A M.A E G.A E.

Quando ho studiato una gran parte della giornata, mi piace passar la

sera in una stanzina modesta, con pochi visini ridenti, intorno a una

tavola su cui tra i libri e le carte si veggano panierini da lavoro e

telai da ricamo e forbici e refe e mani in moto. E che il lume batta

bene su quei visi, per vedere se è gente che sente quello che dice.

Io m’immagino che in questo crocchio vi siano due signorine dai quindici

ai diciassette anni, sorelle, simpatiche, nelle quali un’educazione

prudente e sagace sia riuscita a mantenere il difficile accordo

dell’ingegno colla modestia, della coltura colla semplicità; ragazze in

cui sia stato sciolto il problema dell’istruzione della donna sovra il

dato: «Nè idiota, nè letterata;» ragazze che faccian dire a chi odia

ugualmente i due estremi: «Così basta e sta bene.»

Sediamoci e sentiamo: il caso è raro, e val la pena di badarci.

Si parla di letteratura fin dalle prime parole; non di articoli, di

casi, di tempi; ma di libri. E, cosa singolare! è difficile ricordarsi

del come si sia entrati in questo discorso. Forse perchè gli autori non

si sono afferrati l’un dopo l’altro, levati su di peso e lasciati cadere

sulla tavola, dicendo: «Attenti! Ora si ragiona di costui.» Ma perchè il

discorso li chiama e li conduce, ed essi son là prima che si sia pensato

a evocarli, saltan su all’improvviso dietro un’idea gentile; vengono,

scompaiono, riappariscono, leggeri e rapidi, senza farsi sentire. Non

sono ombre, come nelle conversazioni dei pedanti, lunghe e lente; ma

bagliori che tremolano un istante, e via. Non c’è tempo a trattenerli

perchè si lavora e si ride; s’inchinano e si salutano e si congedano; e

così tutto procede sollecito e allegro: le parole, il ricamo, il tempo.

“Che cosa facevano, signorine, prima ch’io venissi?”

Aspettatevi una risposta diversa perchè hanno la giornata diversamente

divisa.

“Io ho studiato un canto di Dante.”

“Io ho rimendato panni vecchi.”

Accennate loro di volo un passo d’un autore, interrogandole collo

sguardo per sapere se ne ricordano. L’una guarderà l’altra, starà un po’

pensando, e poi, volgendosi verso di voi, con un’aria umile e una voce

sommessa, come di chi confessa un peccato, vi dirà:

«Non lo so.»

Ricordi del 1870-71 · 第 42 / 47 题