SCENA IV.

MASTICA solo.

MASTICA. Oimè, l'uscio è serrato a chiave. Sia maladetta la mia

sciocchezza a farmene cavar fuora senza mangiar prima! O padrona, o

padrona! Oimè, perché non cavarmi gli occhi, perché non tagliarmi il

naso e l'orecchie e non cacciarmi digiuno fuori? Il carriar delle

legna, il soffiar del foco mi hanno talmente diseccato il polmone che

è fatto piú arido d'una pomice. Questa è stata la mia speranza in

esser tutto oggi cuoco e facchino? Quando credeva che la pancia avesse

a gonfiarsi duo palmi fuora, sento il ventre che mi tocca la schena;

par che sia una donna figliata di fresco, una vessica sgonfiata. Oimè,

che le budella mi ballano in corpo! Dove andrò a cenare, ché l'ora è

tarda e ho fatto questione con tutti? O vitelle, o porchette, o

lasagni, o sguazzetti, o saporetti che odoravate cosí suavemente; o

liquore, o vino che tornavi l'anima dentro i corpi morti, dove sète

andati? Sono venuti i lupi e s'hanno ingoiato la cena che son stato

tutto oggi ad apprestare. Mi sento l'anima venire a' denti: ben sará

se questa sera non m'impicco con le mie mani!

L'Olimpia · 第 75 / 85 题