cioè la vista dell’angelo e la parola. Premettendo che Dio non dotò
l’asina neanche momentaneamente della ragione, ma le permise di
esprimere soltanto le fisiche dolorose sensazioni provate per le
sofferte percosse, diremo che anche ciò avvenne appunto per
castigare l’orgoglioso _mago_. Quale umiliazione maggiore per un
uomo che osa qualificarsi «profeta ascoltante le parole di Dio,
intendente la scienza dell’Altissimo, e veggente la visione
dell’onnipotente» nel sentirsi rimproverare dalla sua stessa
montura di ignorare che in quel momento succedeva qualcosa di
straordinario che la faceva agire in modo cotanto per lei
inusitato? Quale maggiore umiliazione di quella di sentire
un’asinella a rimproverarlo della sua ingiustizia verso di lei, nel
medesimo istante in cui egli si disponeva contro la volontà divina,
a lanciare la maledizione sopra un popolo «santo regno di
sacerdoti» di nulla colpevole verso di lui? Quale umiliazione
maggiore di quella di sentire una sozza asinella, priva per natura
del dono della parola, esporre giusti lagni al profeta che va a
prostituire la parola, quel dono concesso da Dio all’uomo per
istrumento di perfezione? Da quanto viene esposto in Giosuè risulta
che codesto tristo _mago_ fu poi ucciso dagli ebrei colla spada.
¹⁰⁴ Forse potrà parere strano a qualche nostro lettore che noi stimiamo
umana questa misura, ma trasportandoci col pensiero ai tempi di cui
noi stiamo parlando, dovremo ammettere indubbiamente che in
paragone delle barbarie che si usavano allora coi miseri vinti,
tali prescrizioni segnavano già un immenso progresso. Si rammenti
poi che in tempi assai posteriori a quelli, i Romani usavano ancora
di massacrare freddamente uomini, donne e fanciulli e stimandosi
tuttavia umani si lagnavano degli strazii che i Cartaginesi
facevano soffrire ai loro prigionieri.
Organizzazione militare.
Dai tempi di Mosè sino a Saulle l’organizzazione militare dovette essere
molto imperfetta; e sono assai poche le nozioni che a tale riguardo ci
vengono somministrate dai libri santi. Sappiamo soltanto che erano
sottoposti alla milizia tutti i maschi dall’età dei 20 anni in su; che
la milizia non si componeva che di fanti; che tutti i militi di una
stessa tribù marciavano uniti sotto lo stesso vessillo; che l’apertura
della guerra si faceva allo suono di trombe; che i _sotérim_ facevano le
proclamazioni da noi già sopra dette, prima dell’attacco, per fare
sortire dalle file gli esentati dalla legge. Alcune disposizioni
riguardanti la pulizia delle truppe dimostrano evidentemente che nel
campo degli ebrei doveva regnare la proprietà e i buoni costumi.
Saulle fu il primo a dare l’esempio di truppe stanziali. Dopo la sua
proclamazione a re d’Israele sul Ghilgál scelse tremila uomini: duemila
li tenne sotto i suoi ordini immediati, e pose gli altri mille sotto gli
ordini di Gionata suo primo figlio. I Filistei già prostrati da Samuele
erano ridivenuti tanto insolenti, e facevano pesare sugli ebrei tale
servaggio, da proibire loro la fabbricazione di qualunque specie di
utensili di ferro: motivo per cui questi erano costretti a provvedersi
presso i loro dominatori, persino gli strumenti agricoli. Ciò nullameno
per un atto eroico di Gionata e del suo scudiero, Saulle ottenne su
quelli una vittoria segnalatissima, che servì a consolidare il suo trono
e ad umiliare la baldanza dei Filistei. Ma dovendosi aspettare
improvvisi loro attacchi, quantunque la storia non ne faccia nissun
cenno, dovette certo mettersi in misura di respingerli tenendo sotto le
armi un buon numero di truppe sperimentate, sotto la direzione del
valoroso Abner; poichè la storia c’informa ch’egli «combattè intorno
contro tutti i suoi nemici in Moab, nei figli di Amon, in Edom, e nei re
di Sovà, e nei Filistei, negli Amaleciti ed ogni dove si dirigeva egli
dava sconfitte».
Davide, guerriero in tutto il senso della parola, chiamato a succedere a
quel valoroso quanto infelice monarca, inebbriato dai suoi successi
dimenticò che un re ebreo doveva limitarsi a conquistare e a difendere
il territorio che Dio aveva assegnato al suo popolo, si lasciò dominare
dall’ambizione e compose una vera armata regolare.
Cominciò col circondarsi di una numerosa guardia reale probabilmente
composta di soldati stranieri; poscia compose un corpo di milizia di 285
mila soldati diviso in dodici corpi ciascuno di ventiquattromila uomini,
che dovevano restare in servigio un mese dell’anno nei dintorni della
Capitale. Queste truppe venivano esercitate per turno sotto gli occhi
stessi del re da abili capitani, da lui nominati e scelti fra i suoi
trenta eroi.
Salomone completò l’opera del padre colla formazione di un corpo di
cavalleria, e colla provvista di carri da guerra, ch’egli distribuì in
diverse piazze forti: non pare però ch’egli abbia dovuto servirsene,
perchè il suo regno fu pacifico per eccellenza. Più tardi noi troviamo
in ambidue i regni armate perfettamente organizzate, particolarmente
sotto Assà, Giosafatte, Amasia, Ozia e Gioacaz. Nell’esercito si
distinguevano tre divisioni principali: l’infanteria, la cavalleria e i
carri. Questi portavano, oltre al conduttore, parecchi combattenti.
L’armatura sola faceva certo distinguere il soldato dal semplice
borghese, perchè noi non troviamo traccia di uniforme fra le truppe
ebree. Ogni corpo d’armata si componeva, di parecchie legioni di mille
uomini, suddivise in bande di cento e di cinquanta. Il generale in capo
detto _sar ahháil_ o _sar assavà_, oppure il re quando prendeva il
comando in persona, aveva sotto i suoi ordini i generali comandanti le
divisioni, ed era seguito da uno scudiero o portatore d’armi detto
_noscè chelim_. A quanto pare i carri formavano due divisioni, di cui
ciascuna aveva il proprio capitano. Gli ufficiali superiori formavano un
consiglio, che in tempo di guerra si erigeva a tribunale per giudicare
gli accusati di delitto politico. Probabilmente fu un consimile
tribunale che fece gettare Geremia in un pozzo contro il volere del re
stesso, perchè predicava al popolo l’alleanza coi Caldei. Il
mantenimento dei soldati era a carico delle loro proprie famiglie; e dal
fatto di Barzilai bisogna convenire che i ricchi proprietarii erano
larghi di provvisioni alle truppe che militavano presso i loro
possedimenti.
Le armi che adoperavano gli ebrei erano come quelle degli altri popoli
di due specie _difensive_ ed _offensive_. Quali armi difensive noi
troviamo menzionate le seguenti: 1º Il _Sinnáh_ o il grande scudo, il
quale probabilmente aveva la forma ovale e copriva tutto il corpo; 2º Il
_maghén_, il piccolo scudo di forma tonda e che copriva il ventre.
Quest’arma è molto più antica del _Sinnah_ perchè mentre questa la
troviamo menzionata ai tempi di Abramo, non troviamo traccia dell’altra
sino dopo l’epoca di Davide. Da un passaggio d’Ezechiele risulta, che
queste armi erano in legno, coperte di una pelle che talvolta veniva
unta d’olio. Ciò non toglieva però che se ne fabbricassero anche in
rame, e che Salomone ne avesse parecchie d’oro sospese alle pareti del
suo palazzo quali ornamenti. 3º Il _Kóvanh_ (elmo) ordinariamente di
rame. 4º Il _Sirion_ corazza di rame fatta a scaglie. 5º Il _Mishhà_
gambale di rame menzionato una sola volta nella descrizione della
armatura di Golia, epperciò forse non in uso fra gli ebrei.
Di armi offensive ne troviamo pure diverse: 1º Il _hhérev_ (coltello o
spada) chiuso in una fodera _thàar_ e attaccato a una cintura
particolare; 2º differenti specie di lancie, e di dardi designati colle
parole: _rómahh_, _hhanid_, _hhídon_, _hhess_; di cui è difficile
precisare le forme; 3º _Késced_ (arco) ordinariamente di rame, colle
freccie che si portavano in un turcasso sulle spalle; 4º _Kélan_
(fionda), che era a dir vero un’arma pastorale, ma convien credere che
se ne servissero anche nelle guerre perchè la Bibbia registra che la
tribù di Beniamino contava «settecento giovani scelti mancini, i quali
tutti miravano colla fionda ad un capello e non fallivano».
Per completare queste nostre nozioni, dovremmo discorrere delle macchine
da guerra che erano di un’immensa importanza nello assedio delle città,
e nella loro difesa. Ma sono pochissime le nozioni che ci sono
somministrate dalla Scrittura a questo riguardo. Nel secondo libro dei
Paralipòmeni leggiamo che Ocozia re di Giuda, fece fabbricare in
Gerusalemme mai più vedute _hhissevonóth_, per metterle sulle torri e
sugli angoli delle mura a lanciar dardi e grosse pietre. Ora tali
macchine non potevano essere che catapulte e baliste e fors’anche arieti
il cui nome proprio _carim_, e l’appellativo _mehhí kobél_ (percottente
di faccia) sono adoperati in Ezechiele. Di fatti la catapulta era un
grande arco che si stendeva e lanciava molto lontano freccie,
giavellotti pesantissimi ed anche travi; e la balista teneva luogo di
grande fionda gittando sassi a grandi distanze.
Ma le più micidiali fra tutte le macchine da guerra erano i così detti
_carri falcati_, che la Scrittura distingue in due specie: gli uni
servivano solamente per condurre i principi o generali; gli altri armati
di ferro si spingevano contro la fanteria e menavano grande strage. I
primi carri bellici di cui ci si parli, sono quelli condotti da Faraone
contro gli ebrei dopo la loro uscita dell’Egitto, e che vennero sommersi
nell’Eritreo in numero di sei cento: ma Mosè non dice se erano armati o
semplici carri da corso. I Cananei, i Filistei e i Sirii ne facevano
grande uso, perchè Sìssera si portò a combattere contro Debora con
settecento carri di ferro, ma non scorgesi che i re ebrei siansene mai
serviti.
Tre vocaboli sono adoperati in ebraico per designare le insegne
militari, cioè _déghel_, _oth_ e _ness_. È impossibile determinare con
certezza la differenza degli oggetti indicati con tali nomi. Molti
interpreti però credono che il vocabolo _ness_ si adoperasse per
designare un piuolo o pertica alla cui sommità attaccavasi una striscia
di stoffa od altro che sventolasse, e che si ergeva sulle colline quale
segnale o punto di convegno; che il vocabolo _oth_ significasse
l’insegna particolare di ciascuna tribù; e che il _déghel_, distinto
dagli altri due pel colore della stoffa, fosse l’insegna comune di ogni
corpo d’armata composto di tre tribù.
Secondo i Rabbini le dodici tribù d’Israele formavano quattro corpi
colle seguenti insegne. Giuda, Issacar e Zebulun portavano sulla loro
bandiera un lioncello con queste parole: _Kumà adonaî véiafússu
oievéhha_ ecc. (Sorgi o Signore! e saranno dispersi i tuoi nemici e
fuggiranno i tuoi avversarii dal tuo cospetto); Ruben, Simeone e Gad
portavano sulla loro bandiera un cervo colla leggenda _Scemáh Israel_
ecc. (Ascolta Israele l’Eterno Dio nostro è Dio unico); Efraim, Manasse
e Beniamino avevano un fanciullo ricamato col motto _Vaanán adonaï aleém
iomám_ (e la nube di Dio era sopra di loro nel giorno, nel loro partire
dall’accampamento) e finalmente Dan, Asser e Naftali avevano un’aquila
collo scritto _Suvvà adonai rivevóth alfè Israél_ (Ritorna o Dio fra le
migliaia d’Israele!),
Giunti oramai al compimento del nostro lavoro, e rincrescendoci di
separarci dai lettori che ebbero la gentilezza di seguirci sin qui,
coll’argomento che la disposizione della materia ci obbligò a trattare
per ultimo; ci sia permesso che ci accomiatiamo da loro coll’esprimere
un voto che parte spontaneo dal nostro cuore: ripetendo qui le parole
colle quali il profeta Isaia e Michea, vaticinarono l’epoca beata che
immancabilmente dovrà sorgere per l’umanità. «Popoli numerosi si
porranno in cammino, e diranno: «Venite, andiamo al monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe; perchè c’insegni alcuni dei suoi dettami,
in guisa che possiamo seguire le sue vie». Imperocchè da Sionne uscirà
ammaestramento, e la parola del Signore da Gerusalemme. Egli giudicherà
tra le nazioni, e pronunzierà sentenza a popoli numerosi, i quali quindi
spezzeranno le proprie spade per farne delle marre, e le proprie lancie
per farne falci; una nazione non alzerà più contro l’altra la spada, nè
altri più si eserciterà nell’arte della guerra.... Gli stranieri poi
aggregatisi al Signore per prestargli Culto, e per amare il nome del
Signore, ed essergli servi.... Io li condurrò al mio sacro monte, e li
rallegrerò nella mia Casa d’orazione; i loro olocausti ed altri
sacrifizii saranno graditi sul mio altare: perciocchè il mio Tempio si
chiamerà Casa d’orazione di tutti i popoli».
INDICE
_Introduzione_ pag. 5
Nozioni preliminari » 7
_Divisione del tempo_
§ 1. Stagioni » ivi
§ 2. L’anno » 8
§ 3. Del giorno e del mese » 9
_Sui nomi degli Angeli_ » 11
*Nissan*
Nascita di Mosè » 13
Uscita d’Egitto » 16
Instituzione della Pasqua » 17
Inaugurazione del Tabernacolo » 19
Sollevazione del popolo » ivi
Passaggio del Giordano » 20
_Archeologia Biblica_
_Della Palestina_
§ 1. Limiti, montagne e fertilità della Palestina » 21
§ 2. Dell’agricoltura e suoi strumenti » 24
§ 3. Suoi prodotti » 25
*Iiar*
Diluvio » 26
Sulla longevità degli anti-diluviani » 28
I sette comandi Noèchidi » 30
Censimento del popolo » ivi
Fondazione e inaugurazione del Tempio di Salomone » 32
_Antichità Domestiche_
_Abitazioni degli antichi Ebrei_ » 34
§ 1. Le Caverne » ivi
§ 2. Le Capanne » 35
§ 3. Le Tende » 36
§ 4. Villaggi e città » ivi
§ 5. Le Case » 37
_Mezuzà, Sissith e tefilim_ » 38
Dei _Sciofetim_ (giudici) » 40
§ 6. Mobili » 41
*Sivan*
Proclamazione del Decalogo » 42
_Savuòd_ » 47
_Società Domestica_ pag. 47
§ 1. Matrimonio » ivi
§ 2. Levirato » 50
§ 3. Moglie sospetta » 52
§ 4. Divorzio » 53
*Thamuz*
Digiuno » 56
§ 5. Fanciulli » ivi
§ 6. Circoncisione » 57
§ 7. Educazione » 59
§ 8. Schiavi » 60
La famiglia ebrea—Considerazioni » 61
*Ab*
Ritorno degli esploratori » 65
Il peccato di Mosè » 68
Caduta del regno d’Israele » 69
Caduta del regno di Giuda e distruzione del primo Tempio » 73
Rifabbricazione di Gerusalemme e del secondo Tempio » 74
Distruzione del secondo Tempio » 76
Il castigo di Tito—Leggenda » 85
Nuova insurrezione in Giudea —_Bar-Cochebà_—Caduta di Biter » 89
Descrizione di Gerusalemme » 90
Descrizione del Tempio di Salomone » 92
*Ellul*
Compimento delle mura di Gerusalemme » 95
Sullo suono dello _Sciofar_ » 96
Dell’anno Sabbatico » 98
Fertilità della Palestina » 100
Dell’anno del Giubileo » 105
_Antichità Civili_
Carattere degli antichi Ebrei » 107
Atti di Urbanità—Del Saluto » 109
Dei Regali » 111
Dei Festini » 112
Del giuoco e della caccia » 113
Sul trattamento verso i poveri e gli stranieri » 115
*Tisrí*
Capo d’anno—I 10 giorni penitenziali » 118
Nascita di Samuele—Instituzione dell’_Aftará_ » 121
Il giorno di _Chipur_ » 122
_Sucoth_ » 124
Morte di Godolia—Digiuno » 127
Ufficii della tribù di Levi e sua consacrazione » 128
Morte di Aristobolo » 132
_Antichità Civili_
§ 1. Malattie » 134
§ 2. Immortalità dell’anima » 136
§ 3. Sepoltura » 138
§ 4. Medici » 139
*Marhhasvan*
Festa instituita da Roboamo pag. 141
Il profetismo » 143
Delle Arti presso gli antichi Ebrei » 144
Leggenda di Salomone » 149
*Chislev*
Importante decisione di _Esdra_ » 156
Dei _Natinei_ » 158
I tre Proclami di Giosuè » 160
Guerre dei Macabei contro Antioco » 161
Chi erano i Farisei » ivi
Alessandro Magno in Asia—Apologo » 163
Martirio di sette fratelli » 168
_Hhanuchà_ » 174
Pesi e misure » ivi
Monete » 175
*Teved*
Digiuno » 179
Assedio di Gerusalemme » ivi
Teoria del Digiuno » 180
_Archeologia_ » 181
_Antichità politiche_ » ivi
Forma di Governo » ivi
§ 1. Gli Anziani » 185
§ 2. I Capi delle tribù e delle famiglie » 187
§ 3. I Giudici » 188
§ 4. I soterim » ivi
§ 5. Capo dello Stato » 189
Gli _Orím_ e _Tumim_ » 190
§ 6. Del Senato o Sinedrio » 193
*Scevath*
Ripetizione della Legge » 194
La Bibbia—Sue divisioni » 195
La Legge Orale » 199
I _Karaiti_ » ivi
_Archeologia_ » 200
Delle Leggi penali » ivi
I Sacrifizii » 201
Amministrazione della giustizia » 206
*Adar*
Morte di Mosè » 209
Il sepolcro di Mosè » 213
_Purim_ » 214
_Archeologia_ » 218
Rapporti esteriori—Guerra » ivi
Il mago Balaamo » 219
Organizzazione militare » 222
————
_Proprietà Letteraria_
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DELLO STESSO
Nozioni primordiali di Grammatica Ebraica L. *0,40*
Libro di Morale pratica » *1,20*
————
_Vendibili presso l’Autore_
*Via Carlo Alberto, Num. 22.*
————
Nota di trascrizione
La traslitterazione delle parole ebraiche adottata nel testo originale
non è standard, e non sempre coerente; segue la pronuncia ebraica
italiana, specialmente quella piemontese: per esempio ת senza daghesh =
_th_, ma anche _t_, in fine di parola _d_ (p.es. a p.195 _Thorà_,
_Berescid_); la ע è stata perlopiù trascritta _n_ (_regan_, _ssavuan_) o
_nh_, oppure omessa (_aravà_, _saà_) o trascritta con _h_ (_Schemah_);
addirittura a p.10, sestultima riga del testo, la lettera ע è resa in
_ssivñhà_, unica volta nel libro, con una _n_ barrata, qui trascritta
con _ñ_, seguita da una _h_. שׁ = _sc_ (_scum_) o _sci_ (_sciuscian_) ma
anche _sch_ (_schalom_) o _ss_ (p.es. a p.118 _ross’assanà_, _sciofar_);
צ = _s_, _ss_ tanto quanto _z_ (p.es. a p.156: _hhazozerà_, _silselè_);
ח = _hh_, salvo le poche volte in cui è omessa come in _Oreb_; la ה,
muta per gli italiani, è di regola omessa; muta per muta, la א raramente
è resa con _h_ (_Hisc_, _Hiscà_). Le consonanti sono raddoppiate quando
la pronuncia ebraica italiana le rinforza. Tutto questo lo si è
riprodotto fedelmente. Sembra inoltre che l’autore abbia fatto una certa
attenzione all’uso di accenti gravi, acuti, circonflessi come di dieresi
sulle parole traslitterate, sia nel loro mezzo che sulla sillaba finale;
tuttavia, il sistema usato sembra molto incostante (per esempio a p.226
si trova tanto _Israel_ che _Israél_; e altresì _adonai_, _adonaï_ e
_adonaî_). Tutti questi accenti sono stati mantenuti nella presente
trascrizione.
Le note a piè pagina, numerate per pagina nell’originale, sono state
rinumerate con numerazione progressiva globale.
Sono stati corretti i seguenti refusi:
- *p.21, nota, l.1:* a difesa della loro donne —> a difesa
delle loro donne
- *p.26, nota (1), l.9:* si rapppresentano —> si rappresentano
- *p.22, nota, l.-1:* su questa terra —> se questa terra
- *p.48, nota (1), l.2:* Sarà —> Sara
- *p.50, nota (1), l.3:* quì la traduzione —> qui la
traduzione
- *p.51 l.13:* popoteva —> poteva
- *p.69, nota, l.-7:* aspostrofare il popolo —> apostrofare il
popolo
- *p.76 l.4:* di tessere quì —> di tessere qui
- *p.98 l.17:* l’inanienabilità —> l’inalienabilità
- *p.139 l.-16:* Aggiungeremo quì —> Aggiungeremo qui
- *p.140 l.21:* acccenna —> accenna
- *p.159 l.6:* si trovasseso —> si trovassero
- *p.164, nota, l.-11:* dell’asia —> dell’Asia
- *p.173 l.-13:* Gesusalemme —> Gerusalemme
- *p.174 l.13:* hhamuchà —> hhanuchà
- *p.202, nota (1), l.3:* olocuasto —> olocausto
- *p.211 l.-6:* cerchi quì? —> cerchi qui?»
- *p.216 l.-12:* nuovamente lu —> nuovamente lui
- *p.216 l.-4:* non poi tendo —> non potendo
- *p.221 l.7:* allora al —> allora la
- *p.221, nota, l.-17:* montaneamente —> momentaneamente
- *p.226 l.-5:* seguirci sin quì —> seguirci sin qui
- *p.226 l.-2:* ripetendo quì —> ripetendo qui
- *p.227 l.7:* da Gesusalemme —> da Gerusalemme
Punteggiatura corretta:
- *p.10, l.28:* sette giorni da _ssevan_, _ssivñhà_)
_parentesi mancante_
- *p.15 l.-6, nota:* «Io sono colui che sono» _punto mancante_
- *p.19 l. 17:* da Mosè nel deserto. _punto mancante_
- *p.20, ultima linea del testo*: tribù di Manasse _punto e
virgola invece di virgola dopo il riferimento di nota_
- *p.20, nota (2), l.3:* grassi pascoli, _punto e virgola
invece di virgola_
- *p.21 l.13:* Canaan, _punto e virgola invece di virgola_
- *p.48, nota (1), l.1:* della stessa sua moglie _punto di
troppo_
- *p.51, nota (1), l.5:* conseguenze del rifiuto. _punto
mancante_
- *p.53, testo, l.-5:* per pena dell’adulterio. _punto
mancante_
- *p.55 l.7:* di ripudiare la moglie: _due punti mancanti_
- *p.55 l.18:* Il giorno... _due soli punti di sospensione_
- *p.55 l.22:* rimando te... _due soli punti di sospensione_
- *p.65 l.19:* per noi. _punto mancante_
- *p.65 l.-8:* (Dio) _punto superfluo_
- *p.65 l.-4:* i suoi raggi benefici. _punto mancante_
- *p.76 l.-5:* ottant’anni. _punto mancante_
- *p.93 l.-10:* entro il Tempio _due punti superflui_
- *p.94 l.1:* fatto a catena. _due punti invece del punto_
- *p.108, nota (1), l.-14:* verso l’Oreb, _virgola mancante_
- *p.112 l.10:* in occasioni di matrimoni; _due punti invece
di punto e virgola_
- *p.124 l.3:* in tutto il paese. _virgolette » superflue_
- *p.148 l.12:* una tale colpa? _virgolette » superflue_
- *p.176, nota(1), l.-7:* » (per la libertà di Gerusalemme)
_mancano virgolette chiuse dopo ierusaláim_
- *p.178 l.-11:* 3. Lo sékel _punto dopo il 3 mancante_
- *p.182 l.-19:* capi. _punto mancante_
- *p.194 l.-4:* eterna predilezione. _virgolette » superflue_
Lezioni dubbie lasciate tali (tra parentesi quadre la probabile lezione
corretta):
- *p.19 l. 17:* ommettiamo _[omettiamo]_
- *p.26, nota (1), l.-2:* mêta _[meta o méta]_
- *p.36 l.3:* nomade _[nomadi]_
- *p.36 l.4:* hóel _[óhel]_
- *p.36 l.9:* iadéth _[iathéd]_
- *p.43, nota (1) l.5:* contradizione _[contraddizione]_
- *p.44, ultima linea del testo:* Daltronde _[D’altronde]_
- *p.45 l.24:* E i figli degli uccisori: _citazione nella
citazione, virgolette « aperte due volte e chiuse una volta
sola_
- *p.45, nota, l.2:* Bibblica _[Biblica]_
- *p.47 l-2 (testo):* corruttella _[corruttela]_
- *p.74 l-7:* allo entusiasmo _[all’entusiasmo]_
- *p.98 l.21:* perdominanti _[predominanti]_
- *p.100, nota, l-4:* nero splendissimo _[splendidissimo o
splendentissimo]_
- *p.101, nota, l-18:* in lontanza _[in lontananza]_
- *p.104, nota (1):* «Dice così il Signore,... _citazione
nella citazione, virgolette « aperte più volte che chiuse_
- *p.105 l.4 seg.:* «Per quale motivo _citazione nella
citazione, virgolette « aperte due volte e chiuse una sola_
- *p.170 l.-15:* Finees _[Pinehhas]_
- *p.177 l.9:* Zéretk _[Zéreth]_
- *p.177 l.18:* chivrád-érez _[chirvád-érez]_
- *p.181, nota, l.-4:* «Nei pubblici digiuni _citazione nella
citazione, virgolette « aperte due volte e chiuse una sola_
- *p.185—193:* _§ 1. 5. hanno il punto, § 2 3 4 6 no_
- *p.227 l.2 seg.:* «Popoli numerosi _citazione nella
citazione, virgolette « aperte due volte e chiuse una sola_