ANASIRA sola.
ANASIRA. Troppo è misera la condizion delle donne, poiché ne bisogna
tòr marito a voglia di parenti, col quale abbiamo a vivere fin alla
morte. Sia benedetta l'anima di mia madre, che per aver tolto un
marito per forza a voglia di suo padre, se ne tolse cinquanta a voglia
sua, e a me ne fe' provare prima dieci e poi mi diede l'elezion di
tormi qual piú mi piacesse! Lo dico ad effetto, ché se mai mi son
rallegrata del ben d'altri, or me ne son rallegrata piú che mai, che
uscendo poco fa di casa d'una amica, intesi dir per la strada ch'erano
gionti doi cristiani scampati di man di turchi: me ne rallegrai
vedendo che le genti lo tengono per vero e Olimpia ottenghi il suo
desiderio. Caminando piú avanti, trovai una calca di persone raccolte
insieme: dimandai e mi fu risposto che stavano mirando certi che erano
stati schiavi di turchi. Desiosa veder questo Lampridio, ché non mi
scappi il manto, me lo piglio a due mani, e spingo innanzi finché vedo
due persone, una di venti e l'altra di sessanta anni, vestite da
turchi con le mani piene di calli e ne' piedi si conosceva il segno
del cerchio della catena: niuno di loro mi avea ciera d'innamorato, e
mi meraviglio come vogli Lampridio comparir in quel modo innanzi la
sua innamorata. Me ne andrò a riposare, ché ho tanto menato le gambe
per compir presto il viaggio che par che abbia una fontana di sotto.