O misera e fugace
Vita de l'uom, che speri?
Non ha trïonfo e pace
Questo agitato vortice
Di affanni e di piaceri.
Come in silice abietta
Prigioniera scintilla,
Così l'anima, eletta
A miglior sorte, ascondesi
Ne la mortale argilla.
Dio ve la chiuse; al solo
Cenno del suo pensiero
Ella discioglie il volo,
Mesce il suo raggio a l'iride
Del sempiterno Vero.
Soffriam: de la romita
Alma, che piange e crede,
Cibo, lavacro e vita
Son la Speranza eterea,
La Carità e la Fede.