LIII.

Quel nome ridestava in un punto solo tutte le passate torture di

Silvio. Egli rivide la faccia trista e il contegno arrogante di

quell'uomo odiato. Mille pensieri assalirono la sua mente abbattuta,

come orda inviperita che infierisce sul caduto.

Quel Salvani era dunque stato un amante? Carlotta era dunque colpevole?

Quale altro significato attribuire a quel nome pronunciato da Carlotta,

se non quello d'una confessione? E perchè una confessione? La credeva

essa indispensabile? E come mai aveva potuto immaginare che dovesse

bastare il solo nome del Salvani a tale effetto? Conosceva essa adunque

i sospetti che egli aveva nutrito un tempo?...

A poco a poco la sua mente afferrò il filo di questo labirinto d'idee.

Volse l'occhio verso Carlotta, e la vide immobile, abbattuta, colla

faccia sempre nascosta fra le mani; il suo petto era agitato come

un piccolo mare, immenso mare di amore e di voluttà.... Una lagrima

spuntava fra le sue rosee dita, e scorreva lentamente lungo il braccio.

Silvio sentì nel seno un artiglio spietato che gli stringeva il cuore;

i suoi occhi anch'essi versavano delle lagrime; e perchè non le avrebbe

egli mescolate, queste dolci lagrime della pietà e dell'amore, con

quelle purificatrici del rimorso?

Allora una nuova idea balenò nella sua mente. Se questo appunto, questo

solo, fosse stato il motivo dell'ostinato rifiuto di Carlotta? Ciò era

naturale; pensandoci meglio, non poteva essere altrimenti. Carlotta

aveva dubitato di lui, aveva stimato che l'amore che le veniva offerto

era uno di quegli amori volgari che, nati di desiderio, hanno tutta

la prepotenza della passione, ma non la forza dell'affetto, e se sanno

affrontare lo stesso pericolo della vita, s'impauriscono però al solo

pensiero del ridicolo e della maldicenza. Ora, interrogando il suo

cuore, Silvio lo sentiva più saldo che non avesse creduto, e disse a

sè stesso che i pregiudizi sociali non avrebbero avuto virtù di farlo

piegare un solo istante dai suoi propositi.

Chi sa?... Forse Carlotta lo amava in segreto, forse... Buon Dio! come

è meravigliosamente intessuta la tela bizzarra delle umane illusioni!

Silvio immaginò la riconoscenza affettuosa di Carlotta, la sua pace

domestica, la solitudine. Guardò un'altra volta al suo fianco... un

angelo, l'angelo del pentimento!

Oh! sì; Dio è grande e misericordioso!

Se una colpa s'imprime sulla riputazione d'una donna, il pentimento

deve lavare ogni macchia; infine essa confessava... l'onore del

_marito_ era salvo...

Un segreto, vol. 2 · 第 28 / 60 题