_, Ms. Bibl. Chigiana, L. I,

27, p. 201: «_Die Mercurii, 7 martii. Sanctissimus Dominus vectus in

lectica hora XI, ivit ad Ecclesiam S. M. S. Minervam, audivit missam

planam in sacello, deinde expectavit in Conventu donec cardinales

accederent, tunc venit ad sacellum, accepit paramenta et cruce ac

cardinalibus præcedentibus accessit ad altare.... Completa missa ivit

cum cardinalibus ad orandum ante cappellam S. Thomæ, et postea fuit in

conventu pro_ quadam Congregatione.» Cornelio per vergogna non volle

dirne di più.

[116] MSS. ARCH. SECRET. VAT., Codice segnato. — Venezia, C. Lettera E,

nº 2492, p. 99.

MSS. ALL’ARCH. SECRET. CAPITOLINO, Credenza XIV, cod. 8, carte 258.

ARCH. COL., t. II, p. 291, 357.

ARCH. GENERALE DI VENEZIA, Ai Frari. Lettera di Michiel Suriano et

Giovanni Soranzo ambasciatori al serenissimo principe di Venezia, data

da Roma, 8 marzo 1571. Ne ho copia presso di me.

SERENO cit., p. 90.

LORENZO VANDER-HAMMEN Y LEON, _Historia de don Juan de Austria_, in-4.

Madrid, 1627, p. 147: «_Los Senadores de Venecia eran alterados con el

papel que el cardenal de Granuela dio en la junta proponiendo nuevas

condiciones, con poca reputacion de su republica._»

JACOBUS LADERCHIUS, _Annales Ecclesiastici post Baronium et Raynaldum_,

p. 397.

ANTONIUS MARIA GRATIANUS, Episcopus Amerinus, _De bello Cyprio_, in-4.

Roma, 1624, p. 115: «_Itaque icti re nova Veneti et execrantes tam

perfidiosam ludificationem respondent; misi pactis conditionibus stetur

Senatum se consulere velle._»

CABRERA, _Vida de Filipe II_, in-fol. Madrid, 1619, p. 667: «_Turbo

la junta un papel en que Grunela propuso nuevas condiciones, con poca

reputacion de Venecianos, i alterò su republica._»

LAFUENTE e ROSELL tacciono questo fatto del card. Granuela.

[117] GRATIANUS, _De bello Cyprio_, p. 116: «_Ea res Pii pontificis

animum vehementer offendit et maxime a Granuellano alienavit, quem ad

omnia evertendo, veluti insidiatum publicæ causæ gravissimis verbis

objurgatum ab se repulit._»

Del cardinal Granuela e del suo dispotismo parlano in più luoghi gli

Annalisti RAINALDO, LADERCHI e THEINER, ed i cardinali BENTIVOGLIO e

PALLAVICINO nelle loro _Storie e Memorie_.

[118] ARCH. COL., t. II, p. 262: «_Et il Pontefice se ne tornò a

palagio mal contento._»

SERENO, p. 90: «_Et il Papa non senza lacrime e grave afflizione al

Palazzo tornossene_;» e p. 92: «_Il Papa con lacrime e infinito dolore

si querelava._»

LADERCHI cit., ad ann. 1571, p. 397: «_Sed præ aliis inopportunum illud

scriptum Pontificis animum vehementer offendit._»

[119] GRATIANUS, _De bello Cyprio_ cit., p. 115: «_At Veneti

incessantes Hispanorum perfidiam.... tam ancipitis belli cura levare

civitatem aliqua pacis conditione cupiebant, animumque a belli

consiliis ad paciscendum cum hoste convertere._»

[120] MARCANTONIO COLONNA, _Orazione al Senato di Venezia per la Lega_.

ARCH COL., t. II, p. 186 e 307. Sono quattro pagine di bozzetto,

scritte di sua mano, nelle quali il sentimento procede a salti ed

incisi da essere poi spianati e svolti col discorso estemporaneo come

si usava a Venezia, e come si deve tenere che Marcantonio abbia fatto.

Io pubblico il bozzetto medesimo, come è nel codice, perchè si veda

qual fosse il modo suo di argomentare; e non vi introduco se non quanto

è necessario per legare i periodi e compiere l’andamento naturale del

discorso.

[121] ARCH. SECRET. VATICANO, volume segnato _Plenipotenze,

Congregazioni e Scritture per la Lega contro i Turchi_, C. 33. Atto

del dì 11 giugno 1571, dichiarazione di certi articoli e dubbi tra i

confederati, dice pure così: «_Che fatta dai Generali la rassegna e

mostra di tutte le armate, e soldati che sono all’armata; trovandosi

che l’illustrissima Signoria di Venezia non abbi nella spedizione di

quest’anno più spesa della portione che, secondo la capitulazione della

Lega gli tocca_, DEBBA PAGARE LI GRANI ET TRATTE CHE HA IN MANO _al

prezzo che da Sua Santità sarà arbitrato: così di detti grani, come

delle tratte di essi. Ma ritrovandosi che l’illustrissima Signoria

havesse più spesa della detta sua portione, debba essere rifatta da Sua

Maestà Cattolica._»

L’istessa cosa si ripete nel medesimo volume a p. 174.

ARCH. COL., t. II, p. 277.

E quivi pure t. I, p. 224, è una lettera di M. A. onde si vede che nel

1572 ai 12 di giugno i grani non erano ancora stati pagati, con gran

danno dei particolari: e che M. A. essendo stato di mezzo in questo

negozio insisteva col cardinal di Como che si diciferasse il dare e

l’avere, e si pagasse a chi di ragione.

[122] ARCH. COL. cit., t. II, per totum. Confermano brevemente queste

notizie gli storici seguenti:

NATAL CONTI cit., p. 110, B.

FRANCESCO LONGO cit., p. 51.

FERRANTE CARACCIOLO cit., p. 8.

BARTOLOMEO SERENO cit., p.

LORENZO VANDER-HAMMEN, _Historia de don Juan de Austria_, in-4. Madrid,

1627, p. 147: «_Colona con su eloquencia acabò quanto quiso en el

consejo de Venecia._»

[123] CORNELIUS FIRMANUS, in _Diariis Mss._, Bibl. Chigiana, L. I, 27,

p. 206: «_Die Veneris 25 maji in Consistorio Liga conclusa._»

WILLIAM H. PRESCOTTP, _History of the Reign of Philip the second king

of Spain_, in-8. Londra, 1859, t. III, p. 254.

[124] PHILIPPUS BONANNI, _Numismata Rom. Pontif._, in-fol. Roma, 1699,

t. I, p 295.

RODULPHINUS VENUTI, _Numism._, in-4. Roma, 1744, p. 124 e 125.

— FŒDERIS. IN. TURCAS. SANCTIO. — PIUS. V. PONT. MAX. ANN. SAL. MDLXXI.

— Ve n’ha un’altra medaglia in tutto simile alla presente, salvo che di

minor modulo.

Questo stesso concetto ha tenuto Giorgio Vasari nel suo affresco della

sala regia al Vaticano, come tuttora vi si vede. Egli stesso ne diè

la descrizione in una lettera al principe Francesco di Toscana, data

di Roma, 23 febbraio 1572, e pubblicata dal GAYE, _Carteggio degli

Artisti_, in-8. Firenze, 1839-40, t. III, p. 307.

[125] FERDINANDUS UGHELLI, _Genealogia nobilium romanorum de

Capizucchis_, in-fol. Roma, 1653, p. 12.

ARCH. COL., t. I, p. 202. V’ha un’altra patente egualmente onorevole

per lui.

[126] MSS. COLONNESI t. I, p. 118 e seguenti, e t. II, p. 141.

BARTOLOMEO SERENO, _Commentarj della guerra di Cipro e della Lega

contro il Turco_ in-8. Montecassino, 1845, p. 115 e 197; e nel Prologo,

p. XVII e XXIV parla di sè stesso.

NORES, _Guerra di Paolo IV_. ARCH. ST. IT., t. XII, p. 149 del Conte

Berardi.

CRISPOLTI, _Annali di Perugia_, t. II, p. 254, 260. Mss. alla Comunale

C. 33.

[127] Vedi sopra la nota dei gentiluomini e venturieri postisi nella

Compagnia di M. A. Colonna, lib I, nota 13, p. 19.

[128] Si veda sopra la nota 18 del Libro I.

[129] P. ALBERTO GUGLIELMOTTI, _Storia della Marina Pontificia

dall’anno 727 al 1500_, libri quattro, in-8. Roma, 1856 (pag.

XXVIII-522).

[130] Questi della famiglia Zane di Bologna, di che parla il DOLFI.

[131] MURATORI, _Annali d’Italia, all’anno 1561_.

[132] P. ALBERTO GUGLIELMOTTI, _I bastioni di Antonio da Sangallo

disegnati sul terreno per fortificare e ingrandire Civitavecchia,

l’anno 1515._ Lettera al chiarissimo signor cavaliere e professore

Salvator Betti, in-8. Roma, 1860. Edizione di cento esemplari, estratta

dal t. XVII della nuova serie del giornale Arcadico.

[133] P. ALBERTO GUGLIELMOTTI, _Della rocca d’Ostia, e delle condizioni

dell’architettura militare in Italia prima della calata di Carlo VIII_,

Dissertazione letta in Roma alla Accademia di Archeologia. È agli atti

per la stampa.

[134] Sul forte di San Michele nella marina d’Ostia copiai alli 3 di

maggio 1859 la seguente lapida: «_Pius. V. Pont. Max. Et. Benignus.

Turrim. Hanc. S. Michaelis. Cum. Aliis. Quindecim. In Lettere. Maris.

A. Fundamentis. Erigi. Muniri. Et. Custodiri. Mandavit. Ann. Sal.

MDLXVIII._»

[135] Sopra Lib. I, cap. III, p. 13.

[136] Sotto Lib. II, cap. XVIII in fine, e Lib. III, cap. II.

[137] AUGUSTINUS THEINER, _Ann. ecclesiastici post Baronium_ etc.,

in-fol. Roma, 1856, t. I, p. 464.

ARCH. SECRET. VAT., _Armata_, cod. 3139, p. 477. Quivi per altra mano

fu aggiunto di essere stata la medesima capitolazione rinnovata da

Gregorio XIII.

ARCH. COL. cit., t. I, p. 114.

[138] IL MARCHESE ANTIGONO FRANGIPANE nella _Storia di Civitavecchia_

alla pag. 153 si dimostra gemello del SARACINO d’Ancona (vedi sopra

lib. I, cap. III, nota 8). Esso eziandio ignorava le notizie di quella

stessa città di che scriveva la storia, e in vece di fatti imbrancava

una tirata di congetture sue, tutte vane. Avrebbe egli pur dovuto

leggere almeno gli storici stampati, come tra molti basterà citare i

seguenti:

GIAMBATTISTA ADRIANI, _Storia de’ suoi tempi_, in-fol. Firenze, 1583,

p. 877.

GIORGIO VIVIANO MARCHESI, _Galeria dell’Onore_, in-4. Forlì, 1735, t.

II, p. 82.

AVVISI DI ROMA. Sono gazzette mss. che circolavano nel secolo XVI e

XVII, prima delle stampate. Ve ne sono più centinaia di volumi alla

Vaticana, dall’anno 1534 fino al 1716; di che mi sono frequentemente

giovato. Qui cito il Codice Urbinate 1042, data del 13 giugno 1571.

ARCH. CAETANI, _Lettera di Onorato Caetani al Capocci in Roma_, data da

Corneto il 13 giugno 1571.

Altra lettera dello stesso al cardinale di Sermoneta, data da

Civitavecchia li 21 giugno 1571.

Vedi sopra il documento e la nota nº 34.

[139] ARCH. COL. cit., t. IV, p 36. Jacometto da Civitavecchia,

marinaio premiato da Marcantonio.

THEULI, _De romana provincia_, in-8. Velletri, 1628, p. 84: ricorda i

due capitani Francesco e Gregorio Andreotti di Civitavecchia.

ARCH. COL. cit., t. IV, p. 148, nella rassegna fatta in Corfù l’anno

1572 è nominato il capitan Filippo da Civitavecchia, con la sua

compagnia di centotrentanove soldati.

[140] SERENO cit., p. 118, racconta il fatto delle tre compagnie

assoldate dai Veneziani nello Stato papale sotto il colonnello Pompeo

Giustini di Città di Castello; una delle quali era del capitan Ascanio

di Civitavecchia. ARCH. COLONNA t. IV, p. 115.

[141] ARCH. COL. cit., t. II, 60 a 90.

GIAN PIETRO CONTARINI cit., p. 37 e seguenti.

GIROLAMO CATENA, _Vita di Pio V_, in-4. Roma, 1586, p. 319 e seg.

BARTOLOMEO DAL POZZO, _Storia della Religione di Malta_, in-4. Verona,

1703, p. 13.

DON JUAN DE AUSTRIA, _Orden que la armada de la Santa Liga ha da tener

en el caminar_. MSS. CASANAT., X, VI, 41. post med. — Vi sono nominate

al posto loro tutte le galere ed i capitani delle medesime.

ARCH. CAETANI, Lettera di Muzio Manfredi a Monsignor Peranda in Roma,

data da Napoli 24 luglio 1571.

Si noti che il Catena enumera tredici galere, senza nominar l’Elbicina:

questa poi è ricordata dai mss. Caetani e Casanatensi, e dal Codice

urbinate 1042 della Vaticana sotto la data del 28 agosto 1571: donde

risulta il numero totale di quattordici galere. I nomi poi dei capitani

sono generalmente da tutti riportati al modo stesso, salvo le continue

varianti ortografiche degli Spagnuoli e dei Veneziani; che in vece

di scrivere Strozzi alcune volte scrivono Atroci, Caracollo per

Caracciolo, Bazza per Baccio, e simili.

[142] ARCH. CAETANI, Lettere di Onorato Caetani, date da Civitavecchia

li 14 e 15 giugno 1571. — Grazie all’archivista Carinci.

[143] ARCH. COL., t. IV, p. 12. — Quivi sono le note di ogni minuta

spesa. Eccone un saggio per giorni otto in Civitavecchia.

«_A dì 13 giugno 1571. Spese fatte da S. E. al partir di Roma per

condurre le robe a Civitavecchia_:

_Per trentaquattro muli, a doi scudi l’uno Scudi._ 68. —

_Per trentacinque cavalli._ 55. —

_Per le casse della Messa e credenza._ 15.50

_Per il magnare in Cerveteri._ 12.16

_Per il magnare in Civitavecchia il dì 14._ 21.50

_alli 15 detto._ 12.27

_alli 16 detto._ 13.52

_alli 17 detto._ 25.32

_alli 18 detto._ 28.32

_alli 19 detto._ 33.84

_alli 20 detto._ 27.36

_alli 21 detto._ 18.09

_Per due botti di vino bevute nel sopraddetto._ 27.20

_Per quattro some di biada lograte nel detto tempo._ 7.20

_Per tredici vitture di cavalli quando s’andò a Corneto._ 3.25»

[144] ARCH. GAETANI, Lettera di Muzio Manfredi a Monsignor Peranda,

data da Civitavecchia a dì 20 giugno 1571.

[145] ARCH. CAETANI, Lettera di Onorato Caetani al cardinale di

Sermoneta, da Civitavecchia, 21 giugno 1571.

[146] ARCH. CAETANI, Lettera di Muzio Manfredi a Monsignor Peranda,

data da Napoli, 7 luglio 1571.

[147] AVVISI DI ROMA, Cod. urbinate alla Vaticana, 1042, data del 24

giugno 1571.

SERENO cit., p. 116: «_Non si potria narrare con quanta festa e

allegrezza fosse Marco Antonio Colonna ricevuto a Napoli._»

[148] SERENO cit., p. 117.

[149] ARCH. COL., t. IV, p. 82.

Quivi è la nota origliale dei doni ricevuti da M. A. a Messina, che

nella sua ortografia e dialetto presento ai lettori perchè considerino

i costumi di quel tempo.

Noterò soltanto che i doni si traevano pubblicamente a processione da

gran numero di donzelli in livrea, i quali portavanli sulle stanghe

o sopra carri coperti di drappi, di fiori, di targhe e di bandiere: e

innanzi a loro i trombatori che bandivano al popolo la magnificenza dei

donatori e la dignità degli ospiti che si volevano onorare.

«_Memoriale del presente si manda per la città di Messina

all’Eccellenza dell’illustrissimo signor Marco Antonio Colonna._

_Primo. Confettione blancha, Scatoli dodichi_ 12

_Intorchi de chera biancha mazi dichidotto_ 18

_Candiloni de chera blanca mazi dichidotto_ 18

_Zuccaro fino pani ventiquattro_ 24

_Capponi venticinque_ 5

_Gallini venticinq_ 25

_Galluzzi chento_ 100

_Anatri num. ventiquattro_ 4

_Papari dudichi_ 12

_Galli d’India cinque et una Gallina malta_ 6

_Pavoni, tri mascoli e tri fem_ 6

_Genchi dui_ 2

_Crastati sei_ 6

_Dui Butti di vino_ 2

_Pani blanco, cofini tri_ 3

_Quattro cofini di frutti_ 4

_Uno carrico di nivi_ 1

»MATTHÆUS CASALAYNA _Secretarius_.»

[150] GRATIANUS, _De bello Cyprio_ cit., p. 154: «_Interea dum

Christiani jungendis fœderibus altercandoque de singulis tempus terunt,

Turcæ, ingenti confecta classe, Venetorum insulas orasque maritimas

immaniter vastabant_.»

ROSELL cit., p. 63: «_Selim justò a sus capitanes que no estuviesen

ociosos un solo dia: por lo que echaron a tierra soldados a Candia....

arrasaron pueblos_ ec.»

[151] NATAL CONTI, _Storia de’ suoi tempi_, volgarizzata dal Saraceni,

in-4. Venezia, 1579, t. II, p. 72: «_Sebastiano Veniero uomo di chiaro

e prestante ingegno (quantunque nelle cose forensi piuttosto che nelle

militari controversie esercitato)_»

GRATIANUS cit., p. 104 et 139: «_Prima ætas ejus expers honorum

fuit; causas mercede aclitavit. Parta re, privatis omissis causis,

magistratus urbanos cœpit. Militari potius animo inter cives,

quam peritus militiæ usu aut scientia ulla. Concitus atque audax;

inimicitias rixasque et ipse exercuit, et alienis se miscuit; in quibus

et accepit vulnera haud indecora, et fecit._»

[152] ARCH. COL. cit.

ARCH. CAETANI cit., Lettera di Muzio Manfredi a Monsignor Gianfrancesco

Peranda, data da Messina, li 24 luglio 1571.

[153] ARCH. CAETANI cit., Lettera 24 luglio.

[154] SERENO cit., p. 130 e 134: «_Il Veniero, che non poco dubitava

dell’animo del re di Spagna, cominciò a dire.... che avrebbe procurato

di far da sè._»

[155] ARCH. CAETANI cit., Lettera di Onorato al Cardinale di Sermoneta,

data da Messina 30 luglio 1571.

SERENO, p. 130.

ARCH. COL., Lettera di M. A. al cardinale Spinosa in Spagna, data da

Messina 25 agosto 1571, t. I, p. 152.

[156] ARCH CAETANI cit., Lettera di Onorato al Cardinal di Sermoneta,

da Messina, 6 agosto e 6 settembre 1571.

[157] SERENO cit., p. 133.

[158] BARTOLOMEO SERENO, pag. 118.

ARCH CAETANI cit., Lettera di Onorato al Cardinale di Sermoneta, data

da Messina 10 agosto 1571.

ROSELL cit., p 79. Si noti che il tumulto successe alli 7 di agosto:

la lettera del Gaetani, che ne parla, è delli 10: don Giovanni

arrivò a Messina, alli 23: onde non fu frenato da don Giovanni, ma da

Marcantonio.

[159] LADERCHI cit., p. 480: «_Columna vero et Venerius interim in

Sicilia cladium Dalmatiæ spectatores Joannem Austrium expectabant....

Quod Pius moleste ferens, ut Joannes maturaret summum studium adhibuit,

ad eumque sollicitandum literas et nuncios misit_.»

[160] SERENO cit., p. 132. — Quando passavano armi spagnole tremavano

le piccole potenze italiane. Che lode! che lega!

JEAN DE FERRERAS, _Histoire générale d’Espagne_, in-4. Parigi, 1571,

t. X, p. 250: «_Don Juan d’Autriche arriva heureusement le vingt-six

juillet à Gênes, où cette République le reçut avec beaucoup de

magnificence, quoique avec quelque crainte_.»

ROSELL cit., p. 78: «_Refieren que toda Italia se sobresaltò con la

venida de don Juan, temerosa de su opresion y ruina_.»

[161] ROSELL cit., p. 73: «_El Rey mismo se felicitaba de que occupase

el lugar supremo una persona allegada a si; que siendo por otra parte

echura suya, y docil a su voluntad, en nada se excederia_.» Idem, p.

83, e a p. 54: «_Don Juan no era dueño ni aun del titulo que se le

daba, su voluntad su mismo ser dependian del Rey a quien amaba como

hijo, y obedecia como vassallo_.»

FAMIANO STRADA, _Hist. Belg._, in-fol. Roma, 1632, t. I, p. 364. Don

Giovanni nato a’ 24 febbraio 1545.

PRESCOTT, III, 103, a’ 24 febbr. 1547.

Altri più variano.

[162] SERENO cit., p. 132, 133 e 134.

CARACCIOLO cit, p 64 e 99.

ROSELL cit., p. 83, lin. 15.

THEINER, ANN. ECCL., t. I, p. 481, col. 2, lin. 20 a 36.

COLLECION DE DOCUMENTOS cit., t. III, p. 357. _Carta del Rey a don

Garcia de Toledo, e p. 185. Carta de Rey a don Juan para que embarque y

lleve con sigo a don Pedro Francisco Doria pora que asista cerca de el

como uno de las demas consejeros_. V. Lib. III, nota 100.

PRESCOTT cit., t. III, p. 269, 270. Confonde i tre consigli che

erano all’armata: uno deliberativo, secondo i capitoli, composto di

tre persone Don Giovanni, Marcantonio e Veniero, in guisa che i due

dovevano far legge al terzo: uno consultivo, al quale per convenienza

si chiamavano tutti i comandanti superiori per udirne il parere: uno

abusivo di soli Spagnoli e partigiani messo dal Re per tenere a freno

don Giovanni, e con lui eziandio i Veneziani e i papalini. Fatto questo

preambolo, e levati gli equivoci, rimane che a rispetto di quest’ultimo

consiglio: «_Had been strenously urged on him by the king ever afraid

of his brother’s impetuosity_.» Anche a san Pio dispiaceva questo

consiglio privato «_di che soltanto il Papa temeva_» come dice il

SERENO, 155.

[163] ARCH. CAETANI, _Antonii cardinalis Granuellani epistola Pio V P.

M._ L’autografo latino mi fu gentilmente mostrato dal riverito duca di

Sermoneta, don Michelangelo Caetani, noto ai cultori de’ buoni studi,

il dì 23 novembre 1855. Ne ho copia presso di me.

[164] ARCH. CAETANI cit., Lettera del Signor Onorato al Cardinale di

Sermoneta, data da Messina il 24 agosto 1571.

SERENO cit., p. 136.

Si noti che il re Filippo, geloso di questo suo fratello, non voleva

che gli si desse titolo di Altezza, ma solo di Eccellenza: nondimeno

quasi tutti, meno i ministri e il vicerè, trattavanlo d’Altezza come si

vedrà per continui documenti.

LAFUENTE cit., t. XIII, p. 529 e 530.

ROSELL, p. 73.

[165] Vedi sopra, lib. I, nota 87.

SERENO cit., p. 137, lin. 21, e p. 233, lin. 4: «_Anzi quando nella

corte di Spagna s’intese la gran vittoria navale, non mancò di quel

consiglio chi dicesse che, quantunque bene fosser succedute le cose,

era nondimeno degno don Giovanni di severa riprensione; poichè intento

solamente alla gloria sua, come giovane troppo volenteroso, non aveva

avuto riguardo di porre a rischio tutte le forze che il Re si trovava

in mare_.»

E p. 142 in fine: «_Ma dava cagione di temere l’ostinazione dei

consiglieri spagnuoli, che apertamente si facevano intendere che si

doveva sfuggir di combattere; di che tante ragioni allegavano, che

quando un men risoluto animo di quello di don Giovanni avessero avuto a

trattare, senza dubbio avrebber avuto l’intento_.»

E p. 144. Altre ragioni dei consiglieri spagnoli contro la battaglia.

E di don Giovanni a p. 277.

E p. 155: «_Monsignor Odescalchi fu eletto dal Papa, perchè persuadesse

a don Giovanni e al suo consiglio spagnolo, di cui solo il Papa temeva,

che a nessun’altra impresa si volgessero le forze che ad espugnar

quell’armata con la quale principalmente il Turco nuoceva_.»

CARACCIOLO cit., p. 15, e 22: «_Hassi per cosa indubitata che

Marcantonio antivedendo le discordie intorno al combattere si fosse

fatto fare un motuproprio dal Pontefice, che sotto scomunica non

potesse dir altro mai intorno a questo, eccetto che si combattesse: e

perciò si scusava con don Giovanni che non poteva per dette ragioni dir

altrimenti, benchè tutto ciò tenesse egli segreto con altri, mostrando

che nei consigli consultivi avrebbe consentito a quanto don Giovanni

li comandava, ma come si veniva nel consiglio decisivo intorno a detta

deliberazione, non poteva dir altro che conforme all’ordine del Papa_.»

PAOLO PARUTA, _Storia veneziana_, in-4. Venezia, 1718, p. 277.

«_Perocchè andavano molte voci attorno che alla corte cattolica da

persone principali fosse stato biasimato il consiglio di don Giovanni

d’arrischiare le forze del Re pari a quelle dei Veneziani: però che

dovevano essere le cose di lui maneggiate con diversa ragione e con

separati consigli_.»

THUANUS cit., lib. 54, nº 21: p. 201: «_Felicitas præinopinata et

tanta victoria tantum abest ut lætitiam in Regia et hispanorum procerum

animis excitaverit, ut aperte plerique Austrii consilium improbarent,

nonnullique temeritatem ejus puniendam censerent_.»

LAFUENTE cit., t. XIII, p. 511 e 512.

COLECCION DE DOCUMENTOS INEDITOS PARA LA HISTORIA DE ESPAÑA, in-8.

Madrid, 1843, t. III, p. 9: «_Carta de don Garcia de Toledo a don

Luis de Requesens_. Pisa, 1 de agosto 1571: «_Por amor de Dios que se

considere mucho, como se que se harà, negocio tan grande, como es el

que se trata; y de que tan gran daño puede suceder: y pareciendome que

es bien que no sepan venecianos, por buen respecto, que ministro ni

en à donde_ Su Majestad tracte de que no se pelee. _Suplico a Vostra

Signoria Illustrissima mande, despues de haber leida de mi parte esta

carta al Señor don Juan, rasgalla luego si asi le pareciere, y que

no vaya en otras manos sino en las del secretario Soto._» Ecco come i

ministri del re e i consiglieri di don Giovanni trattavano a nome di

Sua Maestà perchè non combattesse.

PRESCOTT, t. III, p. 270: «_Even Doria thought it was not advisable to

attack the ennemy_.»

[166] SERENO, cit., p. 138, e 234.

[167] MARCANTONIO COLONNA, Lettera al card. Rusticucci, data di Messina

2 settembre 1571 in cifra. ARCH. COL., t. 1, p. 157.

[168] ARCH. COL., t. I, p. 154. M. A. al Doge: da Messina, 28 agosto

1571: «_Intendo che stancati i maligni di volermi far tanto veneziano,

intendano hora che io non ho procurato il servigio della Serenità

vostra_.»

E p. 155, Lettera a M. Niccolò Danèo che trattava i suoi negozi in

corte di Spagna. Cifra del 3 settembre 1571: «_Don Giovanni mi ha detto

liberamente che con lui sono stati fatti contro di me cattivissimi

uffici. Vedo ancor che in tutte le lettere che mi scrive Sua Maestà mi

mette avanti l’obbligo; che pare si dubiti della mia volontà: cosa che

mi dà dispiacere_.»

E p. 154. Marcantonio al padre Francesco Borgia, già duca di Gandia, da

Messina li 4 settembre 1571. L’originale in lingua spagnuola.

Ibid., p. 163, Lettera dello stesso a nostro Signore Papa Pio V, da

Messina li 15 settembre 1571.

[169] ARCH. CAETANI, Lettera del Signor Onorato Caetani al Cardinale di

Sermoneta, da Messina 6 settembre 1571.

[170] ROSELL cit., p. 206, _Carta de don Juan de Zuñiga a don Juan de

Austria_. Roma, 28 novembre 1571: «_Su Santitad nunca me ha dado a mi

otra queja sinò la de la nominacion de Ascanio de la Cornia por maestre

de campo general de la liga, sin consulta de los otros generales._»

Item, p. 216, _Carta del mismo_, 29 noviemb.: «_Ascanio de la Cornia

esta en muy poca esperanza de vida: si muere vea V. E. que persona sera

conveniente para el uficio de Maestre de campo general de la liga. Y

aunque serà muy bien con consulta de los otros generales, por que no

se quejen, conviendra que V. E. prevenga a Marco Antonio (Colonna) de

manera que no ose hacer sino lo que V. E. fuere servido._» Ecco come si

servivano questi signori.

ARCH. COL., t. II, p. 282: «_E di già erano passate tra il Veneziano e

don Giovanni alcune male soddisfazioni come furono, far don Giovanni

patente ad Ascanio della Cornia di maestro di campo generale, e

capitano generale delle navi di tutta la Lega a don Cesare Davales,

senza comunicarlo con lui e col general del Papa._»

[171] ARCH. COL., t. II, _Relazione_, scritta in piccol foglio, legata

in mezzo a detto tomo.

ARCH. CAETANI, Lettera al Cardinal di Sermoneta, da Messina, li 6

settembre 1571.

[172] ARCH. COL., Lettera cit. del 6 settembre.

COLECCION DE DOCUMENTOS cit., t. III, p. 16, _Carta de don Juan a don

Garcia de Toledo: «Hallè a qui a Marco Antonio Colona con las doce de

Su Santitad, que estan a su cargo, bien en orden._»

ROSELL, p. 80: «_Seguian luego las doce galeras i seis fragatas del

Papa, puestas asi mismo muy en orden_.»

[173] SERENO cit., p. 143, lin. 24.

COLLECION DE DOCUMENTOS, t. III, p. 20. Lettera di don Giovanni

d’Austria a don Garzia di Toledo del 9 settembre: «_Estos Señores

venecianos a la fin se han acabado de resolver en tomar en sus galeras

quatro mil infantes de los de Su Majestad, es a saber mil quinientes

españoles, i dos mil quinientos italianes: i asi se quedan consignados

a esta hora_.»

[174] ROSELL cit., p. 78: «_Porque el encerrarse la escuadra de Veniero

en al puerto de Messina, dominio del Rey d’España, i que fue si no

muestra de confianza, en que no se trasluce el menor recelo?_»

[175] SERENO cit, p. 151 e 152.

COLECCION DE DOCUMENTOS cit., t. III, p. 11.

ROSELL, p. 91.

CARACCIOLO cit, p. 21.

LAFUENTE cit., t. XIII, p. 511. «_No faltaban en el consejo quienes

asustado antes el gran poder del Turco, recordando el desastre de

los Gelbes, propusieran empresas que denotaban su timidez_.» Questi

timorosi non erano nè Romani nè Veneziani. Il chiarissimo autore li

nomina generali di don Giovanni: «_Tambien los generales de don Juan,

i entre ellos se cuenta a Andrea Doria a Ascanio de la Cornia.... se

mostraban temerosos de entrar en la lid: i hubolos que qualificandola

de temeridad avanzaron a decirle que convendria retirarse_.»

[176] SERENO cit., p. 151.

Il Sereno che scriveva senza speranza e senza timori, ritirato in

Chiostro, che era stato attore e testimonio di questi fatti, che non

aveva interesse a mentire, e le cui parole pienamente s’accordano con

gli originali documenti degl’archivi romani, merita fede grandissima;

ed io quasi più come documento che come storia cito le sue sentenze.

[177] La condotta di don Giovanni fu anche dopo la vittoria giudicata

degna di severa riprensione dalla corte di Madrid. Vedi sopra la nota

nº 61.

[178] SERENO, p. 191.

[179] BARTOLOMEO DAL POZZO, _Storia della sacra Religione militare di

san Giovanni gerosolimitano, detta di Malta_, in-4. Verona, 1703, t. I,

p. 14.

GIOFFREDO, _Storia delle Alpi marittime_, int. MONUMENTA HIST. PATRIÆ

Scrip., t. IV, p. 1551, in-fol. Torino, 1839. Grazie a S. E. signor

conte Federigo Sclopis, per cui sollecitudine, e per introdotto del

cav. Pier Alessandro Paravìa e del conte Ferrero di Ponziglione ebbi in

dono a vantaggio degli studiosi nella nostra biblioteca Casavatense una

copia di questa insigne raccolta di monumenti.

[180] SERENO cit., p. 160.

CARACCIOLO cit., p. 17.

[181] ARCH. CAETANI, Lettera del Signor Onorato al Cardinal di

Sermoneta, data dalla galera Grifona nel canal della Cefalonia, a dì 4

ottobre 1571.

[182] Il gran numero di quei soldati era dello Stato romano, donde i

Veneziani, come da ricca miniera, sempre ne traevano. Tra i capitani

statisti che morirono a Famagosta, affinchè presso ai posteri la virtù

loro non resti frodata delle debite lodi, ricorderò Bernardino da

Gubbio, Ercole Malatesta da Rimini, Erasmo da Fermo, Antonio da Ascoli,

Giacomo da Fabriano, Roberto Malvezzi da Bologna, Marchetto da Fermo,

Tiberio Cerruti da Roma, Ottavio da Rimini e il Governatore generale

della Piazza Astorre Paglioni da Perugia ucciso a tradimento dai Turchi

dopo la capitolazione.

[183] SERENO cit., p. 251.

CALEPIO cit., p.

MAMBRINO ROSEO, _Storia del mondo in continuazione del_ TARCAGNOTA,

lib. XIII, in — 4. Venezia, 1585. p. 395.

CESARE CAMPANA, _Storia del mondo_, t. I, lib. II, in-4. Pavia, 1602,

p. 123.

PAOLO PARUTA, _Storia di Venezia_, in-4. 1718, p. 229.

GIACOMO DIEDO, _Storia della repubblica di Venezia dalla sua fondazione

sino all’anno 1747_, in-4. Venezia, 1751, t. II, p. 271.

CRISPOLTI, _Annali di Perugia_, t. II, Ms. alla Comunale C. 33.

ANONIMO PERUGINO, _Vita di Astor Baglioni_, alla Comunale Ms. D. 24,

in fine: «_Fu Astorre di statura mediocre, di pelo e colore più tosto

negro, d’occhi vivacissimi, di corpo robusto, e dalla fanciullezza

allevato a sostenere ogni fatica. Di ingegno acuto et expedito,

in tutti gli esercizi militari agilissimo; si dilettò di poesia,

scrisse i commentari della sua vita, che poi non furono trovati. Fu

nel conversare di maniere gravi e piacevoli, onde da tutti amato e

riverito. Nel parlare di parole acute e brevi, ma piene di sugo: e

molti detti si raccontano dei suoi da agguagliare a quelli dei primi

uomini che stati mai siano_.»

[184] ARCH. COL. cit., t. II, p. 285.

SERENO cit., p. 166.

CARACCIOLO cit., p. 25.

CAMPANA cit., p. 136.

PARUTA cit., p. 237.

FRANCESCO LONGO cit., p. 31.

ADRIANI cit., p. 883.

GIROLAMO DIEDO, Lettera a Marcantonio Barbaro, Bailo in Costantinopoli

tra le LETTERE DI PRINCIPI, in-4. Venezia, 1583, t. II, p. 242.

Queste testimonianze provano nome, cognome, patria e bandiera del

capitano che fu impiccato. Dopo ciò vuolsi correggere il PRESCOTT,

t. III, 271 che dice: «_A Roman Officer named Tortona_ etc.» Nè era

romano, nè ufficiale, nè si chiamava Tortona, nè menava ciurme, nè

altri equivoci.

[185] ROSELL cit., p. 92: «_Don Juan encolerizose tanto, que estuvo a

punto de imponer a Veniero castigo igual a aquel de Muzio_.»

ARCH. COL., t II, p. 446: «_Tutti li consiglieri del signor don

Giovanni, che non havevano voglia d’andare avanti, lo consigliavano che

per il meno castigasse il general di Venezia: cosa che non si havrebbe

potuto fare senza una battaglia tra noi invece di farla coll’inimico_.»

E p. 285, 286. Autografo di Marcantonio: «N_el consiglio la maggior

parte furono di voto che per sua dignità et per ogni rispetto doveva

don Giovanni far dimostratione notabile et rigorosa contro la persona

del General veneziano_.»

SERENO, p. 166: «_Don Giovanni di tanto sdegno si accese contro il

Veniero, che avendo risoluto in ogni modo di volerne far risentimento,

vide quel giorno un chiaro preparamento d’aversi a combattere fra sè

stessa l’armata_.»

[186] Marcantonio aveva feudi nella provincia di Napoli, ed era gran

contestabile del regno.

[187] Dopo la grande vittoria a Lepanto, don Giovanni abbracciò il

Veniero, e rimiselo in sua grazia: tuttavia la corte di Madrid il volle

privato del comando, e la Repubblica ubbidì. Ma poco dopo fu eletto

doge e principe della patria.

[188] ARCH. CAETANI cit., Lettera del Signor Onorato al Cardinal di

Sermoneta, data dal Porto delle Fighere a dì 9 ottobre 1571.

SERENO cit., p. 170.

CARACCIOLO cit., p. 29.

Questo corsale si trova anche nominato Caracossa, e Caracoggia,

Caracuse, e Cara-Jussuf. Era calabrese rinegato.

[189] SERENO cit., p. 181 e 188.

ROSELL cit., p. 91: «_Consejos eran estos de animos apocados o

cobardes._»

Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto · 第 41 / 99 题