IL COMMENDATORE (_allargando le braccia_).--Fammi il piacere, Diodata
mia, non mi seccare anche te. È pronta la colazione?
LA SIGNORA.--Che pronta d'Egitto! La donna non ha potuto uscire che
alle dieci e mezzo: lo sai bene!
IL COMMENDATORE (_con tremolìo convulso alla gamba destra, e occhi
alzati al soffitto_).--Sempre così. Non c'è caso che mi si voglia
capire. Quando dico le undici, intendo dire le undici: se comando la
colazione per le undici, è proprio per le undici che voglio fare
colazione. Come parlo? parlo turco? parlo indiano?
LA SIGNORA.--Dopo tutto, non sono che le undici e venti, sai.
IL COMMENDATORE.--Sì, ma la colazione non sarà pronta che a
mezzogiorno; un'altra volta che dico alle undici, e non si dà proprio
alle undici, vado alla trattoria.
LA SIGNORA.--Già: il signore fa presto: lui se ne va alla trattoria.
La moglie non gli viene neppure in mente. Si capisce!
IL COMMENDATORE.--Ti ho mai fatto morir di fame? e dunque? che cosa
strilli?
LA SIGNORA.--E tu, di che strilli?
IL COMMENDATORE.--Strillo perchè ci ho ragione di strillare. Alle
dodici in punto, devo essere alla Camera, se no Morana si stranisce e
mi fa il muso.
LA SIGNORA.--E che mi preme del tuo Morana?
IL COMMENDATORE.--Preme a me, se non a te: oggi appunto devo
raccomandare il tetto della casa penale di Corpuscoli, articolo 78 del
bilancio. Il tetto sarà rifatto ugualmente, ma importa che gli
elettori lo credano rifatto per merito mio.
LA SIGNORA (_smettendo di lavorare_).--La vera casa penale è questa,
sì signore: è questa: e io sono la povera e unica condannata alla casa
penale. La mattina (_contando sulle dita_) ti svegli di malumore,
brontoli e te ne vai via. Dici che vai agli uffizi. Sarà. Il marito di
Lilla non va mai mai agli uffizi, eppure è più deputato e più
commendatore di te. Alle due ci hai la seduta, anzi, adesso c'è
quest'altra bella novità delle commissioni. Fino alle sei, dici tu,
stai alla Camera. Io sono stata cinque o sei volte alla tribuna (con
biglietto che mi ha dato Pullè, perchè tu non ci pensi) e non ti ho
visto mai, mai....