[469] Cfr. PAUSANIA, 4, 14, 3 sgg. specie 4: «In primo gli Spartani li
fanno giurare di non defezionare mai da loro, e di non tentare alcun
altro mutamento». Questa dicitura sembra riferirsi a un rapporto di
Stato dominatore a popolazione civilmente libera.
[470] In _Poetae gr._, ed. BERGK, II, fr. 6: trad. it. di G.
FRACCAROLI, _Lirici greci,_ Torino, Bocca, II, 90.
[471] PAUS., 4, 14, 4.
[472] PAUSANIA discorreva dei Messeni innanzi la grande rivolta della
fine del VII secolo a. C.; dopo di che, soggiunge, essi «passarono
nella categoria degli Iloti» (4, 23, 1; 24, 5). Si deve, in questa
frase, supporre anche un mutamento dei loro obblighi tributari nel
senso che, in luogo di un tributo proporzionale, i nuovi Iloti
(come gli antichi) avrebbero pagato un tributo fisso in natura?
Tale deduzione sarebbe arbitraria ed anche inverosimile, in quanto
l’aggravarsi della condizione materiale dei Messeni non rendeva
possibile siffatto mutamento (cfr. pp. 215-16 del pres. volume). Molto
più semplicemente qui si deve trattare del loro passaggio da coloni
liberi o semiliberi a servi della gleba.
È singolare lo sforzo dei moderni per conciliare i passi di
Plutarco e di Pausania, dopo averli interpretati in modo da renderne
inconciliabile il contenuto. Nel suo ottimo libro _Le travail dans la
Grèce ancienne_ (pp. 112-13) il GLOTZ imagina che la condizione degli
Iloti della Messenia fosse stata diversa da quella degli Iloti della
Laconia: complicazione improbabilissima, di cui le fonti tacciono
assolutamente o che esse smentiscono: infatti PAUSANIA, vedemmo,
informava che anche i Messeni furono inscritti fra gli Iloti. Il
BELOCH poi, nella sua _Griechische Geschichte_ (2ª ed., I, 1, p.
304, n. 1), suppone che la condizione degli Iloti sia stata dapprima
quella descrittaci da Tirteo e da Pausania, poi quella indicataci
dalla consueta interpretazione di Plutarco. Il guaio si è che PLUTARCO
(loc. cit.) si riferiva, come Tirteo e Pausania, all’età licurgica e
prelicurgica.... Lo stesso storico (lo notiamo implicitamente) cade in
qualche altra inesattezza. Egli considera i Messeni, innanzi la grande
rivolta del VII secolo, quali servi della gleba (p. 206), e interpreta
l’espressione ἀποφορὰ, con cui Plutarco indica il generico tributo
degli Iloti, come il vocabolo tecnico che renda il concetto di «fitto
costante» (p. 304, n. 1).
[473] _C. I. L._, VIII, 2, 10570, § 3 (iscrizione di Suk el Kmis)
(in RICCOBONO; BAVIERA; FERRINI, _Fontes iuris romani_, Florentiae,
Barbera, 1909, pp. 362 sgg.).
[474] IBID., § 4.
[475] Cfr. _Journal of hellenic studies_, 1897, pp. 418 sgg. Pur
troppo, l’iscrizione, gravemente mutila, non ci illumina (verbalmente
almeno) in modo così completo come quella africana di Suk el Kmis.
[476] In RICCOBONO ecc., _Fontes iuris romani_, pp. 352 sgg.; col. I,
ll. 6-7, 9, 12, 24; col. II, l. 29 e _passim_.
[477] IBID., pp. 357 sgg.; col. I, l. 8; col. IV, l. 9.
[478] IBID., p. 359 sgg.; col. I, ll. 2 sgg.; col. II, l. 10.
[479] E. BEAUDOUIN, _Les grands domaines dans l’Empire romain_, in
_Nouv. Revue hist. de droit français et étranger_, 1898, pp. 556 sgg.
[480] _Cod. Just._, 11, 48 (47), 5: «_Domini praediorum id quod
terra praestat accipiant, pecuniam non requirant_; cfr. FUSTEL DE
COULANGES, _Recherches sur quelques probl. d’histoire_, pp. 1-82;
IDEM, _Institutions politiques: L’invasion germanique_ ecc., pp.
142-43; _L’alleu et le domain rural_ (Paris, 1899), pp. 77-79. 406;
_Le domain rural_ in _Revue des deux mondes_, 1886, pp. 855-56 (trad.
it. in _Bibl. di st. economica del_ PARETO-CICCOTTI, II, 1); MITTEIS,
_in Hermes_ (1895), p. 606; E. COSTA, in _Bullett. Ist. dir. rom._,
1901 (1902), pp. 50 sgg.; SCHULTEN, _Colonus_, in _Dizion. epigr._
del DE RUGGIERO, pp. 459-460; E. BEAUDOUIN, op. cit., in _Nouv. Revue
hist. de droit français et étranger_, 1897, pp. 708, 709, note 1-2;
1898, 56-57; G. LUZZATTO, _I servi della gleba nelle grandi proprietà
ecclesiastiche_, Pisa, Spoerri, 1910, pp. 143 sgg., 179 sgg.
[481] _Cod. Iust._, 11, 49 (50).
[482] _Cod. Iust._, 41, 47 (48) 1 (a. 328).
[483] _Cod. Iust._, 11, 48 (47), 5.
[484] _Cod. Iust._, 41, 47 (48), 23, 1-2.
[485] IBID., § 3.
[486] Cfr. anche l’epigrafe d’_Henchir Mettich_ in RICCOBONO ecc., op.
cit., pp. 374 sgg., ll. 11 sgg.; BEAUDOUIN, in loc. cit., 708-09, note,
e _Cod. Iust._, 11, 48 (47), 8, 1, ecc.
[487] _Die Lex Manciana_ ecc., in _Abhandl. d. Königl. Gesellschaft d.
Wissenschaft zu Göttingen philol. hist. Classe_, N. S., II, 3, 1897,
(estr. pp. 46 e _passim_).
[488] Cfr. BEAUDOUIN, in _Nouv. Revue hist. de droit français et
étranger_, 1898, pp. 547 sgg.
[489] PLIN., _Ep._, 9, 37, 2 sgg. Cfr. Dig., 19, 2, 25, 6: «Partiarius
colonus quasi societatis iure et damnum et lucrum cum domino fundi
partitur».
[490] DARESTE; HAUSSOULIER; REINACH, _Inscriptions juridiques
grecques_, II, (p. 238), XIII bis, § 3.
[491] GU. ROSCHER, _Traité d’économie politique rurale_ (trad. fr.),
Paris, 1888, pp. 235 e sgg.