--Bada, Nando, la civetta dà il segno!--diceva, qualche giorno dopo la
famosa recita di beneficenza, il Frascolini, _juniore_, chiuso nel
casotto della ragnaia, a un giovane contadinello che gli faceva le
veci d'uccellatore.
--Bada! Sta attento!... Tira gli zimbelli! Maledetti tordi; che
cos'hanno, l'accidente, stamattina, che non voglion zirlare!--E così
dicendo, chinato, guardando in tralice dal finestrino, si cacciò in
bocca un fischietto, soffiandovi dentro con tanta forza, da diventar
rosso, enfiato. La frasconaia s'era messa in movimento: tutti gli
zimbelli svolazzavano con voli brevi, continui, e i richiami, chiusi
nelle gabbie, tratti in inganno dal fischietto, rispondevano
confusamente coi loro canti vari e stonati.
--Eccoli!... Son tordi!
Tutt'e due, dentro al casotto, alzati a mezzo, non respiravano
nemmeno; attenti, fissi, collo sguardo al pertugio, spiavano il
momento buono: i tordi saltellando, zirlando, a mano a mano si erano
fatti più vicini all'agguato, e Sandro stava già pronto, per dar la
tirata, con una mano sulla corda dello spauracchio, quando da un
momento all'altro, la civetta dà un inaspettato allarme col chinar del
capo, i fringuelli cominciano a spionciare e i tordi fuggono
spaventati.
--Bestiaccia d'una civetta! Ora vo e le tiro il collo!
--Ci sarà certo qualcuno, che viene verso il _roccolo_--obbiettò
Nando, alzandosi ritto per guardare.
--Animale! se lo pigliasse il cimurro!--e rapidamente cacciatosi in
testa il cappello, Sandrino uscì dal casotto sbatacchiando l'uscio con
dispetto, pronto a dire il fatto suo al malcapitato. Ma chi mai
avrebbe potuto pensarlo?... Egli si trovò faccia a faccia con Lalla e
con miss Dill.
--Duchessina, signora miss, è un miracolo, un onore, si accomodino...
prego... restino servite.--Il giovinetto, confuso, sorpreso da quella
visita che gli capitava per la prima volta, continuava a balbettar
complimenti, fermo, impalato sull'uscio, mentre _Musette_, ch'era pure
della comitiva, coi denti gli scoteva i calzoni, dimenando la coda ed
abbaiando festevolmente.
--Miss Dill, in tanti anni, non aveva mai veduto uccellare, e ci siam
presa la libertà di venire; abbiamo fatto male?
--Ma che dice mai?... è un onore, un onore grandissimo. Peccato che
non sia mattina di buon passo... Entri entrino... Nando, marmotta!
pulisci la panca. Compatiranno; si sa bene, se lo avessi saputo
prima... ma qui siamo alla militare, _sans façon_, come si dice!...
Miss Dill fece il suo ingresso nel casotto, come sarebbe entrata in
una cattedrale; dura, impettita, cogli occhiali sul naso, che arricciò
di molto per la puzza di pollina.
Lalla, invece, indugiò all'aperto con Sandrino, facendosi dire il nome
dei vari uccelletti e chiedendo un'infinità di _perchè_ a proposito
degli allettaioli, delle reti e degli zimbelli.
Lalla, quel giorno, era proprio carina, carina assai. Indossava un
vestitino bianco, succinto, di squisita eleganza. Il collo era
nascosto dalla sciarpa di pizzo, il mento quasi sprofondato nel
fiocco; in testa un cappello strano, ma di buon gusto... Una specie di
panierino capovolto, stretto alle tempie, circondato, quasi coperto da
un _foulard_ scarlatto; così che il _musetto_ vispo, furbo,
freschissimo, si scorgeva appena. Bene però le si vedevano gli occhi
vispi e pungenti di sotto la lunga tesa del cappello. La candida
rotondità del braccio appariva, essendo brevi le maniche del vestito,
fra i ricami di un mezzo guanto di reticella che, quasi toccava il
gomito colle manopole; e il braccio bellissimo si movea di continuo
dinanzi agli sguardi di Sandro, avendo la fanciulla qualche nuovo
oggetto sempre da indicargli coll'ombrellino.
Così avviluppata, quella creatura vaga, flessuosa, sottile, era tutta
una seduzione, perchè era tutta un mistero: dai capelli che le
scendevano sulla fronte come una frangettina di ricciolini, e dei
quali si sentiva penetrante, soavissimo il profumo, fino al piccolo
piede che compariva e spariva leggiadramente, chiuso serrato nelle
ghette di lino.
--Sa?... Temevo quasi di riuscirle importuna.
--Come?... lei?...--esclamò il giovane, con stupore.
--Alle volte, non si sa mai, avrebbe potuto averci visite, o
aspettarne qualcuna.
--Visite, quassù, al _roccolo?!_...
--Via... non faccia tante meraviglie; la Nena, sa, mi ha detto tutto.
Alessandro stava apparecchiando uno di quei _non capisco_, i quali, se
esprimono il contrario di quello che dicono, servono, nulla di meno,
per rispondere qualche cosa, quando opportunamente capitò fuori la
miss.
--Poveri uccellini--interruppe Lalla, che l'aveva veduta colla coda
dell'occhio--poveri uccellini, come devono soffrire legati a quel
modo!--Dal brusco cambiamento della sua interlocutrice Alessandro capì
benissimo che non doveva continuare il primo discorso e le fece subito
una dissertazione tecnica sulla _braca_.
--Le dobbiamo ancora le nostre congratulazioni per la sera di
beneficiata; ma non è colpa nostra... lei non si lascia più vedere.
--Bene, bravo; bisogna correggere però il vostro _costume_ dell'ultimo
atto. Manca di _proprietà_; lo ha detto anche don Vincenzo.
--È indicato così nella commedia.
--Cattivo, cattivo; mi ha fatto piangere tutta sera--continuò Lalla,
che non aveva versato nemmeno una lacrima.
--Oh! duchessina, si sa bene, da noi, poveri dilettanti, si fa... come
si può...
--Non le è mai venuto in mente di far l'artista?
--A me no--rispose Sandrino--quantunque l'organista mi abbia
assicurato che avrei una bella voce da tenore.
--Oh, oh, per il teatro ci vuol altro--concluse miss Dill, la quale,
per dire gentilezze, parea fatta apposta.
--_Giorgio il Mulatto_ di Alessandro Dumas?... è bello?--domandò la
signorina entrando nel casotto con Sandro e leggendo il titolo di un
libro della _biblioteca circolante_, rimasto aperto, sopra un
palchettino.
--Bello o brutto, non fa per lei!--esclamò la miss, strappando il
libro di mano alla fanciulla.
Lalla, senza scomporsi, osservò, frugò in ogni cantera, in ogni
ripostiglio del casotto, domandando conto di ogni particolare, come
già avea fatto prima nella frasconaia; ma una cosa la colpì
singolarmente e, senza essere veduta dalla miss, colla punta, colla
sola punta delle dita, toccando il braccio di Sandrino lo fece voltare
dalla parte della finestra; di sopra c'erano scritti pochi versi.
--Madama Veronica?--chiese con un garbo pieno di finezza.
Alessandro sorrise, arrossì e non rispose: lentamente, a mezza voce,
la fanciulla lesse allora questa melanconica strofetta:
«Ovunque il guardo io giro
Amico mio, ti vedo;
E l'ultimo respiro,
Lo dici e te lo credo,
Non può rapirti a me».
--Che cosa succede? Che cos'è questo frastuono?--domandò a un tratto
miss Dill, levando il naso dal libro.
--Fringuelli, fringuelli di passo!--rispose Nando allegramente.
Infatti tutti i fringuelli della ragnaia si erano messi a spionciare
con tanta forza da rompere la testa.
--Questa volta, qualche cosa si prende!
--Oh! bravo, signor Alessandro, bravo!--Lalla, ritornata bambina,
batteva le mani dall'allegrezza.
--Finalmente! temevo non si prendesse altro che emicrania, con questa
puzza!--e, per vederci meglio la miss forbiva il _pince-nez_ col
fazzoletto. Tutti tacevano, raccolti attorno al finestrino. Lalla
aveva preso sotto il braccio _Musette_ perchè stesse ferma, gli
zimbelli ritornarono in ballo:--Zitti, ecco ci sono--e Sandro facendo
guizzare, per lo spavento, miss Dill, che non sapeva di che si
trattasse, tirò con forza lo spauracchio.
--Presi!--gridò Nando correndo fuori del casotto, con _Musette_ fra le
gambe.
--Aspettate! aspettate! Vengo anch'io! Voglio vedere, povere
bestiole!--e la zitellona corse fuori tenendosi alzato l'abito con
tutte due le mani.
Intanto anche Alessandro era lì per uscire.
--Senta--gli disse Lalla all'uscio, fermandolo--può prestarmi questo
libro?--e indicava il romanza di Dumas.
--Volentieri, s'immagini, quando vuole, duchessina.
--Ma non ne dirà nulla nè a miss Dill, nè alla mamma?
--No, no...
--Viene a casa nostra stasera?
--Verrò certo...
--Venga, e il libro lo dia alla Nena: ma di nascosto che nessuno lo
veda.--Il Frascolini, in quel mistero, in quel primo segreto della
giovinetta, non capì nulla, nulla affatto... forse perchè non ebbe
tempo per riflettere. Improvvisamente la voce della miss e lo
squittire di _Musette_ attrassero la sua attenzione.
--Mostro! scellerato! canaglia! Oh, è orribile!--sbraitava l'inglese.
Sandro e Lalla raggiunsero la vecchia in quattro salti e la trovarono
più verde del solito, gli occhiali per aria, il classico cappellone di
sghembo. Miss Dill coll'ombrello picchiava giù botte di santa ragione
sulle spalle del povero Nando, il quale, stretto fra la istitutrice e
la rete, se le pigliava tutte come trasognato, mentre _Musette_ gli
mordeva i calzoni.
--Che cosa avvenne?--domandò Lalla, non potendo trattenersi dal
sorridere.
--Il mostro ha schiacciato, sotto i miei occhi, la testa di quelle
povere bestiole!... Ma io ti ammazzerò, brigante!--e la sensibile miss
ricominciò le ombrellate. Ridendo, senza più poter trattenersi, i due
giovani volevano persuaderla che l'uccellatore non aveva fatto nè più
nè meno del dover suo, quando, a un tratto, videro Lorenzo
attraversare i campi, correndo, a salti, rovesciando i segnali,
calpestando i mozziconi del granoturco e venire dritto nella direzione
della ragnaia.
--È Lorenzo quello laggiù?
--Sì, mi pare; corre in cerca di noi...
--Presto, duchessina, presto! Ritorni a casa; è arrivato il padrone!
--Il babbo, il babbo! è arrivato il babbo!--e Lalla, dopo avere
abbracciato miss Dill per la contentezza, ed essersi abbandonata a
un'allegrezza assai espansiva, si avviò ratto per ritornarsene a casa,
avendo peraltro trovato il momento di dire piano a Sandrino:--Si
ricordi la promessa.
Maria conosceva benissimo quella passeggiata, perchè era sempre
minutamente informata di tutto ciò che faceva la sua figliuola, e la
circondava di una vigilanza attiva e prudente, senza lasciarla mai in
balìa di sè stessa, non essendo miss Dill, per Lalla, altro che una
esecutrice scrupolosa degli ordini che riceveva dalla madre. Anche per
la gita al roccolo di Frascolini, la permissione l'avevan dovuta
chiedere a lei, e lei l'aveva accordata, non vedendoci ragioni per
doverla rifiutare. Il Frascolini vecchio era stato un famigliare del
conte defunto; il Frascolini giovine era cresciuto, per dir così,
nella corte e nel _tinello_ del _Palazzo_: come supporre dunque che,
da un momento all'altro, fra Lalla e lui potessero nascere altre
relazioni fuori del profondo rispetto dall'una parte e della
affabilità cortese dall'altra?