Avevo sentito le disgrazie del nostro povero paese e la si può
immaginare se contribuiscano a contristare uno spirito già contristato —
Piove proprio sul bagnato! — Nè, da qualunque parte ci volgiamo,
apparisce punto di chiaro. Sento, che hanno richiamato i tedeschi di
costà; anche questo è qualche cosa, disse quegli che pisciava in Arno.
Mi ha raccontato un uffiziale francese, venuto di Toscana, di certo
duello fra un tedesco insultante, e un toscano, con la peggio del primo.
Grande errore fu quello di chiamare i tedeschi in Toscana. Sono odii
nazionali, che non si spengono manco con l'acqua santa. Rivoluzione.
Reazione. Transazione; ma la terza parte non vogliono imparare, e forse
è tardi, e le ingiurie troppo grosse. Hanno creduto farmi danno mortale,
e me ne hanno fatto, e Dio lo sa, ma non è il peggiore dei mali starmi
sopra uno scoglio, che sembra ben piantato a guardare cui tribola
nell'acqua grossa.
Vivo in paese napoleonista per interesse ed anche per genio, ma ogni dì
più incupisce, e del futuro teme assai. Considera non la guerra, ma il
modo rovinoso, e funesto. Di prendere Sebastopoli, non è più quistione,
e su l'Austria non contano per nulla, quantunque confessino, che
romperla coll'Austria sarebbe uno stroppio per loro. Noi italiani
considerano per buoni a nulla, come se essi fossero buoni a qualche
cosa. Quando ci sono io gliele canto in rima, ma, come a Dio piace, fin
qui veruno mi ha risposto.
In casa stanno tutti bene, e vi salutano, in ispecie la buona Maria; io
così così, che i nervi e gl'intestini non danno tregua; pure, malato o
sano, sono sempre
_Il suo Aff:o Amico_
D. GUERRAZZI.
Mille cose alla Sig.ra Teresa e alle figlie.