s'affiochisce come dei passi che s'allontanano. Cadono da un campanile
le ore, come stelle sfogliate. Silenzio. Poi l'usignuolo canta ancora.
A un tratto echeggia nel giardino un colpo di fucile. Una voce aspra
grida da una finestra_:
— Ho ucciso l'usignuolo! ho ucciso l'usignuolo! Un ladro è scappato dal
muro del giardino...
_Dopo una breve pausa la madre si precipita in camicia sotto il
portico, getta un urlo_:
— Io lo sapevo, assassino! _(E cade morta)._
_Silenzio._
_Poi l'usignuolo riprende il suo canto, più forte, come un ubbriaco
vomitoso che s'avvicina._
_Sipario_
BOCCIONI
LE PRUGNE VERDI
_Sala da pranzo. Tavola in disordine alla fine del pranzo. Credenza, a
sinistra, poltrone, ecc. Lui, elegante, raffinato, intellettuale. Lei,
bella, elegante._
LUI _(fumando)_. Sai, cara? Domani il nostro amore avrà un anno...
LEI _(con grazia)_. Davvero? Ah! già... fu in settembre... Amico mio,
come sei stato buono con me! _(Con un sospiro)._ Che cosa sarebbe stata
la mia vita senza il tuo amore?...
LUI. Cara!...
LEI. Ti sei dato completamente a me... Non hai più mosso un passo
senza di me... Hai trasformata la tua vita, adattate le tue abitudini
alle mie... Hai lasciati i tuoi amici, trascurate le tue relazioni...
_(Lui fa dei cenni di diniego)._ Hai abbandonato quell'odiosa politica,
quella stupida arte... che, infine, non ti fruttavano nulla... Non è
vero?... Sì, sì, tutto hai fatto per me, caro... _(Gli va vicino e lo
accarezza)._ Mi hai dato il tuo nome, hai riconosciuto mio figlio...
Mi hai imposta in società col tuo coraggio... Oh! so bene quanto ti è
costato tutto ciò, caro!... _(Pensando)._ E il denaro anche hai gettato
a piene mani per farmi bella la vita! Oh, sì, amore mio!... te ne sarò
eternamente riconoscente!... Senza di te, la mia vita sarebbe vuota...
Sarei un nulla.
LA CAMERIERA _(entrando)_. C'è di là un signore.
LEI _(con vivacità)_. Chi è?
LA CAMERIERA. Il signor Nuovo Presentato.
LEI _(fra sè)_. Chi sarà?
LUI. Ah! Sai... Quel giovanotto che hai conosciuto l'altra sera...
_(fra sè)._ Che cosa vorrà quell'idiota?...
LEI _(accomodandosi già i capelli e la toilette)_. Eh! Dio santo!...
Tutti idioti, per te!...
LUI _(seccato, alla Cameriera)_. Fallo entrare.
_(Entra il Nuovo Presentato, giovanottone quasi elegante. Azzimato a
scopo di visita. Sicuro di sè, insinuante)._
IL NUOVO PRESENTATO _(avanzandosi cerimoniosamente)_. Buongiorno,
signora... _(Le bacia la mano. Indi a Lui)_ Ciao, caro... Come stai?
LUI. Bene, grazie... Siedi. Vuoi una sigaretta?
IL NUOVO PRESENTATO. Sì, grazie... spero di non disturbare.
LEI. Ma no... Anzi! Siamo sempre così soli!... Prendete un caffè?
IL NUOVO PRESENTATO. Oh! grazie!...
LUI. Di dove vieni?
LEI _(mescendo)_. Amaro o dolce?
IL NUOVO PRESENTATO _(senza rispondere a Lui)_. Amaro...
LEI. Amaro?... Anche a voi, il caffè piace amaro come a me... _(a
Lui, con stizza e civetteria)_ Vedi, tu?... Anche a lui piace amaro!
Tu invece, sempre dolce, dolce... zucchero, sempre zucchero... È
terribile!... Non capisco.
LUI _(sbalordito e seccato)_. Io... Che c'entro io, adesso?...
LEI. Ma sì!... Vuoi negarlo?... Ti piace tutto inzuccherato... come il
miele! A me fa schifo, tutto quel dolciume!...
LUI _(indispettito, quasi con disgusto)_. Ma che cosa dici?... Ma che
zucchero e miele!... Io me ne infischio... Del resto, se ti fa tanto
schifo, porto via la zuccheriera... _(Si alza con fare stanco, prende
la zuccheriera e va a riporla nella credenza)_.
LEI _(al Nuovo Presentato)_. Che carattere impossibile!... Che cosa
volete?... A me piace tutto amaro... La limonata, l'aranciata, io le
prendo senza zucchero...
IL NUOVO PRESENTATO _(con fare dolce e ispirato)_. Strano! Anch'io...
anch'io!...
LEI. Le frutta, per esempio... le mele, le pesche mi piacciono
acerbe... Le prugne verdi... sapete...
IL NUOVO PRESENTATO _(con gioia)_. Oh! sono la mia passione!
LEI. Ah, sì? Davvero?!... Strano! Come siamo uguali!... _(avvicinandosi
al Nuovo Presentato e quasi sfiorandogli la mano)._ Dovete essere
nervoso... Siete napoletano?
_(Il Nuovo Presentato la guarda estatico. Lui che ha riposto la
zuccheriera ed ha evidentemente udito, si volge, li guarda, fa alcuni
passi verso la scena, e dice, come a se stesso)_:
LUI. Si son messi d'accordo sulle prugne... Sono spacciato!
_Sipario_
FRANCESCO CANGIULLO
NON C'È UN CANE
SINTESI DELLA NOTTE
_Personaggi_:
QUELLO CHE NON C'È
Via di notte, fredda, deserta.
Un cane attraversa la via.
_Tela_
FRANCESCO CANGIULLO
DETONAZIONE
SINTESI DI TUTTO IL TEATRO MODERNO
_Personaggi_:
UN PROIETTILE
_Via di notte, fredda, deserta._
Un minuto di silenzio. — Una revolverata.
_Tela_
FRANCESCO CANGIULLO
DECISIONE
_Tragedia in 58 atti e forse più. Di 57 di questi atti è inutile la
rappresentazione. — L'ultimo atto è di FRANCESCO CANGIULLO._
_Personaggi dei 57 atti che non si rappresentano_:
GIULIO
LA FAMIGLIA
LA VITA
_Personaggi dell'ultimo atto_:
GIULIO
_Un'anticamera._ — _Una bussola a sinistra, porta delle scale in
fondo._ — _Sera._ — _Luce elettrica._
GIULIO _(25 anni, simpatico. Irruzione violenta, con sbatacchiamento
di bussola)_. Oh perdio! adesso il giuoco dura da parecchio... La
stampa... l'opinione pubblica... Ma io m'infischio del pubblico e della
stampa! _(Toglie paletot e cappello dall'attaccapanni, e, infilando il
paletot)_: Questa è una cosa che deve assolutamente FINIRE!
_(Rapido, spegne la luce ed esce)._
_Tela_
FRANCESCO CANGIULLO
IL DONNAIUOLO E LE 4 STAGIONI
SINTESI DI 20 ANNI D'AMORE
_(Mi dispiace, ma assolutamente non posso fare i nomi dei personaggi —
e bisogna che lo vieti anche ai capocomici)._
Scena neutrale. — _Entrate laterali e in fondo._ — 3 secondi dopo che
è salita la Tela entra da sinistra l'EDUCANDA in uniforme, leggendo un
libriccino del «mese mariano». Con gli occhi sul libro, viene avanti,
piano, alla ribalta. Dalle pagine cade giù un'immagine sacra. Con
grande semplicità LEI la raccatta e la colloca di nuovo fra le pagine.
— Riprende la lettura, ferma innanzi alle lampadine della ribalta sino
alla fine.
Dopo 10 secondi, dal fondo entra la BAGNANTE, naturalmente, in
costume da bagno: mutandine azzurre, blusa alla marinaio. Legata in
un salvagente, la BAGNANTE nuota sulla scena sempre in uno spazio
circoscritto, riservato a LEI — sino alla fine.
Dopo 10 secondi, entra anche dal fondo la VEDOVA, trasportando una
tomba munita di ghirlanda e ceri accesi. La colloca con le spalle quasi
nell'angolo a destra, s'inginocchia, china la testa, — e resta fissa
come chi si faccia lungamente fotografare di dietro.
Dopo 10 secondi, entra da destra — col viso nascosto in un braccio
piegato — la SPOSA. Abito di raso bianco, lungo velo, ghirlanda di fior
d'aranci in testa. Timida viene avanti alla ribalta e resta così sino
alla fine.
Dopo 20 secondi, dal fondo, tutto chic, con gran disinvoltura, fumando
una sigaretta, irrompe il DONNAIUOLO, svelto e sicurissimo si caccia
sull'orlo della ribalta, allarga le braccia al pubblico con grande
espansione, incassando la testa negli omeri _(l'attore ricorderà Renato
Simoni alla quarta chiamata)_, con sorriso diplomatico fissa tutto il
pubblico in uno sguardo largo e sintetico — poi dice:
VOILÀ!
e agilissimo retrocede elettricamente sulle punte. —
T
E
L
A
FRANCESCO CANGIULLO
DI TUTTI I COLORI
CLICHÉS DI SINTESI
CLARA
| _Edmondo_
SUO FIGLIO | _Osvaldo_
| _Anacreonte_
| _Vespasiano_
PADRE NERO
PADRE BIANCO
PADRE ROSSO
PADRE VERDE
Ecc.
_Scena neutra._
_La Signora Clara sarà sempre nell'istessa posa: testa bassa,
umiliazione, immobilità. — Elegante. — 40 anni._
PADRE NERO. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero?
Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.
CLARA _(avrà appena la forza di pigliare il danaro e depositarlo fra i
seni)_.
PADRE NERO. Vi prego di chiamarlo.
CLARA _(un fil di voce commossa)_. Edmondo.
_Un ragazzone sui diciott'anni si presenta umiliato come CLARA, a testa
bassa, andando a porre bene sotto il naso di PADRE NERO i suoi capelli
dell'identico colore._
PADRE NERO. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei
capelli! _(Esce)_
CLARA e EDMONDO _(con scatto s'abbracciano e si baciano contentissimi.
Subito il ragazzo rientra e CLARA torna al suo posto come prima)._
PADRE BIANCO. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è
vero? Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.
CLARA _(avrà appena la forza, ecc. ecc.)_.
PADRE BIANCO. Vi prego di chiamarlo.
CLARA _(con filo dì voce commossa)_. Osvaldo.
_Si presenta lo stesso ragazzone umiliato come CLARA, a testa bassa,
andando a porre bene sotto il naso di PADRE BIANCO i suoi capelli
dell'identico colore._
PADRE BIANCO. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei
capelli! _(Esce)._
CLARA e OSVALDO _(con scatto s'abbracciano e si baciano contentissimi.
Subito il ragazzone rientra di nuovo e CLARA torna come prima)_.
PADRE ROSSO. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero?
Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.
CLARA _(avrà appena la forza, ecc. ecc.)_.
PADRE ROSSO. Vi prego di chiamarlo.
CLARA _(filo di voce, ecc.)_. Anacreonte.
_Lo stesso ragazzone ecc. ecc., andando a porre bene sotto il naso di
PADRE ROSSO i suoi capelli dell'identico colore._
PADRE ROSSO. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei
capelli! _(Esce)._
CLARA e ANACREONTE _(con scatto s'abbracciano e si baciano
contentissimi. Subito il ragazzone rientra ancora una volta e CLARA
torna come prima)._
PADRE VERDE. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero?
Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.
CLARA _(avrà appena la forza, ecc. ecc.)_.
PADRE VERDE. Vi prego di chiamarlo.
CLARA _(filo di voce, ecc.)_ Vespasiano.
_Lo stesso ragazzone ecc. ecc., andando a porre bene sotto il naso di
PADRE VERDE i suoi capelli dell'identico colore._
PADRE VERDE. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei
capelli! RARI, aggiungerò. _(Esce)._
_CLARA e VESPASIANO con scatto identico s'abbracciano e si baciano
contentissimi. Il ragazzone rientra, CLARA torna come prima._
_5 secondi di pausa._
_Tela._
LUCIANO FOLGORE
15 METRI D'ALTEZZA
N P R
VOCE DI DONNA
VOCE D'UOMO
VOCE D'UBBRIACO
_Immediatamente dietro il sipario il terzo piano della facciata di un
palazzo. Due finestre con persiane, distanti una dall'altra vari metri.
Sotto le finestre quattro dita di cornicione. Accanto alla finestra di
sinistra un sottile tubo di acqua verticale che si perde in alto e in
basso della facciata. Piccola zona di finestre soprastanti. La finestra
di destra è oscura ed ha le persiane ermeticamente chiuse. Quella di
sinistra rivela una porzione di stanza illuminata ed ha le persiane
spalancate._
_Al cominciar dell'azione un giovane elegante in abito da società a
cavalcioni sul davanzale, guarda incerto nel buio sottostante._
VOCE DI DONNA _(angosciosamente)_. Ma presto. Sta per entrare.
NPR _(spaurito)_. Il cornicione è stretto. Ci sono tre piani di sotto.
VOCE DI DONNA. Sbrigati, io chiudo.
_NPR discende sui dieci centimetri di cornicione che mal sostengono i
suoi piedi. La posizione del giovane è incomoda. Per maggior sicurezza
si aggrappa al tubo dell'acqua. La donna chiude rapidamente le
persiane._
VOCE D'UOMO _(piuttosto gioconda, all'interno)_. Buona notte e buona
notte. Ancora alzata?
VOCE DI DONNA _(debole)_. Avevo caldo.
VOCE D'UOMO. Che discussione, stasera! Auff! Quel colonnello Magri
non vuol capire i nuovi rapporti che corrono fra l'idea di spazio e di
tempo _(pausa)_. Mi spoglio.
VOCE DI DONNA _(vicino alla finestra)_. Silenzio, per carità! Ancora un
poco. Egli ha sonno. Resisti qualche minuto.
NPR _(sottovoce)_. Mi sforzo, la posizione è difficile _(si muove un
poco e si accomoda)_.
VOCE D'UBBRIACO _(dalla strada)_. Ah fanale... fanale! Stai fermo un
momento. Ti muovi troppo.
VOCE D'UOMO _(dall'interno)_. Se il professore non mi dava ragione, ci
saremmo accapigliati.
VOCE D'UBBRIACO _(dalla strada)_. Fanale, ti dico, alzati in punta di
piedi, che avrei bisogno di vedere più in alto.
NPR _(getta spaventato uno sguardo di sotto)_. Maledizione al vino!
_(Si ritrae però subito come preso da vertigine)._
VOCE D'UOMO _(calma, inventariando quasi oggetti e idee)_. Una scarpa
_(tonfo)_. Credi, la matematica...
VOCE D'UBBRIACO. Ora accendo un fiammifero.
VOCE D'UOMO _(c. s.)_. Due scarpe _(tonfo)_ ... E la filosofia sono
sorelle...
VOCE D'UBBRIACO _(c. s.)_. Accendo un altro fiammifero.
VOCE D'UOMO _(c. s.)_. I pantaloni... Più di quello che non sembri...
VOCE D'UBBRIACO _(irritata)_. Accendo un terzo fiammifero. C'è un
grosso respiro che ci soffia sopra e spegne.
VOCE D'UOMO _(c. s.)_. Camicia e cravatta. L'anima è un triangolo
isoscele.
VOCE D'UBBRIACO _(c. s.)_. Accendo, per dio, un quarto fiammifero.
VOCE DI DONNA _(dall'interno)_. Resisti! resisti! Ancora pochissimo.
NPR _(debolmente)_. Non so.
VOCE D'UOMO _(c. s.)_. I calzini... _(variando di tono)_. Ma questa
notte che fai? Ragioni con le stelle?
VOCE DI DONNA _(smarrita)_. No... ho caldo... sento calore.
VOCE D'UOMO. Bene, vengo anche io alla finestra. Mi piace. Ci sono
costellazioni come il pensiero.
VOCE DI DONNA _(c. s.)_. Ma guarda, sei quasi nudo... ti farà male...
VOCE D'UOMO. Pregiudizi. Mi getto un lenzuolo sopra le spalle. L'aria
della notte del resto è purissima, meravigliosa per le combinazioni
algebriche dei nostri sogni.
VOCE D'UBBRIACO. Sono già cinque fiammiferi _(caparbio)_. Ma io la
stacco quell'ombra, la stacco e la stacco!
_L'uomo spalanca le persiane e appare ammantellato di bianco. Non
vede che avanti a sè, quindi non scorge _NPR_ che ha lasciato il
sostegno del tubo dell'acqua e si è disposto faticosamente a ridosso
della facciata con la fronte alla notte, i piedi divaricati messi per
lunghezza secondo la lunghezza del cornicione. Il giovane ha il viso
che è tutto uno spasimo. La bocca trema, gli occhi sono chiusi per
il timore della vertigine, le mani incollate al muro, per mantenere
l'equilibrio del corpo rigido._
L'UOMO ALLA FINESTRA. L'Orsa, una stella rossa, un poligono di punti
viola...
VOCE D'UBBRIACO. Ancora un altro fiammifero. Sei: me la pagherai, uomo
o fantasma che soffi lassù.
L'UOMO _(alla donna)_. Che hai? Tremi tutta!
VOCE DI DONNA. Non so... un brivido.
VOCE D'UOMO. Andiamo. Chiudo. _(serra le persiane. Poi la finestra)._
VOCE D'UBBRIACO. Settimo fiammifero. _(trionfando)._ Ci sono. Arde. Io
brucio quel filo e lo consumo tutto.
_NPR non resiste più allo sforzo disperato; scivola un poco lungo la
parete, si accascia dopo aver brancolato e precipita nella strada.
Tonfo._
VOCE D'UBBRIACO. Lo dicevo. Un bolide maligno!
DECIO CINTI
IL REGALO
_Sala da pranzo di famiglia borghese. Sera. La tavola, nel mezzo, è
illuminata da una lampada con paralume verde, appesa al soffitto, che
manda una luce velata e verdognola._
_Due porte in fondo._
_Intorno alla tavola, che è rotonda, stanno seduti la Moglie,
insignificante, piuttosto brutta, la Suocera, vecchia e paralitica, e
la Figlia quattordicenne._
_La Moglie cuce; la Figlia scrive con grande attenzione; la Suocera
sonnecchia._
_Atmosfera raccolta, di mediocrità onesta e tranquilla._
LA FIGLIA. Che ora è?
LA MOGLIE _(guarda la pendola che è sopra un mobile)_. Sono le dieci.
Il treno arriva alle dieci e diciassette. Fra mezz'ora il babbo sarà
qui...
LA FIGLIA. Chi sa che cosa avrà comprato per me! Mi ha promesso un bel
regalo...
LA MOGLIE. Pover'uomo! È tanto buono!... E ci vuol tanto bene!
LA SUOCERA _(indifferente, come se non udisse e non vedesse nulla di
ciò che avviene intorno, continua a sonnecchiare, muovendo ogni tanto
la testa e le mani)_.
LA FIGLIA. Scommetto che porterà un regalo anche a te, e uno alla
nonna, come ogni volta che ritorna da qualche viaggio.
_(Breve silenzio)._
LA MOGLIE _(sospirando)_. Speriamo che rechi buone notizie... e che
abbia fatto buoni affari... Da qualche tempo, è sempre taciturno,
accigliato...
LA FIGLIA. Vorrei che avesse pensato di portarmi una bella collana
di palline d'ambra vera... Sono tanto di moda!... Oppure, una bella
stola di finto ermellino... Oppure, un anellino con una perla piccola
piccola...
_(Breve silenzio. Squillo di campanello lontano)._
LA MOGLIE. Eccolo!
_(Depone il lavoro, si alza di scatto, va verso la porta rapidamente
e ne esce, seguìta dalla Figlia saltellante ed impaziente. La Suocera
rimane immobile, indifferente, non dà nessun segno d'attesa o di
curiosità. La Moglie rientra poco dopo, seguita dal Marito e dalla
Figlia. Ella porta una valigia, e la Figlia porta una cappelliera)._
_La Suocera non si muove, non parla, non volge nemmeno il capo._
_Il Marito, barbuto, sinistro, è pallidissimo e stravolto, e si ferma
turbato e indeciso a breve distanza dalla porta._
LA MOGLIE. Sei stanco? Che hai? Dio! come sei pallido!...
LA FIGLIA. Mi hai portato il regalo, papà?.... Dimmi subito dov'è!
Voglio vederlo subito! _(Indicando la cappelliera, che ha posato a
terra)._ E lì dentro, che cosa c'è?... _(Prende la valigia, l'apre
con impazienza, vi fruga dentro, e ne trae due cartocci)._ Ah!
ecco!... Ecco i regali!... _(Svolge un cartoccio e ne trae una bambola
qualunque. Malcontenta, con una smorfia sprezzante, depone subito
la bambola su una sedia)._ Non m'hai portato altro? _(Apre l'altro
cartoccio, con impazienza febbrile)._ È una scatola... _(L'apre)._
Ah! sono dolci per la nonna!... Prendi, nonna... _(Dà la scatola alla
vecchia, che, rimanendo indifferente, ne estrae un dolce e si mette a
succhiarlo lentamente)._
LA MOGLIE, _prende la cappelliera che la Figlia ha lasciato a terra_.
E qui, che cosa c'è?... Un cappello?... Un cappello per me?... Grazie!
Grazie!
_Il Marito, che ha continuato ad essere turbato, stravolto, pauroso,
ha uno scatto e s'avanza, tendendo le mani per impadronirsi della
cappelliera. Ma la Moglie, ridendo, corre dall'altro lato della tavola,
per non lasciargliela prendere. Poi apre rapidamente la cappelliera e
ne trae con precauzione una testa recisa di bellissima donna bionda.
La testa è livida; gli occhi aperti e la bocca hanno un espressione
di strazio. Il collo è insanguinato. Alle orecchie, due grossissimi
brillanti._
_Il Marito si copre il volto colle mani, trema, inorridito._
LA MOGLIE, _sollevando la testa e rimirandola con ammirazione e
compiacenza_. Ah! Bellissimo! Grazie!... Troppo lusso per me!... Non ho
mai avuto un cappello così bello!... Come sono contenta!... Non me lo
provo, perchè sono troppo spettinata...
LA FIGLIA. Bello! Bellissimo!... _(Contempla la testa — che sua madre
tiene ancora sollevata — coll'ammirazione che una ragazza può avere
per un bel cappello)._ Come ti starà bene, mamma!... È proprio di buon
gusto!.... Vorrei averlo anch'io, un cappello così.
_(La Suocera, intanto, continua a succhiar dolci senza curarsi di ciò
che accade vicino a lei.)_
IL MARITO, _con voce fioca, strozzata, e con gesti d'intenso orrore_.
Via! Via!... Nascondila!... Te ne supplico!... No! No! Non voglio
vederla!... Nascondetela!... Può venire qualcuno!... Chiudete la
porta!... _(Si lascia cadere, affranto, su una sedia)._
LA FIGLIA, _tendendo le mani verso la testa_. Lasciamelo provare,
mamma, questo bel cappello! Ti prego!
LA MOGLIE. No! No!... Me lo sciuperesti!... _(Si inginocchia davanti
alla cappelliera aperta, e vi ripone con molte precauzioni la testa
recisa)._ Me lo metterò domenica sera, col vestito bleu, se lo zio ci
manderà i biglietti per la Scala.
_Sipario rapidamente_
INDICE
F. T. MARINETTI, EMILIO SETTIMELLI, BRUNO CORRA:
_Manifesto del Teatro Futurista Sintetico_ Pag. 11
TEATRO FUTURISTA SINTETICO
F. T. MARINETTI:
_Simultaneità_, compenetrazione » 21
_Il teatrino dell'amore_, dramma d'oggetti » 24
_Antineutralità_, compenetrazione » 27
_Vengono_, dramma d'oggetti » 29
_Un chiaro di luna_, compenetrazione alogica » 32
_Le basi_ » 33
F. T. MARINETTI E BRUNO CORRA:
_Le mani_, vetrina » 35
BRUNO CORRA ED EMILIO SETTIMELLI:
_Verso la conquista_ » 37
_Dissonanza_ » 39
_Passatismo_ » 41
_Davanti all'infinito_ » 42
_Atto negativo_ » 43
EMILIO SETTIMELLI:
_Il superuomo_ » 44
ARNALDO CORRADINI E BRUNO CORRA:
_Alternazione di carattere_ » 46
ARNALDO CORRADINI ED EMILIO SETTIMELLI:
_Uno sguardo dentro di noi_, stato d'animo
sceneggiato » 47
_Dalla finestra_, tre attimi » 48
REMO CHITI ED EMILIO SETTIMELLI:
_Pazzi girovaghi_ » 50
REMO CHITI:
_Parole_, supposizione » 52
_Parossismo_ » 53
BALILLA PRATELLA:
_Notturno_, stato d'animo drammatizzato » 56
_Primavera_, stato d'animo drammatizzato » 58
_Il vecchio_, stato d'animo drammatizzato » 61
PAOLO BUZZI:
_La fitta_ » 64
_Boschereccia_ » 65
_L'invulnerabile_ » 67
_Il pesce d'aprile_ » 69
_La cometa_ » 72
CORRADO GOVONI:
_La caccia all'usignuolo_ » 74
BOCCIONI:
_Le prugne verdi_ » 84
FRANCESCO CANGIULLO:
_Non c'è un cane_, sintesi della notte » 87
_Detonazione_, sintesi di tutto il teatro moderno » 87
_Decisione_, tragedia in 58 atti » 87
_Il donnaiuolo e le 4 stagioni_, sintesi di
20 anni d'amore » 88
_Di tutti i colori_, clichés di sintesi » 90
LUCIANO FOLGORE:
_15 metri d'altezza_ » 92
DECIO CINTI:
_Il regalo_ » 95
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.