Dopo un altro momento domandò: — Non ha neppure fratelli? —

— No.

— Avrà degli amici in Firenze....

— Nemmeno.

— Ma come si fa a vivere senza voler bene a nessuno?

— E chi le dice ch'io non voglia bene a nessuno?

La ragazza lo fissò, sorrise, mosse una mano per ravviarsi i capelli,

non potè, era imprigionata; mosse l'altra, era stretta anche quella;

chinò gli occhi, li rialzò, non v'era più alcuno; fuggì essa pure.

Da quel giorno, in quella casa, tutto mutò: pensieri, visi, atti,

discorsi; la madre aprì una terza volta gli occhi, ma cogli occhi anche

il cuore ad una speranza lontana; le conversazioni si protrassero ogni

sera fino ora più tarda; la dimestichezza divenne intimità; e solo una

volta ci fu un po' di malumore da una delle due parti. La madre propose

al suo inquilino di fargli il desinare in casa: egli rifiutò; ma dopo

due giorni si ristabilì la pace.

I due giovani eran tutt'e due piccoli e bruni; egli serio, essa

allegra, e più bella; e si chiamavano Alberto e Giulia.

Novelle(#58341) · 第 71 / 95 题