„ Collo stomaco vôto e rifinito,
„ Prosciugate le fauci, arse le labbia,
„ Nell'immago del prossimo convito
„ Beavan l'alma. Oh qual gl'invase rabbia,
„ In veder, dal soave inganno tratti,
„ Che i conti senza l'oste avevan fatti!
_Coleridge._
Hayston di Bucklaw era uno di que' tali spensierati che pel piacere di
ridere non badano a sagrificar l'amicizia. Appena si vociferò fra i
cacciatori che il personaggio principale della brigata si era
trasferito a Wolfcrag, questi proposero, come atto di cortesia, che si
portasse colà il cervo ucciso. A Bucklaw non parve vero di accettare
il partito, dilettandosi anticipatamente dello smarrimento del povero
Caleb Balderston nel vedere arrivare tutta questa turba alla torre, nè
prendendosi alcun fastidio dell'imbarazzo che una tal visita avrebbe
portato al suo amico. Ma egli avea nel vecchio Caleb un antagonista
abile ed accorto, e fornito di un fertile ingegno che non mancava mai
nelle occasioni di stratagemmi e sutterfugi opportuni, in sentenza di
esso, a salvar l'onore della famiglia.
„ Lodato sia Dio! Meditò fra se stesso, il gagliardo vento di questa
mattina ha chiuso con tanta forza un battitoio del portone della torre
che adesso non può più aprirsi; non dovrebbe essermi difficile a
chiuder l'altro con eguale saldezza. „
Ma come prudente governatore di una rôcca pensò che sarebbe stata cosa
saggia lo sbarazzarsi de' nemici che vi si erano introdotti
(riguardando egli come nemici tutti quelli che mangiavano e che
bevevano) prima di pensare ad altri provvedimenti per impedir
l'ingresso alla comitiva di fuori, che potea però tardar poco ad
arrivare, come un vicino suono di gioiose grida annunziava. Curò
pertanto con impazienza l'istante che il suo padrone avesse fatto
entrar nella torre i suoi due ospiti principali; e fermando sulla
soglia della porta quei che li seguivano incominciò subito le sue
fazioni.
„ Se non m'inganno, diss'egli, i cacciatori portano in gran cerimonia
il cervo al castello, e siccome noi in questo momento possiam tutti
esserne riguardati abitanti, parmi convenevole che ci tratteniamo alla
porta di fuori per riceverli onorevolmente. „
Non vi fu chi contraddicesse a questa insidiosa proposta; ma il
vecchio Caleb, facendo destramente alcuni passi indietro, tornò dentro
alla torre, chiudendo senza perder tempo il secondo battitoio del
portone con tal forza, che lo strepito si fece udire per tutto il
castello. Dopo avere provveduto in tal guisa alla sicurezza della
piazza, credè di poter parlamentare col nemico, e aprendo un picciolo
sportello forato nel portone medesimo, e che serviva altra volta a
riconoscere chi si presentava, disse loro: „ Signori miei, il sere di
Ravenswood fa imbandire un banchetto al vostro padrone e ad alcuni
personaggi distinti che si trovano in sua casa: ma è un uso praticato
qui, ed antico al pari di questo castello, che per qualunque sia
ragione non si apra la porta a nessuno finchè i padroni sono a tavola;
cautela che è stata riconosciuta saggia più d'una volta in tempo di
guerra, e dalla quale noi non ci scostiamo nemmeno in tempo di pace „
Aggiunse che a Wolfhope, a piedi della collina, eravi un albergo ove
consigliava loro di trasferirsi, perchè vi avrebbero trovata
eccellente acquavite: anzi fece creder loro che il padrone avrebbe
pagato il conto; ma pronunziò quest'ultima parte di discorso in modo
confuso, intricato ed in istile d'oracolo, onde vi fosse luogo ad
interpretare i suoi detti come voleasi; poichè, in mezzo a tutte le
sue astuzie, il buon Caleb si riserbava le gravi menzogne agli
estremi, e quando non trovava migliori modi per ispacciarsi.
Un sì fatto annunzio sorprese alcuni, fece riderne altri, e sopratutto
empiè di collera i servi, i quali pretendeano, almeno essi, di avere
un incontrastabile diritto di servir a tavola la padrona e il padrone.
Ma Caleb non si sentiva in voglia di far distinzioni, e mantenne il
suo proposito con quella salda ostinazione, che è sorda a tutti i
ragionamenti, e incapace d'ogni convincimento. Conchiuse dicendo che
in quel castello non mancava copia di servi per tale incumbenza.
Intanto arrivava Bucklaw a capo del suo antiguardo, che invano con
tuon corrucciato ordinavagli di aprire subitamente il portone. Fermo,
come uno scoglio, Caleb rispondea.
„ Fosse anche dinanzi a questa porta il Re seduto sul proprio trono,
non potrebbe costringere le mie dieci dita ad aprir questa porta
contro gli statuti della famiglia di Ravenswood, statuti che è mio
obbligo fare eseguire, come gran domestico di questa casa. „
Non ardiremmo qui riferire i giuramenti e le imprecazioni che
l'estremo sdegno suggeri al labbro di Bucklaw: minacciò Caleb di farlo
pentire per avergli usato un tal trattamento; aggiunse di aver cose da
comunicare allo stesso sere di Ravenswood; ma nulla valse a smovere
dal suo proposito l'inflessibil vegliardo.
„ Dica pure quel che sa dire; ma mi do al diavolo! se vede per
quest'oggi la faccia del mio padrone. Vada pure a desinare, a cenare,
a dormire dove gli piacerà. Domani svegliandosi, si farà giustizia da
se medesimo. Propriamente a lui convenivasi il condurmi qui una banda
di cacciatori assetati, come se ignorasse che non sappiamo come
cavarci la sete noi stessi! „ Indi, serrato lo sportello, tornò nella
torre, lasciando che la gente rimasta di fuori si facesse ragione come
credea meglio intorno a questo genere di accoglienza.
Tutta cotesta scena, nè se n'accorse Caleb, era accaduta alla presenza
di uno spettatore statosi fino allor silenzioso; e fu l'intendente
dello straniero, che godea di grande confidenza presso il padrone,
anzi quel medesimo che durante la caccia avea prestato il suo cavallo
a Bucklaw. Avendo questi seguito il suo padrone assai da vicino, senza
che ci badasse Caleb, conducea il suo cavallo alla scuderia, intanto
che il vecchio servo di Ravenswood, andava preparando ed eseguendo le
divisate fazioni; laonde non si trovò compreso nella generale
esclusione. Osservando il contegno del nostro Balderston, ne indovinò
facilmente il motivo, e sapendo le intenzioni del suo padrone, non
s'imbarazzò sul partito cui attenersi. Rimase in disparte sintanto che
Caleb fosse partito, appena lo vide lontano, si avvicinò allo
sportello, e apertolo a sua volta, disse ai servi e picchieri, i quali
non si moveano di lì: „ Il lord Cancelliere avverte così le persone del
suo seguito, come quelle del seguito di lord Littlebrain di
trasferirsi a Wolfhope; ivi troveranno di che reficiarsi a spese del
mio nobil padrone. „
Allora quella banda di cacciatori abbandonando l'inospita porta della
torre di Wolfcrag, scese per la collina maledicendo di tutto cuore il
vecchio furfante che gli aveva ingannati, e dando a tutti i diavoli il
castello e gli abitatori di esso. Bucklaw, fornito di doti naturali
che in circostanze più felici avrebbero potuto renderlo un uomo
stimabile, avea ricevuto un'educazione sì trascurata in ogni sua
parte, che trovavasi sempre inclinato a secondare co' pensieri e co'
fatti quelle brigate colle quali trovavasi in comunione di piaceri.
Compiacevasi di raffrontare in suo animo gli encomj di cui quelle
turbe gli largheggiavano colle ingiurie e colle imprecazioni che tutti
di comune accordo scagliavano contro il sere di Ravenswood. Rammentava
i giorni noiosi e monotoni trascorsi a Wolfcrag paragonandoli colla
vita gioconda e dissipata cui era stato avvezzo. Per ultimo,
l'esclusione toccatagli dal castello gli sembrava un affronto da non
perdonarsi: dalle quali considerazioni unite, nacque in esso la
risoluzione di romperla con chi gli era stato ospite ed amico.
Giunto all'albergo del villaggio di Wolfhope, vi trovò
inaspettatamente un uomo di sua antica conoscenza che scendea da
cavallo. Era questi il degno e rispettabile capitano Craigengelt, che,
quasi avesse dimenticato il contegno, per lo meno indifferente; col
quale poco tempo prima egli e Bucklaw si disgiunsero, s'avvicinò a
questo con sollecitudine, stringendogli in modo il più cordiale la
mano; atto di cortesia che veniva sempre restituito da Bucklaw, e
d'onde Craigengelt trasse il coraggio di ripigliare con esso il tuono
della intrinsichezza.
„ Buon giorno dunque, mio caro Bucklaw egli esclamò; quanta
soddisfazione ho nel vedervi! mi convinco che in questo cattivo mondo
vi è luogo per le oneste persone. „
É da sapersi che i giacobiti in quella età (non pretendiamo asserire
che fosse a buon diritto), aveano adottato il termine _oneste
persone_, per indicare quelli della loro fazione.
„ Anche per altre persone, a quanto sembra, rispose Bucklaw; se così
non fosse, nobile capitano, come vi avventurereste voi in questo
luogo? „
„ Chi? Io! sono libero come l'aria che non ha nè imposte, nè decime da
pagare. Tutte le cose sono state appianate e accomodate con que'
vecchi pazzi del Consiglio privato. Non avrebbero ardito di tenere in
prigione un par mio, nemmeno per una sola settimana. Gli uomini di una
certa spezie, Bucklaw, banno più amici che non pensate, e amici che
nelle occasioni sanno render servigi. „
Via! via! soggiunse Bucklaw, che conosceva perfettamente il carattere
di Craigengelt, e che solennissimamente lo disprezzava, risparmiatemi
le vostre millanterie, e ditemi piuttosto, se siete veramente in
istato di libertà e sicurezza.
„ Libero, quanto possa esserlo un podestà nella piazza del borgo
affidatogli da amministrare; sicuro quanto un predicatore
presbiteriano sopra il suo pulpito; e vi cercava per avvisarvi che non
avete più bisogno di tenervi nascosto; non sono state pronunziate
contro di voi nè ammenda, nè condanna. „
„ Quand'è così, suppongo che vi direte da vero mio amico. „
„ Vostro amico, Bucklaw! Sono il vostro fedele Acate, come ho udito
dire da certi sapienti. Noi siamo il guanto e la mano, l'albero e la
scorza, in vita ed in morte. „
„ É quanto vedrò sull'istante, ascoltatemi. So benissimo che non siete
mai sprovveduto di danaro, benchè io non sappia altrettanto bene
d'onde vi venga. Prestatemi un paio di monete d'oro per ispazzare la
polvere che si è fermata sul gorgozzuolo di tutti questi galantuomini.
Allora potrò credere.... „
„ Un paio! ne ho venti ai vostri comandi, gioia mia, e altre venti ad
una occorrenza. „
„ Parlate sul serio? (esclamò Bucklaw guardando fisamente l'altro,
com'uomo fornito di bastante discernimento naturale per giudicare che
tale eccesso di generosità in Craigengelt da qualche straordinaria
cagione dovea derivare). Craigengelt, o voi siete veramente una
persona di garbo, cosa che stento un po' a credere, o più scaltro di
quanto io vi sospettava; ed anche a suppor questo ho le mie grandi
difficoltà. „
„ Una supposizione non impedisce l'altra. In somma, vedete e giudicate.
Eccovi dell'oro che non teme la pietra di paragone. „
E sì dicendo pose in mano a Bucklaw un pugno di monete d'oro, che
l'altro si pose, senza contarle, in iscarsella, non però senza
soggiungere, che la circostanza in cui trovavasi l'obbligava ad
accettar prestiti, fosse anche stato Belzebù il suo prestatore.
Voltosi indi ai cacciatori; „ Andiamo, amici, lor disse: son io che vi
fo trattamento. „
„ Lunga vita al sig. di Bucklaw „ gridarono a coro que' cacciatori.
„ E vada al diavolo colui, esclamò un picchiere, che dopo la corsa
lascia i cacciatori a secco, come se fossero pelli da tamburo! „
„ La casa di Ravenswood, aggiunse un vecchio servo, altre volte era
onorevole e buona al pari di qualunque altra del paese; ma adesso ha
perduto tutto quel poco di riputazione che le rimanea, perchè è
rappresentata da un tanghero peggior di un ebreo. „
Gli applausi fatti a questa proposizione provarono che questa era
parimente l'opinione generale. Tutti entrarono precipitosamente
nell'osteria, ove trascorsa fu banchettando tutta la notte. L'amor del
sollazzo, ingenito in Bucklaw, non gli avea mai permesso di essere
troppo delicato nella scelte de' suoi compagni, e in quel momento,
dopo la dieta, e quasi assoluto digiuno forzato, che toccato eragli di
sopportare in casa del sere di Ravenswood; dopo essere stato per più
giorni privo di que' godimenti che formavano la felicità della sua
vita; il vedersi regolatore di una mensa, cui non erano assisi che
picchieri e servi da livrea, gli dava diletto, come se fossero stati
duchi e principi i convitati. Craigengelt che avea le sue buone
ragioni per secondarne l'umore, si mise in accordo armonico seco lui,
e aggiungendo ad un grande capitale d'impudenza una inalterabile
giocondità, e l'abilità di cantare con grazia alcune allegre
strofette, diede nuov'anima alla generale allegrezza, il che gli
meritò di tornare compiutamente in favore a Bucklaw.
Intanto una scena affatto diversa accadeva a Wolfcrag. Il sere di
Ravenswood, troppo assorto nelle proprie meditazioni per dare
attenzione agli stratagemmi di Caleb, dopo avere attraversato il
cortile, introdusse i suoi ospiti nel salone, ove era stato celebrato
il convito dell'esequie.
L'istancabile Caleb, che fosse genio, o consuetudine, lavorava dalla
mattina alla sera, aveane fatte a poco a poco sparire tutte l'orme del
funereo baccanale, ma nè tutto il suo ingegno, nè tutta la cura datasi
di collocare nel modo meno svantaggioso le scarse suppellettili che vi
si trovavano, poteano impedire che quelle pareti ignude e d'ogni
ornamento sfornite, non rendessero oltre ogni dire tetro e lugubre
l'aspetto di quello stanzone; quelle anguste finestre pareano
piuttosto forate ne' muri per aiutare il rinnovellamento dell'aere che
per lasciar varco alla luce, e l'oscurità consueta di quella sala era
in oltre accresciuta dalle fitte nuvole che tutto occupavano il
firmamento.
Ravenswood usò di tutta la grazia che addiceasi ad un giovane
gentiluomo di quella età, non senza però lasciar trapelare un tal
quale stento e imbarazzo, nel condur la donzella in fondo alla sala
intantochè il padre della medesima si apparecchiava a spacciarsi del
cappello e del ferraiuolo. Nelle stesso momento si fece udire lo
strepito della porta chiusa, come dicemmo, con grande violenza da
Caleb; mosso dal qual fracasso, lo straniero si avvicinò con molta
vivacità alla finestra, e veduta la cagion del romore, e l'esclusione
de' proprj servi, lanciò sul sere della torre un guardo, da cui
traspiravano i sospetti che lo aveano soprappreso.
„ Voi non avete cosa alcuna da temere, o signore, in tuon serio
dissegli Ravenswood, che tuttavia ignorava quanto era accaduto. Se
questo castello manca di modi per ricevere convenevolmente gli ospiti
che si degnano visitarlo, almeno ha modi sufficienti per guarentirli.
Ma parmi tempo di potermi informare chi sieno le persone che onorano
di lor presenza il mio modesto soggiorno. „
Taciturna ed immobile rimanea la donzella, intantochè il padre di essa
al quale sembrava particolarmente fatta una simile interrogazione,
trovavasi nello stato di un attore che al momento della
rappresentazione si avveda d'essersi incaricato di una parte superiore
alle sue forze, o sentasi tradito dalla memoria nell'atto in cui
dovrebbe parlare. Si studiò nulladimeno di nascondere l'imbarazzo
chiamando tutte le cerimonie d'uso in proprio soccorso. Ma dopo avere
mosso un piede avanti per avvicinarsi al suo ospite, l'altro addietro
come se volesse scostarsene, le sue mani, delle quali dovea valersi
per levarsi di dosso il ferraiuolo e di testa il cappello, non eran
più destre di quello che se il primo gli fosse attaccato ai panni con
fibbiagli di ferro irrugginiti, e se l'altro fosse stato una pesante
massa di piombo. A proporzione dell'indugiare dello straniero,
crescendo l'impazienza in Edgardo, sembrava questi commosso da
un'agitazione che derivava forse da tutt'altra origine. Edgardo
cercava di frenare la brama sua di parlare, mentre l'altro, giusta
ogni apparenza, non trovava termini per esprimere quello che dir
voleva. Finalmente Ravenswood, che già avea riconosciuto il suo
ospite, non potè più a lungo serbare il silenzio.
„ Mi sembra diss'egli, che ser Guglielmo Asthon non sia molto propenso
a profferire il suo nome nel castello di Wolfcrag. „
„ Io avea sperato che non fosse per essere necessaria una tale
formalità (soggiunse il lord Cancelliere con quel restio tuono di
voce, che viene attribuito allo Spirito maligno quando è costretto a
rispondere ad un esorcista), e vi son grato, o sere di Ravenswood, che
d'un colpo abbiate rotto voi questo diaccio. É sempre goffa la
comparsa d'un uomo costretto ad annunziarsi da se medesimo,
massimamente allor quando certe circostanze, certe sfortunate
circostanze, permettetemi dirlo.... „
„ Non devo dunque, Ravenswood lo interruppe, riguardare come puramente
accidentale l'onore di questa visita? „
„ Qui è necessario alcun poco distinguere (disse il Cancelliere
ostentando un'aria di disinvoltura che non era per certo in fondo al
suo cuore). Quest'è un onore, che da qualche tempo in qua ho vivamente
desiderato; non l'avrei forse mai ottenuto senza l'incidente del
temporale. Ma certamente, mia figlia ed io dovevamo augurarci
un'occasione per porgere i nostri ringraziamenti all'uom nobile e
generoso cui siam debitori della nostra vita. „
Gli astj che teneano divise le grandi famiglie ne' secoli della
feudalità, aveano fin allora ben poco scemato di vigore, benchè non
traboccassero più con atti di aperta violenza. Nè i sentimenti
affettuosi che Edgardo incominciava a provar per Lucia, nè i riguardi
dell'ospitalità, dovere per esso inviolabile, poteano sì di soggiogare
affatto le passioni che a malgrado di lui sorgevangli in cuore alla
vista del più crudele nemico del padre suo, venuto a porsi sotto il
tetto di quella famiglia, la cui rovina avea per lo meno affrettata.
Volgea gli sguardi, or sul padre, or sulla figlia, con una specie di
perplessità, che ser Guglielmo cercò di troncare avvicinandosi alla
figlia, e sciogliendo il nastro che le teneva la maschera al volto.
„ Mia cara Lucia, le diss'egli, senza maschera e a volto scoperto, ne
conviene manifestare la gratitudine che dobbiamo al nostro
liberatore. „
„ Purchè si degni accettarne da noi le espressioni; „ si limitò a
rispondere Lucia, ma con un tuon sì soave di voce che sarebbesi detto
rampognasse ad un tempo e perdonasse al sere di Ravenswood la fredda
accoglienza di cui verso gli ospiti usava. Queste parole, pronunciate
da una creatura amabile quanto ingenua, penetrarono nella parte più
profonda del cuore di Edgardo. Rimproverata a se medesimo la propria
durezza, balbettò alcuni accenti di scusa, fra' quali furono
intelligibili certe espressioni che indicavano la sua sorpresa, la sua
confusione, ma conchiuse finalmente manifestandole con fervore e
vivacità il contento di poterle offerire sotto il proprio tetto un
ricovero. Dopo averla, giusta quanto allor praticavasi in simili
circostanze, abbracciata, cerimoniale per lui oltre ogni dire
aggradevole, non sapea poi risolversi a lasciarsene sfuggire la mano
che tenea fra le proprie, intantochè le guance della giovinetta
tingeansi d'un rossore, che imprimeva a quest'atto di cortesia
maggiore entità di quanta ne avesse ordinariamente per sua natura.
Allora scintillò un lampo sì vivo, che per un istante bandì affatto le
tenebre da quella sala, onde tutti gli oggetti che vi stavano
apparvero nel lor vero lume. E le belle proporzioni del dilicato volto
di Lucia che agitata da quella commozione di animo a stento reggeasi;
e gli espressivi lineamenti di Ravenswood che tenea fisi su la
donzella due occhi, ove l'alterezza e l'irresoluzione tuttavia si
scorgeano; e la fisonomia pallida e spaventata del lord Cancelliere
che non distaccava gli sguardi dagli stemmi della famiglia, scolpiti
sulla soffitta di quello stanzone tai quali vedeansi nella biblioteca
del castello di Ravenswood; tutti questi oggetti furono d'improvviso
rischiarati da una luce viva e rossiccia, cui tosto venne dietro uno
scroscio di folgore sì vigoroso, che scosse fin dalle fondamenta la
vecchia torre; e ognun già la credea percossa dal fulmine e in atto di
diroccare. Il nembo infuriava perpendicolarmente alla cima
dell'edifizio; la fuliggine che da più secoli erasi tranquillamente
accumulata lungo la canna del cammino, precipitava a grosse falde giù
per la sala; nuvoli di polve e di gesso si staccavano dalle pareti; e,
o fosse che veramente la folgore avesse percosso il tetto, o effetto
dell'urto violento dell'aere, grossi mattoni divelti dall'alto
dell'edifizio, caddero con tremendo fracasso in mezzo al cortile, come
se l'antico fondatore della casa di Ravenswood avesse egli medesimo
eccitato quell'orribile temporale per additare non dovervi essere
riconciliazione fra il rappresentante della sua famiglia, e colui che
ne era sempre stato il nemico.
La costernazione fu generale, e bastarono appena tutte le
sollecitudini del lord Cancelliere e di Ravenswood per impedire che
Lucia non isvenisse. Per la seconda volta, Edgardo trovavasi
incaricato del più dilicato, del più pericoloso fra tutti i ministeri,
quello di arrecar soccorsi alla beltà circondata da rischi e da
patimenti, ministero che ne diviene tanto più periglioso, se è vôlto a
pro di persona, che le rimembranze del giorno, e i sogni della notte
continuamente offersero alla nostra immaginazione. Se il Genio della
casa di Ravenswood riprovava veracemente un nodo fra il discendente
della propria famiglia e la giovine che sotto il tetto di lui
riparavasi, non può negarsi, che scelse sconciamente le vie per far
palese questa sua disapprovazione, nè mostrò ingegno superiore a
quello d'un semplice mortale. Le minute sollecitudini, assolutamente
indispensabili per calmare lo spirito della donzella, e per liberarla
dal concepito spavento, metteano per necessità Edgardo in tale
corrispondenza col padre di essa, che almeno per qualche tempo dovea
infrangere il cancello tra loro interposto dalla feudal nimistà. Tener
linguaggio robusto, o anche freddamente indifferente al padre di una
giovinetta, e di una giovinetta qual era Lucia, oppressa dinanzi a lui
da un terrore tanto naturale e legittimo! chi sarebbe stato da tanto?
Mentre Lucia stendeva a ciascun d'essi le mani per ringraziarli delle
lor cure, Edgardo si avvide che i sentimenti dell'odio concetto contra
il lord Cancelliere non erano in quel punto i sentimenti predominanti
dell'animo suo.
Continuava a mugghiare il tuono, benchè con minore violenza, cadea la
pioggia a rovesci, nè vedeasi possibilità alcuna che miss Asthon, dopo
l'impressione fisica che avea fatta in lei lo spavento, tornasse per
quella sera al castello di lord Littlebrain, distante oltre a cinque
miglia di lì. Il sere di Ravenswood non potea pertanto, anche secondo
le regole di un'ordinaria urbanità, dispensarsi dall'offerire alla
donzella e al padre di essa il proprio tetto per quella notte. Ei fe'
dunque tale profferta con termini e maniere le più cortesi, e sol si
composero a più cupa espressione i suoi lineamenti, quando fu
costretto ad un tempo a palesare il rammarico per trovarsi privo di
quanto sarebbe stato necessario a trattar tali ospiti in modo
condegno.
„ Non vi prendete pensiere di ciò, (fu presto a soggiungere il lord
Cancelliere, premuroso di allontanare da quei colloquj tutto ciò che
collegavasi ad un argomento non privo per lui medesimo di qualche
amarezza) non vi prendete pensiero di ciò; voi siete celibe; nè mi è
ignoto che divisate d'imprendere un viaggio sul Continente; è naturale
che la vostra casa manchi d'arredi, e di molte suppellettili, che
altrimenti potrebbero giudicarsi indispensabili ad un vostro pari. Son
cose troppo facili da comprendersi; laonde datevi pace; perchè il
continuare a parlarci in tal modo, sarebbe quasi un suggerirne il
dovere di cercare altro ricovero, e di collocarci alla meglio in
qualche capannuccia del vicino villaggio. „
Si accingeva a rispondere il sere di Ravenswood, allorchè apertasi la
porta del salone, vi entrò precipitosamente con occhi stravolti e
fisonomia sformata Caleb Balderston.