III.

Reca adunque la «tradizione costante» che i due santi uomini Nazario

e Celso venendo per l’Aurelia nuova in Liguria, nell’anno 66 dell’èra

volgare, col savio e misericordioso intendimento di annunziare la buona

novella al popolo Genoate, smontassero ad alloggio sul colle d’Albaro.

Non volevano entrare così alla svelta in città sconosciuta, di cui

sapevano solamente che aveva nome Genoa, che era municipio, che godeva

diritto quiritario, che era ascritta alla tribù Galeria, una delle

più antiche di Roma, e che i suoi cittadini votavano per l’appunto

con quella tribù, quante volte si ritrovassero in Roma. E così, come

in paese nuovo il prudente generale lascia sempre tra sè ed il nemico

l’eminenza di un monte, o il corso di un fiume, per aver tempo ed

agio ad esplorare tutto intorno il terreno, i due santi predicatori

vollero rimanere un giorno e una notte sulla sinistra del Bisagno, o

«Bisamnis», detto altresì Feritore, forse perchè terribilissimo fiume,

che di solito sdegnando servirsi dell’acqua, dà fieramente nel mare coi

sassi.

Le intenzioni dei due apostoli erano chiare, e giudiziose del pari.

Bisognava informarsi, prender lingua dei fatti e dei costumi di Genoa;

sapere ad esempio se già ci fossero altri predicatori, nel qual caso

non ci sarebbero entrati loro, non volendo fare un ridosso a nessuno;

conoscere se là dentro avessero già fumo della nuova dottrina, di guisa

che l’autorità stèsse all’erta e volesse chiuder le porte in faccia

ai nuovi venuti. Per questo, e per tutto l’altro che via via potesse

parere opportuno, era da interrogar con destrezza la gente del contado,

più semplice, naturalmente, e più maneggevole. Insomnia, quando si è

detto prender lingua, si è detto tutto, e non occorre più altro.

Per fortuna giungevano i primi: di una nuova religione non si sapeva

ancor nulla: i Genoati facevano i fatti loro, comprando e vendendo,

caricando e scaricando, armando navi e mandandole attorno sul pelago,

che con questo nome si chiamava allora il mar di Liguria. I nostri

santi uomini sapevano quel che occorreva lì per lì, a incominciare il

loro apostolato; perciò la mattina vegnente presero i loro bordoni in

mano e la via tra le gambe: nell’ora buona erano in Genoa, e capitavano

sulla piazza de’ Banchi; il luogo per l’appunto più frequentato della

città, il suo centro d’affari, donde s’irradiava la vita economica e

intellettuale a tutti i punti della periferia genovese. E là, subito,

dall’alto d’una gradinata, incominciarono a predicare, il secondo

sottentrando al primo, il primo ancora al secondo, quando il compagno

era stanco.

In qualche ritaglio di tempo, concesso dai fati benigni alla classe

industriosa dei nostri mercanti, si affollavano molti ad ascoltare

quei due forestieri. I quali parlavano di tante cose, nuovissime senza

dubbio e bellissime, ma di nessuna utilità immediata, pur troppo. Onde

avvenne che non facessero, come suol dirsi, nè caldo nè freddo, e che

presto gli uditori seccati, ad uno ad uno spulezzando, lasciassero i

poveri santi predicare al deserto.

— Giorno perduto! — esclamarono i disgraziati, ritornandosene alla

collina d’Albaro e riducendosi alla modesta locanda dov’erano smontati

il giorno addietro, con ben altre speranze nell’anima — Giorno perduto,

quest’oggi; e peggio vuol essere domani. —

Si avvide l’oste della loro tristezza. Uomo di buon cuore e allegro per

indole, non voleva veder musi lunghi in casa sua. Provò a spillarne

un litro di prima qualità e del più vecchio che avesse; ma i due

addolorati ricusarono perfino di assaggiarne. Doveva essere un affanno

ben grave, il loro, se torcevano le labbra ad un bicchier di vino delle

Cinque Terre. Chiese allora il perchè dei perchè; tanto li tormentò,

che lo seppe; e allora, da quell’uomo savio e stagionato ch’egli era,

diede un buon consiglio ai due forestieri.

— Ah, signori, — diss’egli. — L’avete fatta bassa, e bisognerà

rimediarci. Una nuova religione, che si canzona? Una nuova religione

sta bene, specie quando l’antica è logora e non fa più andar in

visibilio nessuno. Ma anche a un abito vecchio ci si fa l’uso; ci

si bada poco, e si tira là. Per adattarci a prenderne uno nuovo,

bisognerebbe che ci fosse guadagno evidente nel cambio. Vedete, è

questo il tasto che va toccato, da noi. —

I due santi non intesero a sordo. Diedero, prima di andarsene a letto,

una ripassata ai testi, e quella notte dormirono più tranquilli che

non avessero sperato, innanzi di avere quella conversazione tanto

istruttiva coll’oste. La mattina seguente, rieccoli in piazza de’

Banchi. La gente li vede, e non si lascia adescare, pensando che

canteranno le solite storie.

Ma no, niente del giorno addietro. Ecco che l’un dei due cava, di sotto

un lembo della toga un grosso scartafaccio, foderato di cartapecora.

Pare un libro mastro, e concilia subito l’attenzione. Più ne conciliano

le prime parole del santo, che, squadernandosi il libro sul braccio

sinistro, e battendo con un gesto vittorioso della destra sulle pagine

aperte, comincia in questa nuovissima forma:

— Il Signore ha detto «chi seguirà il mio nome riceverà il cento per

uno, ed anche erediterà la vita eterna».

— Il cento per uno! — ripete un secondo, mettendosi sulle orme del

primo.

— E la vita eterna per il buon peso! — soggiunge un terzo, che già si

tira dietro il quarto ed il quinto. — Dici tu il vero, o sant’uomo?

— Non io lo dico, o fratelli, — risponde il santo del libro. — Lo

dice san Matteo, al capitolo diciannovesimo, versetto ventesimo nono;

lo conferma san Marco, al capitolo decimo, versetto trentesimo; e al

versetto trentesimo del capitolo decimottavo lo ribadisce san Luca. Tre

firme, come vedete, e di prima qualità.

— E con la tua per avallo! — gridarono gli astanti infiammati,

chiamando al prodigio tutta la piazza.

— Aggiungete quella del mio compagno, qui presente ed accettante.

— Benissimo! egregiamente! Non si è mai vista in piazza una cambiale

più garantita di questa. —

Quel giorno, senz’altri discorsi, tutta la piazza de’ Banchi si fece

cristiana. Il giorno seguente non si sarebbe trovato un pagano, in

tutta Genova, a pagarlo un marengo.

Sorrisi di gioventù · 第 9 / 22 题