NOTE:

[1] Dopo l'invio di questa corrispondenza i bollettini segnalarono le

seguenti altre operazioni nella zona di cui ci occupiamo: — la notte

sul 16 un nostro reparto, uscendo dalla capanna Milano in vai Zebrù,

divisi in cordate traversarono il Passo dei Camosci e la vedretta di

Campo e occuparono saldamente la cima mediana del Madatsch (a 3500

metri circa), donde si domina e si minaccia la via dello Stelvio verso

Trafoi. Il 21 di agosto c'impadronimmo della testata di Val Strino,

tra val Vermiglio e Val Noce, sul versante sud-ovest del Monte Redival.

Il 25 conquistammo le posizioni austriache al passo di Lago Scuro e di

Corno Bedole: con questa, e con un'azione del 7 di settembre contro il

refugio Mandrone, ebbimo il dominio della testata di val Genova da cui

si scende in val Rendena e quindi in val Giudicaria. Tale azione si

collega quindi con quelle di val Giudicaria e di val Daone, di cui si

parla più avanti. Il 16 settembre arrivammo alle pendici del Redival,

alla testata della Val di Strino. E il 25 una nostra colonna alpina

trasportava un cannone su di un ghiacciaio a 3251 metri a sud della

Königs Spitze, presso la Sulden Spitze, assicurando così il dominio

della valle di Trafoi. S'intende che un po' dappertutto sono segnalati

ogni tanto tentativi d'attacco alle nostre posizioni, tutti sventati.

[2] La felice operazione del Ponale fu ripetuta con altrettanto

successo il 5 di settembre in Val di Concei (laterale a Val di Ledro):

un nostro distaccamento si spinse su Lenzumo, a due chilometri circa da

Bezzecca, e riuscì a distruggervi la centrale elettrica e una segheria.

Il 13 nostri reparti in ricognizione attaccarono e respinsero forti

nuclei in posizione presso Cimego in Val Giudicaria. La notte sul 21

scacciammo da monte Melino (allo sbocco di Val Daone in Val Giudicaria)

il nemico che vi si stava rafforzando e ne demolimmo trinceramenti e

reticolati, togliendogli così un luogo di osservazione sul tratto di

vai Chiese che va da Cimego a Condino. Tuttavia non lo abbiamo occupato

ancora, perchè è battuto da Lardaro e dal Por.

[3] Dagli ultimi d'agosto in poi furono compiute importanti occupazioni

nella zona a sud dell'altipiano di Folgaria. Il 31 agosto prendemmo

il Monte Maronia (e il 20 avevamo preso Monte Maggio), cominciando

così a crearci una zona di dominio su Val Terragnolo da cui potremo

sostenere una futura avanzata su Rovereto. A nord-ovest poi del Maronia

espugnammo, con brillanti attacchi del 17, 18 e 22 settembre, il Monte

Coston, con manovra aggirante permessa dall'occupazione di Osteria

Fiorentini e Alpi Pra del Bertoldi.

[4] Il Panarotta bombardò Borgo, già sgombro di popolazione civile e

non occupato dai nostri, per puro vandalismo, più volte, specialmente

il 31 d'agosto: come il giorno appresso tirò su Roncegno.

[5] Il bollettino dell'8 settembre annuncia un'avanzata offensiva

in tutta la regione del passo di Monte Croce di Comelico, la zona

più aspra delle montagne dolomitiche, che in parecchi punti supera i

tremila metri.

[6] Anche dopo la nostra occupazione rimasero tra i frastagli della

Tofana e del Cristallo piccoli nuclei di tiratori scelti. Ma stiamo

metodicamente ripulendo tutto il luogo anche da essi. Il comunicato del

22 di settembre annuncia che gli austriaci rimasti su quei due monti

a minacciare da ovest la conca di Cortina, furono respinti in basso,

verso le vallate del Felizon (Boite) e di Seeland (Rienz).

Dallo Stelvio al mare · 第 23 / 29 题