SCENA V.

ANASIRA sola.

ANASIRA. Troppo è misera la condizion delle donne, poiché ne bisogna

tòr marito a voglia di parenti, col quale abbiamo a vivere fin alla

morte. Sia benedetta l'anima di mia madre, che per aver tolto un

marito per forza a voglia di suo padre, se ne tolse cinquanta a voglia

sua, e a me ne fe' provare prima dieci e poi mi diede l'elezion di

tormi qual piú mi piacesse! Lo dico ad effetto, ché se mai mi son

rallegrata del ben d'altri, or me ne son rallegrata piú che mai, che

uscendo poco fa di casa d'una amica, intesi dir per la strada ch'erano

gionti doi cristiani scampati di man di turchi: me ne rallegrai

vedendo che le genti lo tengono per vero e Olimpia ottenghi il suo

desiderio. Caminando piú avanti, trovai una calca di persone raccolte

insieme: dimandai e mi fu risposto che stavano mirando certi che erano

stati schiavi di turchi. Desiosa veder questo Lampridio, ché non mi

scappi il manto, me lo piglio a due mani, e spingo innanzi finché vedo

due persone, una di venti e l'altra di sessanta anni, vestite da

turchi con le mani piene di calli e ne' piedi si conosceva il segno

del cerchio della catena: niuno di loro mi avea ciera d'innamorato, e

mi meraviglio come vogli Lampridio comparir in quel modo innanzi la

sua innamorata. Me ne andrò a riposare, ché ho tanto menato le gambe

per compir presto il viaggio che par che abbia una fontana di sotto.

L'Olimpia · 第 40 / 85 题