MASTICA solo.
MASTICA. Oimè, l'uscio è serrato a chiave. Sia maladetta la mia
sciocchezza a farmene cavar fuora senza mangiar prima! O padrona, o
padrona! Oimè, perché non cavarmi gli occhi, perché non tagliarmi il
naso e l'orecchie e non cacciarmi digiuno fuori? Il carriar delle
legna, il soffiar del foco mi hanno talmente diseccato il polmone che
è fatto piú arido d'una pomice. Questa è stata la mia speranza in
esser tutto oggi cuoco e facchino? Quando credeva che la pancia avesse
a gonfiarsi duo palmi fuora, sento il ventre che mi tocca la schena;
par che sia una donna figliata di fresco, una vessica sgonfiata. Oimè,
che le budella mi ballano in corpo! Dove andrò a cenare, ché l'ora è
tarda e ho fatto questione con tutti? O vitelle, o porchette, o
lasagni, o sguazzetti, o saporetti che odoravate cosí suavemente; o
liquore, o vino che tornavi l'anima dentro i corpi morti, dove sète
andati? Sono venuti i lupi e s'hanno ingoiato la cena che son stato
tutto oggi ad apprestare. Mi sento l'anima venire a' denti: ben sará
se questa sera non m'impicco con le mie mani!